| La Top 20 dei Manager più pagati d'Italia e qualcos'altro.... |
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| 28/10/2007 | |
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E' stata pubblicata venerdì sul settimanale economico Mondo un'inchiesta
relativa ai Manager più pagati in Italia ed il raffronto con altri Stati,e si scopre che in Francia il governo interviene per limitare i bonus, negli
Stati Uniti vogliono conoscere i criteri con cui si premiano gli
executive, ed in Italia......?
Bonus annuali a sei zeri, stipendi che non scendono sotto il milione, il club dei superpagati, sono coloro che tengono in mano le redini economico-finanziarie dell'Italia.
Hewitt associates, ha concluso in questi giorni l'indagine annuale sulle retribuzioni dei dirigenti , le cifre che gli uffici del personale mettono a budget indicano una media del 4,3% della retribuzione totale, e quasi tutto realizzato con aumenti di merito.
Nella classifica che pubblichiamo e realizzata da Taxis, i primi 25 manager per bonus ricevuti nel 2006 hanno portato a casa 50 milioni di euro, con una media di circa 2 milioni ciascuno.
Sul totale delle aziende quotate sempre secondo Taxis, gli Ad hanno ricevuto una media di 1.7 milioni di euro in premi su uno stipendio fisso di 879.000, con un aumento dell'incentivo del 50%.
La componenete variabile è molto forte nelle società quotate in borsa per quanto rigurda l'alta direzione, in media in Italia si aggira intorno al 50-60% della retribuzione fissa.
In Francia secondo i dato della Hay (società di consulenza specializzata) i bonus arrivano al 70-100%, in Spagna al 55-130%, negli Statai Uniti si tocca il 140% ma il paradiso del premio è la gGrmania dove oscilla tra il 140-180%, Gran Bretagna e Svizzera sono su livelli italiani, solo la Svezia non supera il 30%.
Il problema reale è legare il bonus ai riusltati, designano una demarcazione tra premio di merito e liberalità senza criterio.
- Sergio Marchionne (Fiat),
- Rosario Bifulco (Lottomatica),
- Francesco Saverio Vinci (Mediobanca)
... per citarne alcuni si sono guadagnati la testa della classifica per stock opinion, in realtà la stock opinion è uno strumento per fidelizzare il manager, e quando si interrompe la collaborazione, entrano in gioco i premi di indennità, indennità a vario titolo, slegati da ogni parametro oggettivo e difficili da spiegare ai piccoli azionisti, come ad esempio il premio alla carriera di 20 milioni di euro che Capitalia ha concesso a Cesare Geronzi o la liquidazione di 50 milioni di euro per sei anni di lavoro nel gruppo a Matteo Arpe, Gabriele Gualtieri (con 8 milioni di euro dopo 4 anni in Mediobanca), Carlo Buora risarcito per aver lasciato le cariche di Ad e Dg in Pirelli con 13,4Mln, il premio riconosciuto a Emilio Tonini di 10 milioni è stato invece intitolato all'operosità.
Se mettiamo a paragone l'Italia con altri stati, scopriamo che confrontando gli stipendi dei manager americani con quelli italiani, scopriamo che vi è un grosso divario, negli Stati Uniti cresce il movimento che si propone di porre un limite all"executive pay" e la commissione di controllo sulla Borsa americana, sta torchiando le aziende quotate per conoscere nei dettagli i criteri con cui sono stati assegnati gli incentivi, anche in Francia è aperta una grossa polemica, che ha portato il governo di Parigi ad intervenire per stoppare i maxi bonus dopo quello concesso a Noel Forgeard presidente di Eads. Ed in Italia? Per ora nulla, se non giustificare bonus, incentive, stock opinion, con il ftto che se un manager è bravo, è ovvio che debba essere pagato. Ma i nostri manager sono tutti davvero così bravi?
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