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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 19:56
La Santanché vuole la riapertura delle CASE CHIUSE, con lei il 50% degli italiani Stampa E-mail
12/12/2007
12 dic. - «Basta lucciole, meglio le case chiuse». L'eterna tentazione di abolire la legge Merlin torna alla ribalta. Questa volta ad uscire allo scoperto è Daniela Santanchè. La portavoce della Destra lancia la sua proposta di riaprire le case chiuse

daniela_santanche280x200.jpgE il partito di coloro che puntano a mettere da parte le questioni di principio e ad affrontare con realismo il problema della prostituzione sulle strade alza ancora una volta la voce.

Questa volta ad uscire allo scoperto è Daniela Santanchè. La portavoce della Destra lancia la sua proposta, proprio mentre il governo cerca faticosamente di trovare un accordo sul disegno di legge che prevederebbe il divieto di prostituzione vicino a scuole, luoghi di culto o di cura, con multe anche per i clienti. Un provvedimento il cui esame è stato rinviato dal Consiglio dei ministri alla luce della mancanza di un orientamento univoco dentro la maggioranza.

«Basta con le ipocrisie sulla prostituzione e con il ridicolo provvedimento che il governo sta per varare: La Destra si batterà per la riapertura e la legalizzazione delle case chiuse in funzione anche di un argine contro la delinquenza e per una sempre più necessaria tutela della salute», dice Daniela Santanchè che ricorda come il presidente del partito, Teodoro Buontempo, abbia già presentato un disegno di legge sull'argomento.

«È ora di calare la maschera e guardare in faccia la realtà: il provvedimento che il governo rinvia di settimana in settimana - aggiunge la parlamentare - è solo un modo per tapparsi gli occhi e non risolvere il problema. Noi della Destra porteremo l'argomento su tutte le piazze d'Italia e mobiliteremo i nostri militanti per una raccolta di firme. La gente infatti non ne può più di vedere su tutte le strade italiane questo vergognoso e insano mercimonio».

Il tema, naturalmente, non è nuovo. Già nella scorsa legislatura, infatti, esponenti di An e della Lega lo proposero all'attenzione del Paese e del Parlamento.

D'altra parte, come dimostrano i sondaggi, parlare di riapertura delle case chiuse, non è più un tabù. Oltre la metà degli italiani si dice d'accordo, compresi molti cattolici. E le percentuali toccano quota 48% tra i praticanti, mentre tra i non praticanti si arriva al 59%.

In Italia le case chiuse furono introdotte nel 1860 da parte di Cavour che si ispirò alla normativa francese per le maisons de tolérance. Lo Stato incassava le tasse di concessione della licenza agli esercenti e le imposte sui ricavi derivanti dalla gestione di tali esercizi.

Nell'agosto del 1948 la senatrice socialista Lina Merlin presentò un primo disegno di legge per la loro abolizione. Per chiudere la partita sul piano legislativo ci vollero, però, dieci anni. Una decisione dovuta anche a una richiesta dell'Onu che chiese ai Paesi membri di cancellare ogni forma di regolamentazione della prostituzione. (il giornale.it)

Commenti (3) >>
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scritto da compatti82, maggio 30, 2008

Favorevolissimo!
Dimostrazione che La Destra lotta anche fuori dal Parlamento,per ideali giusti!


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scritto da V, dicembre 18, 2007

Premetto che sono totalmente a favore , ma rispondo alla domanda di Giulio: Chi è contrario? La chiesa cattolica! La chiesa ha da sempre i sui tentacoli in seno alla politica, finquando ci saranno parlamentare e senatori oltre che presidenti del consiglio che dipendono dalle telefonate degli alti prelati l’italia rimarrà indietro alla stregua del periodo medioevale che ha congelato circa 1000 anni di evoluzione socio/economica, tecnologica e politica. Lo stato DEVE essere sovrano e soprattutto LAICO! per rispetto e benessere dei propri cittadini.

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scritto da Giulio, dicembre 12, 2007

Mi domando chi possa essere contrario a questa proprosta che favorirebbe in primis le prostitute che non sarebbero più in balia di sfruttatori, spesso immigrati clandestini, che oltre a portar via loro soldi, le seviziano; non sarebbero più sotto il Sole battente o al gelo invernale. Dall'altra i clienti avrebbero privacy e intimità maggiori. Infine le prostitute pagherebbero le tasse come avviene in molta parte d'Europa, perchè non è accettabile che ci siano ambiti lavorativi esenti da tasse.

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