| ITALIA AL 42° POSTO NELLA CLASSIFICA DEL GLOBAL INFORMATION TECHNOLOGY REPORT |
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| 09/04/2008 | |
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09 apr. - Le chiamate dal cellulare costano
poco, ma la burocrazia e le tasse pesano anche sull'innovazione
tecnologica. L'Italia perde cosi' quattro posizioni e scende al
42/o posto nell'ultima classifica del Global Information
Technology Report sulle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione.
In vetta alla graduatoria - pubblicata
oggi a Ginevra dal World Economic Forum (Wef) - e' nuovamente
la Danimarca che si ''riconferma l'economia con il piu' alto
livello di preparazione alle tecnologie dell'informazione e
della comunicazione (Ict)'', seguita da Svezia e Svizzera.
Tra i primi venti Paesi in classifica, ben undici sono
europei, osserva il Wef.
Gli Stati Uniti, leader mondiali
dell'innovazione in materia di Ict, sono saliti di tre posizioni
al quarto posto su un totale di 127 Paesi, mentre la Corea ha
conquistato ben 10 posizioni piazzandosi tra le prime dieci
nazioni al mondo, al nono (9) posto.
Rispetto alla classifica dell'anno scorso, quando risultava
38/a, l'Italia e' invece scesa di quattro gradini. Con un
punteggio di 4,21 (contro il 5,78 della prima in classifica) e'
preceduta da Ungheria (37/a), Barbados, Puerto Rico, Tailandia e
Cipro. '
'In termini assoluti e di punteggio l'Italia non e'
pero' peggiorata.
Anzi c'e' stato un piccolissimo miglioramento.
Ma in termini relativi altre nazioni sono cresciute piu'
dell'Italia'', ha commentato Irene Mia, Senior Economist del
Global Competitiveness Network presso il Wef e coeditore del
Rapporto.
Come gli anni scorsi, l'Italia risulta scavalcata
dalle altre grandi nazioni industrializzate.
Sul punteggio dell'Italia pesano soprattutto il fardello
della burocrazia (124/o posto), delle tasse (123) e la bassa
priorita' data dal governo alle Ict (110).
In pratica ci sono
solo tre o quattro paesi al mondo che sul fronte dell' Itc hanno
una burocrazia peggiore e tasse piu' alte.
Ma i primati non sono solo negativi. I migliori risultati
sono ottenuti dall'Italia per il basso costo delle chiamate di
telefonia mobile (seconda al mondo) e della banda larga (terza),
numero di utenti di telefonini (sesta) e uso delle Ict da parte
del governo (quinta).
''In generale, l'Italia ha buoni indicatori di penetrazione
ed i problemi sono soprattutto di carattere strutturale'', ha
analizzato Irene Mia sottolineando punti deboli quali i mercati
troppo regolamentati e le carenze nella ricerca (94/o posto per
la qualita' delle istituzioni di ricerca scentifica) e
dell'educazione
.
Il Wef sottolinea quest'anno i buoni i risultati di
numerosi Paesi europei e del Nord Europa in particolare. Dopo
Danimarca, Svezia e Svizzera (salita di due posizioni), seguono
infatti la Finlandia (6, meno due posizioni), Paesi Bassi (7/o
posto, - 1), Islanda (8/o), Norvegia (10/o), Regno Unito (12/o,
- 3), Austria (15/o, + 2), Germania (16/o posto), Estonia
(20/o). La Francia e' salita di due posizioni al 21/o posto e la
Spagna risulta 31/a.
''Negli ultimi sette anni le nazioni del Nord Europa si sono
regolarmente piazzate fra le prime dieci della classifica,
mettendo in evidenza considerevoli tassi di penetrazione e
diffusione delle Ict. Questo notevole risultato e' riconducibile
soprattutto alla costante focalizzazione sull'educazione che ha
favorito la creazione di sistemi di formazione nazionali di
prim'ordine, a una cultura dell'innovazione con una spiccata
predisposizione pubblica e privata allo sviluppo e all'impiego
di nuove tecnologie, nonche' a un contesto economico e normativo
favorevole'', ha affermato Irene Mia.
Pubblicato per il settimo anno consecutivo, il Global
Information Technology Report censisce ben 127 economie a
livello mondiale.
Il Networked Readiness Index (Nri) usato per
la classifica esamina la preparazione dei singoli Paesi all'uso
delle Ict sostanzialmente da tre punti di vista: il contesto
generale economico, normativo e infrastrutturale per le Ict, il
grado di preparazione dei tre principali soggetti - individui,
imprese e amministrazioni pubbliche - a utilizzare le Ict e a
trarne vantaggio, nonche' il loro effettivo utilizzo di tali
tecnologie dell'informazione.
Nella classifica 2007-2008, la
Cina si piazza al 57/o posto (+2), il Brasile e' 59/o (- 6 ),
l'India e' 50/a ( - 6) e la Russia 72/a (- 2). Ultimi in
classifica: Burundi (126) e Ciad (127). (ANSA)
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