| La monnezza, i subcommissari, De Gennaro e 1.milione e 50.000 euro...la storia infinita.... |
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| 07/02/2008 | |
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07 feb. - di Francesco Fusco - La sceneggiata della monnezza
e i soldi dei sub-commissari -
“Più durava l’emergenza rifiuti più si guadagnava” è il lapidario
commento dei PM Novello e Forleo all’udienza preliminare per il rinvio
a giudizio del Governatore della Campania Bassolino, di Impregilo e
alcuni ex-rappresentanti del commissariato: in altre parole con la
“mondezza napoletana” ci hanno guadagnato ( e forse ci guadagnano tutti
ancora, compresa la camorra che vorrebbe mantenere lo statu quo di
questi giorni).
Ma a fare scandalo, ancor più delle montagne di spazzatura che il povero De Gennaro fatica a far smaltire, sono le cifre dei compensi ricevuti da alcuni dei vicecommissari di Bassolino, cioè di coloro che avrebbero dovuto evitare che questo accadesse.
Secondo il Corriere della Sera il subcommissario Vanoli percepiva un milione e cinquantamila euro all’anno, i subcommissari Paolucci e Facchi fra gli ottocento e i novecento mila ( poi si è saputo che Paolucci avrebbe percepito poco più di 500mila euro, ma erano netti o lordi?) Quest’ultimo casca dalle nuvole e ai giornalisti che lo avvicinano mostra di non credere a tale cifra, e che “dovrà chiedere al proprio fiscalista”. E’ credibile? E’ mai possibile che una persona qualsiasi non conosca quanto guadagna?
Secondo chi scrive ci vuole una bella faccia tosta a sostenere ciò.
Ad indignare maggiormente è il fatto che a quanto pare tali compensi a detta del Paolucci (ex-segretario provinciale DS) venissero stabiliti dal Governo!
Ora questi signori dovranno giustificarsi di fronte al Tribunale. Ma è l’opinione pubblica che vorrà chiarimenti da chi ha deciso quelle remunerazioni, in un periodo di vacche magre, e soprattutto senza che a questi compensi corrispondesse la soluzione del problema, anzi contribuendo ad aggravarlo.
L’Europa si appresta a comminarci una pesante multa, che verrà ad aggravare il peso economico di una vicenda già molto dispendiosa, l’immagine dell’Italia e di Napoli devastata, i campani che lamentano – non sappiamo se a torto o ragione viste le dichiarazioni del Ministero della Salute – morti dolorose, qualcuno perfino ci marcia e si presenta a Porta a Porta con la fascia tricolore fingendo di essere sindaco di uno dei comuni interessati alle discariche, l’esperto del Ministero della Salute che nella stessa trasmissione afferma come da un carotaggio di una discarica dove il sindaco lamentava fossero stati sepolti rifiuti tossici siano emersi un lampione del comune, frigoriferi, televisori, ma niente di tossico.
Se la situazione non fosse tanto pericolosa ci sarebbero tutti gli elementi per una commedia, ma non di quelle tanto care alla memoria di Eduardo.
Piuttosto di una sceneggiata, una di quelle che cominciavano con il pianto del protagonista che cantava “I songo carcerato e mamma more…”
Tanto per non tradire un detto napoletano che appartiene alla vulgata partenopea: “chiagne e fotte”.
Che a quanto pare stanno applicando da tempo un pò tutti, dai vertici del governo e delle amministrazioni locali, ai subcommissari, e perfino molti di quelli che ogni sera appaiono in televisione, con finte fasce tricolore. Applausi a scena aperta. Come si conviene in questi casi.
Francecso Fusco
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