| LA LEGGE-MURO ANTI MOSCHEE DELLA LEGA: NON DEVE NASCERNE UNA OGNI 4 ORE |
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| 23/08/2008 | |
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23 ago. - Un tempo Roberto Calderoli tirava su uno dei
suoi maialini migliori, gli metteva un guinzaglio e si faceva una
passeggiatina nella melma di Lodi, per infettare la terra con l'urina.
Ora il suino scaccia-Islam è stato fatto a fette, ridotto a salame e
archiviato al capitolo folclore, paragrafo «pig day».
Perché da quando è al governo, la Lega - Calderoli compreso - ha deciso di mettere da parte le provocazioni e fare sul serio. L'obiettivo non è cambiato: frenare l'«invasione» dell'Islam e impedire, come disse Roberto Castelli, «che la nostra bandiera sia sostituita dalla Mezzaluna islamica».
Ma il campo di battaglia si è spostato in Parlamento, dove il capogruppo alla Camera Roberto Cota la prossima settimana depositerà una proposta di legge che prevede regole ferree per la costruzione di nuove moschee. «Non vogliamo - spiega - che continui così, che nasca una moschea ogni quattro ore». Il capogruppo leghista è preoccupato: «Prima avevamo a che fare con i musulmani, ora con l'Islam». Cioè con una comunità che «non distingue politica, religiosa e culturale ed è inconciliabile con il nostro sistema giuridico. Gli imam sono l'equivalente per noi del vescovo, del sindaco e del preside di una scuola».
In moschea si prega. «Sbagliato, per quello ci sono le musalla, luoghi qualunque adibiti a quello scopo. Le moschee sono un centro politico e simbolico e spesso sono anche militare. L'Islam, del resto, da secoli è in antitesi e in guerra con l'Occidente». Rileggasi Lepanto che, nella mitologia leghista, segna la sconfitta degli «sgozzatori di pecore». Di qui la necessità, per i leghisti, di ricondurre l'Islam nell'alveo della legge. Il presupposto per il doppio regime è che i musulmani non hanno mai firmato intese con lo Stato.
A valutare il via libera per le moschee saranno le Regioni. «Vogliamo bilanci trasparenti - spiega Cota - niente fondi dall'estero, magari da terroristi».
Contributi statali? «Neppure un euro». Lo statuto dei proponenti dovrà riconoscere la laicità dello Stato e la famiglia monogamica. «Famiglia in arabo si traduce con harem - ricorda Cota - La poligamia è reato: esigiamo il rispetto della donna». La Regione valuterà dimensioni e impatto delle moschee. Niente minareti, niente muezzin che spezzano il silenzio con gli altoparlanti. E niente moschee a meno di un chilometro da una chiesa.
L'ultimo sì sarà dei cittadini: obbligatorio un referendum. Una volta ottenuto il sospirato via libera, le regole di comportamento saranno rigidissime. A cominciare dagli imam: dovranno essere registrati in un albo e parlare in italiano. «Vogliamo sapere capire cosa dicono, se inneggiano alla lotta santa». Vietati commerci — «per evitare i suk» — e attività di istruzione (quello che nelle Chiese è il catechismo): «Niente madrasse, niente scuole islamiche». Sosteneva Andrea Gibelli: «l'Islam moderato non esiste: è solo il paravento al terrorismo». Bossi ha avvertito per tempo del pericolo «Eurabia»: «Stiamo attenti, questi vogliono impiantare in Padania vere e proprie colonie musulmane». Mario Borghezio è in prima fila: a settembre sarà a Colonia, al convegno contro l'islamizzazione, al fianco di Le Pen. (corriere.it).
scritto da Claudio M '58, agosto 24, 2008 E' vero, l'aria che tira è la stessa. scritto da exgiovine, agosto 23, 2008 Bravo Claudio, intervento condivisibile. Anche se non sono del tutto convinto che la religione (qualunque essa sia) è una forma di fanatismo. E guarda che non intendo difendere le religioni, io vado in chiesa solo a matrimoni e funerali che sono quasi la stessa cosa (cfr. Goran Bregovich e la sua "Music for Weddings and Funerals"). scritto da Claudio M '58, agosto 23, 2008 Per i leghisti è solo una guerra "santa" basata sul fanatismo razzista e fascista di cui si nutrono. Per noi laici, invece si tratta di togliere dalla vita sociale il parametro religioso, quindi no alle moschee come no alla religione di stato in quanto una religione, qualunque essa sia, è di per se una forma di fanatismo ( dal garzanti: ammirazione cieca e incondizionata per qualcuno o qualcosa). Si ai luoghi di culto, ma in uno STATO LAICO. Claudio |
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