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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 19:56
LA LEGA INFURIATA CON BERLUSCONI- CALDEROLI: LA PRIORITA NON E' LA GIUSTIZIA Stampa E-mail
17/07/2008
17 lug. - La riforma della giustizia che vuole Berlusconi ''non e' una priorita''' e il ''ripristino dell'immunita' parlamentare non e' previsto nella riforma che stiamo discutendo''. E' quanto afferma il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, intervistato oggi su 'la Repubblica'.
calderoli280x200.jpg''Noi abbiamo davanti due 'collegati' pesanti, due convitati di pietra che si trascinano da anni: il federalismo fiscale e il codice delle autonomie, che sono assolutamente indispensabili - e' la premessa di Calderoli - e questi due collegati vanno approvati per forza entro dicembre 2008.
Inoltre c'e' sempre la Finanziaria che, anche se piu' leggera del solito, ha dei tempi definiti per la discussione, che non possono essere compressi sotto i 45 giorni. In piu' c'e' la legge elettorale per le Europee, che va approvata entro novembre. Quindi spazio per altro proprio non c'e'''.
''La riforma della giustizia e' nel programma, ma non va fatta contro qualcuno. Non e' una partita 'noi contro il resto del mondo'. E - prosegue Calderoli - se esiste una minoranza di magistrati che, a volte, esce dal seminato, c'e' anche una larga parte di magistrati che fa il proprio dovere. E con questa parte 'buona' e maggioritaria la riforma va condivisa''.
Al premier Silvio Berlusconi che vorrebbe reintrodurre 'l'immunita' parlamentare', il ministro replica: ''Nella riforma costituzionale che stiamo mettendo a punto l'immunita' parlamentare non c'e'. Iniziamo a fare il federalismo fiscale, poi chi vivra' vedra'''.
Lega alleato scomodo del Cavaliere? ''Nel governo ci vuole anche una coscienza critica - spiega Calderoli - che ragiona in termini di programma. E poi io condivido l'analisi pessimistica di Tremonti sulla crisi mondiale: l'unica possibilita' di reggere e' alzare gli argini prima che arrivi lo tsunami. E, per difendersi, occorre approvare subito i collegati. Altrimenti si rischia che, mentre noi stiamo a parlare di giustizia, arrivi l'onda e ci travolga a tutti''.
bossi280x200.jpgLA LEGA FURIOSA CON BERLUSCONI
Allarme ai massimi livelli nel Carroccio. Lo scontro sulle riforme con il presidente del Consiglio non è affatto una polemica di mezza estate enfatizzata dai "cattivi" giornalisti. L'uscita di Roberto Calderoli, che ha stoppato Cavaliere e Guardasigilli ricordando che la priorità è il federalismo fiscale, è stata studiata a tavolino con il Senatùr.
Non si è trattata di una delle solite dichiarazioni che il ministro per la Semplificazione invia quotidianamente riempiendo la casella di posta elettronica di tutte le redazioni d'Italia. Poche parole ma precise, chiare e inequivocabili. Il livello di sopportazione della Lega Nord è arrivato al massimo.
Parlando con molti deputati 'lumbard' la tensione è palpabile. E c'è chi, off the record, si spinge addirittura a dire che "la misura è colma", che il premier "sta tirando troppo la corda" e che "sta scherzando con il fuoco".
Le aspettative della base leghista sono elevatissime dopo il successo elettorale del 13-14 aprile e Bossi non ha alcuna intenzione di continuare a ingoiare rospi. Ora basta. A Via Bellerio spiegano con una buona dose di nervosismo: prima i rifiuti a Napoli (con il trasloco obtorto collo in Lombardia), poi il salvataggio del carrozzone Alitalia, i soldi per salvare il Comune di Roma di Alemanno, il 'Lodo Alfano', le intercettazione e la norma 'salva-premier' (poi rivista completamente). Ora ci manca solo una riforma complessiva della Giustizia e la reintroduzione dell'immunità parlamentare per i deputati, cancellata proprio dal Carroccio all'indomani di Tangentopoli. Così non ci siamo, per niente... è il pensiero del Senatùr.
Il ministro per le Riforme è impegnato anima e corpo a cercare di riallacciare il dialogo con il Partito Democratico - e per questo sarà ospite alla festa nazionale del Pd a Firenze - per arrivare a una convergenza con l'opposizione sul federalismo fiscale e sul codice delle autonomie.
Bossi vuole evitare il rischio della devolution, quando lo scontro con la sinistra portò alla bocciatura delle riforme istituzionali da parte degli italiani con il referendum del 2006.
Ma il problema è che se il premier insiste nella sua guerra permanente con i magistrati e a settembre vuole lanciare la riforma della Giustizia, i toni con i Democratici (non solo con Di Pietro) sono destinati a infuocarsi nuovamente. Mettendo a rischio il cammino verso il fisco federale. Anche perché in autunno le Camere saranno già impegnate con la Finanziaria e il probabile (praticamente certo) ostruzionismo della minoranza sulla Giustizia paralizzerebbe i lavori parlamentari.
Quindi il timore di tutta la Lega, dal segretario federale all'onorevole più giovane, è duplice: da un lato il tramonto definitivo del confronto con Veltroni e il Pd e dall'altro l'impossibilità temporale di portare a casa il federalismo fiscale entro Natale.
Ma quali sono le armi in mano al Carroccio? Tra i deputati padani in molti ricordano che questa volta - a differenza della legislatura 2001-2006 - i leghisti hanno la famosa "golden share" sul governo. Sono infatti numericamente determinanti sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama. E, come dimostrato sul decreto rifiuti, in ogni momento possono mandare sotto la maggioranza. La prossima mossa sarà proprio questa. Se Berlusconi e i suoi non cambiano opinione, se insistono a testa bassa credendo che il Carroccio farà da silente scudiero, si sbagliano di grosso. Il Senatùr è stato più volte chiaro: siamo a Roma per portare a casa il federalismo. Punto. Il resto non ci interessa. Ma ormai la corda è tesa e si sta quasi per spezzare...

BERLUSCONI RILANCIA L'IMMUNITA' E LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - NON MI FERMERA' NESSUNO

GIUSTIZIA: IL NO DELLA LEGA. NEL 2008 LA RIFORMA NON E' IN AGENDA

 

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