| LA CRISI DEI MERCATI E LA CADUTA DELL'IMPERO |
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| 13/10/2008 | |
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14 Ott. - LA CADUTA DELL'IMPERO, MA NON DEGLI IMPERATORI di Ambrogio Crespi - La crisi finanziaria esplosa in queste ultime settimane che coinvolge tutto l'occidente, rappresenta la fine di un mondo, di quel mondo che riteneva il mercato capace di regolare lo sviluppo della nostra società.
I privati meglio del
pubblico, l'economia prevaricante sulla politica, questi sono solo
alcuni dei pilastri che si sono sgretolati in queste ultime
settimane, e con essi l'egemonia amaricana, che da tempo non ha più fondamento
morale e da oggi neanche economico. Non basta l'egemonia militare per
poter essere il faro della civiltà.
Abbiamo assistito al perpetrarsi di una
colossale truffa, una vorace avidità che ha portato a divorare tutto
senza rispetto per il futuro, il denaro e l'arricchimento sono stati
l'unica religione che ha guidato la nostra civiltà nel nome della
globalizzazione e della deregolamentazione che i più chiamavano "LIBERO
MERCATO".
Ora i governi stanno intervenendo, lo
fanno con soldi pubblici, quindi con i nostri soldi, vanno e tappano
i buchi lasciati nelle banche da finanzieri e banchieri, giusto forse.
Non credo però che chi ha creato
il problema possa essere lo stesso che lo risolve, dove erano i
presidenti delle banche mondiali, i fondi monetari, le autorità di
controllo, cosa facevano in questi anni di saccheggio morale ed ecomico? Come è possibile che si reputi questa gente credibile, con che
faccia si presentano all'opinione pubblica preoccupati ed impegnati a
salvare il mondo dopo averlo spolpato?
La politica da anni è stata subalterna all'economia,
oggi ha l'occasione di ristabilire le gerarchie e i valori della nostra
società ed ancor di più il dovere di creare un nuovo paradigma, un
modello di convivenza e svuiluppo compatibile con l'uomo e la sua
evoluzione.
Non ci salveremo nè con l'ottimismo, nè tanto
meno con la ripresa dei consumi, ma con una ragionevole consapevolezza e
con un risveglio di una coscienza collettiva da tempo vittima dello
spin off della morale. Ambrogio Crespi
scritto da dr. Roberto Polastro, novembre 08, 2008 Crisi Finanziaria? Aiuti alle Banche? ...... Perché ??????? In questi giorni tutti gli occhi sono puntati sulla Finanza e sulle Banche , per quella che viene chiamata la “Crisi dei Mutui”. I Governi si riuniscono per trovare una soluzione, ma l’unica direzione che stanno prendendo, prevede l’aiuto alle Banche …….. ma perché? Le Banche, Istituzioni intoccabili, centro del potere economico, che ha sempre deciso il bene e il male delle aziende ( e spesso dei Governi), con arroganza hanno strozzato centinaia di correntisti e di aziende (basti pensare alla Fideusioni, documenti firmati più delle volte senza poter leggere quello che veniva scritto e diventava una mannaia per i poveri imprenditori, perché si trasforma in un atto subito esecutivo, o la vendita dei Bond PARMALAT a centinaia di risparmiatori, sapendo lo stato reale dell’azienda), o le spese dei conti correnti che con una serie di voci (massimo scoperto, spese istruttori ecc) portano al costo del denaro sempre superiore al tasso di usura. Se un’azienda per scelte sbagliate o problemi di mercato và in crisi, la prima cosa che imprenditore fa è chiedere aiuto alle Istituzioni Bancarie …….. sappiamo benissimo cosa succede, l’arroganza degl’istituti di credito, se cosi non fosse non esisterebbero gli USURAI. Spesso queste aziende falliscono, senza avere alcun aiuto, tanto meno quello dallo Stato. Allora mi domando se l’imprenditore che ha sbagliato deve fallire perché adesso noi dobbiamo aiutare le Banche a SALVARSI? Questo terremoto finanziario è colpa dell’arroganza, dell’avidità e dalla sete di potere dei manager delle Banche, che hanno gestito questo ultimo quarantennio, la Finanza con troppa disinvoltura ( per non dire, per interesse personale). Se hanno sbagliato devono pagare e non dobbiamo essere noi cittadini a sostenerli con interventi Statali, il compito dello Stato è tutelare i clienti, “il Popolo”. A mio giudizio le Banche in crisi vanno subito commissariate, i Consigli Amministrazione e i vertici vanno allontanati, mettendo sotto sequestro il patrimonio personale dei C.A., dei Manager e del Direttivo,(in attesa di verificare le responsabilità) il secondo intervento non è aiutare la Banca ma i clienti e i soci di minoranza, che di solito sono i piccoli risparmiatori, che consigliati dall’Istituto hanno investito nelle azioni o fondi emessi dalla banca stessa, questi devono essere tutelati con la restituzione dei propri risparmi. Successivamente, se l’Istituto non è in grado di rialzarsi va traghettato verso la CHIUSUSA, forse avremo meno Banche ma questo sarà un bene, se invece i Governi aiutano le Banche queste aiuteranno solo loro stesse e non i clienti. Vorrei sapere cosa né pensate, sono stufo di vedere alla televisione o leggere sui giornali le cavolate dei soliti esperti in Economia e Finanza, bisogna ritornare al concetto che economia è basata sul lavoro e non sulla Finanza gestita da alcune persona. Se ci devono essere degli aiuti devono essere verso Imprenditoria, verso il piccolo negoziante, l’ artigiano, quelle categorie che hanno sempre sostenuto economia, non le banche o le gradi aziende ( un esempio sulle grosse aziende, la FIAT ha solo e sempre preso, vedi Cassa integrazione, Aiuti dal Governo ecc, ma cosa ha dato alla comunità?. Se tutti questi soldi fossero stai investiti in tante piccole realtà imprenditoriali cosa sarebbe successo? Sicuramente le mie idee sono fuori dal coro, non essendo un esperto in Alta Finanza, ma vorrei sentire l’opinione di persone comuni, quelle che si alzano ogni mattina, consapevoli che sarà una lunga e faticosa giornata. Dr. Roberto Polastro scritto da ale p., ottobre 13, 2008 da notare che i mentecatti berlusconiani medi non si fanno mai vedere nelle dicussioni serie...... sempre a parlare dei walter di turno, o dove leggono opposizione e comunisti. scritto da patrizia, ottobre 13, 2008 Per foruna in Italia abbiamo il banchiere berlusconi(mediolanum) che è anche capo del governo.L'inganno è doppio scritto da Az, ottobre 13, 2008 Dato che Giulio Tremonti aveva previsto questa crisi già qualche mese fa (leggete "la paura e la speranza", è impressionante: sembra una cronaca da tanto ci ha preso!), provo anch'io, immodestamente a fare il veggente: - ci sarà una nuova Bretton Woods (anche questa prevista da Tremonti)che stabilirà: 1) che ogni entità che sollecita il pubblico risparmio, quindi banche, banche d'affari e assicurazioni dovrà versare una riserva frazionaria presso la banca centrale del suo paese (si contrae l'effetto leva che ha devastato il mercato) 2) ogni entità di cui sopra dovrà avere un rapporto tra esposizioni e patrimonio netto inferiore ad un multiplo contenuto 3)estensione del controllo della banca centrale sulle entità di cui sopra 4) La BCE non dovrà occuparsi solo del mantenimento del tasso di inflazione, ma anche del controllo della liquidità del sistema. Le piccole medie aziende, che soffriranno per la riduzione dei crediti disponibili andranno in grave crisi anche per il rincrudimento della concorrenza cinese che vorrà mantenere le vendite; in seguito l'europa alzerà barriere doganali verso la Cina per salvare il tessuto produttivo I paesi che hanno vissuto di finanza e non di industria (paesi nordici e anglosassoni esclusa la Svezia) dovranno riconvertire la loro economia; a proposito, l'Islanda (lo Stato islandese!!!) è tecnicamente in bancarotta.... semper voster scritto da ale p., ottobre 13, 2008 dov'erano? imperversavano in televisione a dire che erano diversi e promettendo le stesse cose di prima..... e in alcuni paesi ci hanno pure creduto. Perfettamente d'accordo con l'analisi....... e sarei stato perfettamente d'accordo con il fallimento del sistema e di tutte le banche coinvolte.......ma il sistema ora si protegge usando i governi burattini che sono li a fare i suoi interessi...... così a tappare il buco sarà proprio quel popolo che da questa crisi verrà travolto........ purtroppo per lui (il popolo) troppa gente al suo interno queste cose non le capisce, e preferisce rifugiarsi nelle contrapposizioni e nelle ideologie del passato. In definitiva questo disastro se lo saranno meritato...... e fino a quando i popolini non si daranno una svegliata, banchieri e finanzieri faranno benissimo a scannarlo....... ingenuità si può perdonare, ma la stupidità e l'ignoranza no. scritto da dudi, ottobre 13, 2008 fate una ricerca per sapere quanti utili hanno fatto le banche negli ultimi 10 anni e roa noi dovremmo salvarle? tutti falliti, li voglio tutti falliti scritto da davide, ottobre 13, 2008 questo si che è parlare chiaro, i soldi li diano alla gente, non alle banche scritto da paolo a., ottobre 13, 2008 Totalmente d'accordo. scritto da GUIDO, ottobre 13, 2008 sti cazzi |
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