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www.italia.it il portale realizzato da Sviluppo Italia e da Ibm, è anocora cantiere aperto nonostante i 45 milioni di euro per realizzarlo, e nonostante le promesse di Rutelli, non sarà pronto per la Bit.
Ad oggi Ibm Italia l'azienda che gestisce le tecnologie del portale, conferma i ritardi nella realizzazione, dovute in particolar modo alle redazioni regionali che non sono ancora attive, e quindi sarà ben difficile rispettare i tempi.
I fatti: stanziati dal governo 45 milioni di euro per la realizzazione a cura di : Sviluppo Italia (attraverso " Sì Innovazione
Italia") e Ibm Italia, le due
società più note che hanno vinto la commessa già ai tempi del governo Berlusconi
con l'allora ministro per l'innovazione Lucio Stanca,
che tra l'altro di Ibm a suo tempo è stato amministratore delegato.
Lo stanziamento è stato così ripartito:
21 milioni alle Regioni per produrre
contenuti turistici;
4 milioni per l'aggregazioni delle
informazioni centralizzate (redazione);
8 milioni a Ibm
& soci per la piattaforma tecnologica;
mentre 12
milioni per il "completamento", cioè chiudere il
cantiere di sviluppo (verranno ad esempio portate ad 8 le lingue supportate,
oggi sono 4) e promuovere il portale in rete.
All'epoca Adiconsum voleva scuse pubbliche per la spesa di denaro
pubblico, ad oggi... nulla è cambiato anzi come detto, il portale non
sarà pronto neppure per la Bit con tante scuse di Rutelli, Ibm e Sviluppo Italia.
A tal proposito, quest'oggi "La Stampa" intervista Paolo Valdemarin, fondatore della società di sviluppo web
Evectors, è stato tra i primi blogger italiani a segnalare l'inutilità di un
Portale Italia. eccone un estratto:
Lei che se ne intende di siti, cosa ne pensa dei fondi
stanziati: sono sproporzionati?
«Oggigiorno ci sono software molto
economici per aprire un sito, per quanto grande e complesso, per cui quella
cifra è sproporzionata. Ma sappiamo che solo una parte sono stati destinati alla
Ibm: la maggior parte sono lì dormienti in attesa che le Regioni riempiano il
portale di contenuti. Finora quello che il governo ha fatto è comprare contenuti
dalla De Agostini: non mi sembra un affare, non c'è nulla di originale che
meriti quell'investimento».
Se quei 45 milioni li avessero dati a
lei per realizzare il portale, come li avrebbe spesi?
«Avrei
impostato il portale con una piattaforma di blogging e social network, che costa
relativamente poco, e una gran parte l'avrei spesa in training, per addestrare
chi deve essere poi in grado di insegnare agli operatori a comunicare in rete.
Avrei speso un paio di milioni per assicurarmi che Wikipedia sia aggiornata
sulle principali attrazioni culturali italiane e per mettere a punto un
bell'aggregatore e tener traccia delle conversazioni e dei video girati dagli
stessi turisti, poi visto che le mappe si trovano gratis su Tuttocitta.it
avanzano decine di milioni che distribuirei agli amici e terrei per me, visto
che ho avuto l'idea...». (Fonte: La Stampa)
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