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23 GIU - ''Ho chiesto a Veltroni di cambiare linea. Sono passati due mesi e la linea del Pd non e' cambiata.
E' evidente allora che a questo punto bisogna cambiare leader''.
Arturo Parisi, in una lunga intervista al ''Corriere della Sera'',
torna a criticare la strategia del segretario del Partito Democratico
Parisi sfotte Veltroni quando lo accomuna a Toto' ''quando lo schiaffeggiano'' in
una nota gag del comico napoletano: ''Quella in cui un signore lo
schiaffeggia chiamandolo Pasquale, e piu' lo schiaffeggia e piu' Toto'
ride', ricorda.
Parisi continua a chiedere il superamento della subalternita'' del
governo ombra ''al calendario e all'agenda del governo sole''. Veltroni,
aggiunge, non ha ancora ''detto nulla'' sulla sconfitta politica, niente
su Roma, sulla Sicilia e le altre amministrative, rincara l'ex ministro
della Difesa. Insomma, il problema per il Pd, secondo Parisi, non e' la
sconfitta elettorale in se', 'ìquella era inevitabile'ì, ma la qualita'
della 'ìpropostaì' del dopo elezioni.
''La passione per il Pd mi impone come dovere morale di dire in pubblico
quello che quasi tutti dicono in privato. Anche a costo di fare la
parte del bambino che dice 'il re e' nudo'', prosegue Parisi che dice
tra l'altro di essere ''scandalizzato'' per la ''slealta'' che c'e' nel
partito nei confronti di Veltroni: perche' tutti ''preferiscono tirare
di fioretto per ferirlo di punta, mettendo nel conto che l'avversario
si dissangui a poco a poco''. 'Ma cosi'- aggiunge- si dissanguano il
partito e la democrazia italiana'.
Parisi ribadisce infine di essere stato d'accordo con il segretario
quando voleva aprire la fase congressuale': purtroppo il ''rifiuto e'
stato corale''.
VELTRONI,
RICHIESTA PARISI NON MI SORPRENDE - Il segretario del Pd Walter Veltroni
non ha voluto commentare la richiesta di cambio della leadership del
partito avanzata da Arturo Parisi, limitandosi a dire ''non mi
sorprende''.
Veltroni, che ha partecipato a Reggio Emilia all'inaugurazione della
nuova sede del Pd, ha poi difeso l'operato del suo partito. ''Credo che
in 5-6 mesi di lavoro, vista la condizione molto difficile dalla quale
ci siamo trovati a partire, abbiamo fatto moltissimo. Il gruppo
dirigente del Pd dovrebbe rendersi conto che oggi c'e' una grande forza
come non c'e' mai stata e che e' uguale se non superiore alle altre
forze europee''.
'Nei prossimi mesi - ha aggiunto Veltroni - creeremo le condizioni
perche' quando si tornera' a votare, e non so quando visto il modo in
cui il Governo si comporta, credo che potremmo avere i risultati che
aspettiamo''.
CHI STA CON PARISI... MONACO, PAROLE DI VERITA' IN UN MARE DI IPOCRISIA - Arturo Parisi ha parlato chiaramente, con
schiettezza, in un partito attraversato da ambiguita' e ipocrisie. "Davvero
un politico atipico Parisi.
Quelle da lui affidate al Corsera -osserva
Monaco- sono parole di verita' in un mare di ipocrisia e nella palude
dei tatticismi. Parole di verita' sulla sconfitta, sulla rimozione di
essa, sulla violazione delle regole e sulle pratiche spartitorie nel
Pd, sull'inadeguatezza di un approccio leggero, retorico, sincretista
in un tempo di ferro come il nostro, sull'esigenza di un pensiero serio
o semplicemente di un pensiero".
"Parole di verita' di un leale avversario interno che si distingue dai
capi tribu' che fanno il verso a Veltroni con il retropensiero di
condizionarlo e logorarlo. Chi vuol bene al Pd sa che non puo'
permettersi un anno cosi'. Veltroni dovrebbe apprezzare la lealta' e la
schiettezza di una critica politica a viso aperto. Merce rarissima
-conclude Monaco- se non assente".
CHI STA CON VELTRONI... REALACCI,
MAGGIORANZA PARTITO CONTRARIA A CAMBIO LEADER - L'ipotesi di un cambio della linea politica e
del leader del Pd ''e' stata respinta dalla maggioranza del partito''.
Cosi' Ermete Realacci, ministro dell'Ambiente del governo ombra del Pd,
commenta la richiesta avanzata da Arturo Parisi, e critica il fatto che
l'ex ministro la faccia in un'intervista e non durante l'Assemblea
svoltasi l'altro ieri.
''Come e' noto - ha ricordato Realacci raggiunto al telefono - Veltroni
sin dall'inizio ha posto all'ordine del giorno la possibilita' di un
congresso. Se ci fosse un massa critica di dissenso sufficiente
l'ipotesi sarebbe in campo; infatti ci vguole un minimo di consenso
alla richiesta di un cambio di linea e di leadership.
Ma il congresso
non e' stato convocato perche' nessuno ha detto quello che oggi
sostiene Parisi'.
'Quella di Parisi - prosegue Realacci - e' una tesi sostenuta
pochissimo nel partito. La tesi prevalente e' che in un situazione
difficilissima la linea espressa da Veltroni ha consentito di
raggiungere un consenso tale che ci consente di affrontare il futuro:
con la vecchia Unione e la vecchia leadership sarebbe stato il massacro
di Forte Apache'.
''Se dovessi scegliere una frase della relazione di Veltroni
all'Assemblea di Venerdi'' - ha aggiunto Realacci - indicherei quella in
cui ha invitato a smettere di criticare l'Italia e ad ascoltare invece
gli italiani. Dobbiamo capire perche' in tante parti del paese la
proposta del Pd non e' stata recepita in maniera cosi' convincente, o
magari c'e' stata attenzione ma non si e' tramutata in voto''.
''Certo - conclude Realacci - e' bizzarro che Parisi all'Assemblea del
Pd di venerdi' non abbia detto nulla, ma lo faccia oggi con
un'intervista: e' un pessimo vizio della politica italiana''.
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