| La “Delta force” di Ezio Mauro. |
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| 22/11/2007 | |
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22 nov. - di Francesco Fusco
“La stessa mano che domani proporrà le larghe intese, è quella che ha predisposto il telecomando con un tasto unico. E truccato”. Sono le parole del fondo di oggi di Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, e costituiscono la chiave di lettura del perchè dello “scandalo” delle intercettazioni delle comunicazioni telefoniche fra dirigenti di Rai, e fra questi e quelli di Mediaset, finite – neanche il Ministro della Giustizia riesce a capirlo come ha dichiarato Mastella ieri sera a Rai 3 – in un processo che riguarda la HDC e la Popolare di Lodi.
Mauro spreca gli aggettivi per descrivere una “Delta
force” simile a quella dei corpi speciali dei Marines, che sarebbe
stata scoperta dalla inchiesta del suo quotidiano. E intona a voce
spiegata il ritornello del conflitto di interessi, riesumando il
problema in chiave antiberlusconiana, dopo che ampi settori del
Parlamento di ambedue gli schieramenti hanno fatto subire al
provvedimento numerosi stop and go. Perché vi è chi vorrebbe proporlo
così com’è, ma vi è anche chi vorrebbe allargarlo a tutto quello
scibile di attività del nostro Paese che ogni giorno è fatto di
conflitti di interesse palesi e occulti, come la presenza contemporanea
di controllori e controllati in istituzioni pubbliche e in attività
private. Basterebbe scorrere i consigli di amministrazione di società,
banche, e chi più ne ha più ne metta. Quindi parlare solo del conflitto
berlusconiano, anche a vari settori della sinistra più radicale appare
come una “legge ad personam”.
Ma il richiamo di Ezio Mauro, peraltro accompagnato da altri che negli
sviluppi politici degli ultimi giorni vedono un pericolo per lo status
quo dell’ingovernabilità del nostro Paese che consente i loro “ricatti”
a chi governa, è la pillola avvelenata che gli osservatori più attenti
si attendevano. La tempestività della pubblicazione delle
“intercettazioni”, pescate in faldoni di migliaia di pagine che neppure
gli avvocati delle due parti sono ancora riusciti a leggere, non mostra
una “capacità di lettura rapida”, quanto una “lettura mirata”. E fa
sorgere tanti sospetti, anche a proposito della tempistica del possesso
di tali verbali, oltre che sulla tempestività della loro pubblicazione.
Proprio quando sembrava che ci si potesse avviare verso una
pacificazione del clima politico, fatto di incontri fra il maggiore
partito di centrosinistra, il PD di Veltroni, e quello del versante
opposto capeggiato da Berlusconi, si è pensato di servire sulla tavola
della politica un piatto indigesto, affidandone a La Repubblica, da
sempre avversaria di Berlusconi per motivi che risalgono alla lotta
sulla proprietà stessa, il compito di chef. Lo hanno rilevato in molti,
anche fra il grande pubblico, che si pone tante domande destinate a
rimanere senza risposta. L’unica cosa certa è che il polverone si è
alzato rendendo nuovamente l’aria politica ancora irrespirabile. Francesco Fusco
scritto da Giulio, novembre 22, 2007 Se il Paese rimarrà bloccato per la presa di posizione di chi non vuol capire che occorre uscire dall'empasse, magari per interessi personali o vendette di basso rango, in qualunque modo per evitare il collasso del Paese e procedere a larghe intese per le riforme, sapremo a chi dare una parte del "merito". Vero redazione de La Repubblica? |
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