| La rete degli acquedotti italiani nel 2006 ha registrato perdite per 400 milioni di euro |
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| 24/01/2008 | |
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24 gen. - La Fondazione Civicum attraverso una ricerca firmata dall'Ufficio studi di Mediobanca torna per il terzo anno consecutivo a tirare le fila sulle società controllate dai sei maggiori comuni italiani, Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Brescia. Una ricerca
che esamina, nel quadriennio 2003-2006, 39 aziende operanti nei settori
dell'energia, dei trasporti locali, nell'igiene urbana, nei servizi idrici e
nel comparto aeroportuale.
L'acquedotto pugliese la gruviera d'Italia, a Napoli la maglia nera per i costi
di raccolta dei rifiuti. C'è però di che consolarsi con l'aeroporto torinese,
con le migliori dotazioni strutturali e Milano capitale della raccolta
differenziata. Nel settore idrico l'Italia si aggiudica il triste primato della nazione più sprecona d'Europa: la rete degli acquedotti italiani nel 2006 ha registrato perdite per 400 milioni di euro pari a 870 milioni di metri cubi sprecati, il 14% superiori a quelle francesi fino ad ad arrivare al +311% rispetto alla Germania. E nel Bel Paese l'acquedotto pugliese si conferma anche nel 2006 il più inefficiente con il 50,3% di perdite sul totale di acqua immessa. Dovrebbe cominciare ad imitare la MM milanese che in fatto di perdite si ferma al 10,3%. Sul fronte dei trasporti pubblici il 2006 è stato l'anno del boom delle metropolitane, con un'offerta cresciuta del 18% rispetto al 2001. A Napoli il primato per il prezzo del biglietto: fatto 100 il costo del biglietto nel capoluogo campano, a Roma risulta pari a 62,2, a 50,1 a Torino e Brescia e a 45,7 a Milano. Un dato questo che impone all'amministrazione napoletana un maggior esborso in termini di finanziamenti pubblici. Passando dal trasporto locale a quello aeroportuale, la palma d'oro dell'aeroporto con le migliori dotazioni strutturali per passeggero va a Torino Caselle che mette a disposizione di ogni passeggero 100 metri quadri a fronte dei 65 di Bologna e dei 60 di Malpensa, dei 33 di Linate e dei 25 di Fiumicino. Nella contesa tutta aeroportuale Roma-Milano, i due scali della capitale ha la meglio in termini di movimento merci e passeggeri su quelli milanesi. Ma nel 2006 è lo scalo veneziano Marco Polo a mettersi in luce, posizionatosi al terzo in termini di volume di traffico, prima di Orio al Serio.
Nell'ambito dell'attuale problema dei rifiuti, gli
ultimi fatti di cronaca del napoletano sembrano lo scoppio di un bubbone che ha
già nei dati del 2006 tutti i germi della purulenza: Napoli è l'ultima nella
classifica della raccolta differenziata con il 10,2% sul totale di rifiuti
prodotti e prima in quella del costo per tonnellata di raccolta: 281 euro a
fronte dei 114 euro della virtuosa Brescia. Ma è soprattutto su un dato che
occorre riflettere: laddove la raccolta differenziata supera il 30% il costo
medio per cittadino è più contenuto. (Apcom)
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