| LA VERITA' DI SGARBI, SULLO SGARBO DELLA MORATTI |
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| 10/05/2008 | |
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10 mag. - La verita' di Sgarbi sull'addio alla giunta
Moratti
Assolutamente da non perdere Roma, - IL GIORNALE da' voce a Vittorio
Sgarbi, che racconta il divorzio dalla giunta Moratti. "Mi dispiace non
potere lavorare piu' per la citta' di Milano, cui ho dato tutto il mio
impegno e la mia conoscenza per aumentare, come chiunque sa e ha visto,
l'offerta di arte, di musica, di teatro, anche offrendo stimoli e punti
di vista insoliti.
lo stesso attuale ministro della Cultura Sandro Bondi lo ha riconosciuto in un bell'articolo in cui chiedeva alla Moratti di non limitarmi nelle proposte e di non censurare le bellissime mostre di Witkin e Saudek, tristissimo episodio di conflitto contraddetto dai risultati: 15mila visitatori, nessuna protesta che giustificasse la pretesa tutela da parte del sindaco. E questo e' il problema: io non cercavo contrapposizioni o contrasti, ma non potevo immaginare di essere messo sotto tutela dal sindaco che non dice il vero quando mi attribuisce 'comportamenti contrari alla lealta' nei confronti del sindaco e della giunta, incidendo negativamente sull'operato e l'immagine di tali organi'. Io sono sempre stato leale e ho cercato di comporre e far convivere contraddizioni che sono tipiche della cultura contemporanea, aumentando la disponibilita' all'ascolto dell'amministrazione e migliorandone l'immagine rispetto al rischio di un grottesco bigottismo e alla minaccia all'immagine fisica della citta' derivata dall'abbattimento del garage di via Podgora, dalla distruzione dello stabilimento dell'Alfa Romeo, dal mostruoso progetto di City Life, stigmatizzato duramente da Berlusconi, dal parcheggio in Sant'Ambrogio, fino al rischio, sventato grazie al mio intervento, dell'abbattimento del garage Traversi e della trasformazione in centro commerciale del Teatro Nuovo. E non era in contrasto ne' col sindaco ne' con la giunta la difesa dei monumenti della citta', la battaglia per impedire lo sventramento del Teatro Lirico. Poi le mostre: il successo della nuova attivita' della Rotonda della Besana, i trionfi, per afflusso di pubblico, delle grandi mostre di Palazzo Reale, con code e curiosita' che non si vedevano da anni. Attendevo di essere ringraziato, non cacciato. Lavorero' altrove, ma non lascero' Milano, proponendo liste per la cultura alle prossime elezioni per la Provincia, anche in accordo con la Lega, per promuovere la cultura e l'identita' del Nord, per portare, secondo gli insegnamenti di Roberto Longhi e di Francesco Arcangeli la Padani'a come identita' culturale nella Padania. Anche la sinistra ha ammesso di avere sottovalutato la radice popolare della Lega: oggi io credo che occorra riconoscerne anche le radici culturali, dal romanico ai sacri monti, da Antelami a Caravaggio, da Wiligelmo a Morandi, con l'orgoglio di personalita' come Bramante, Leonardo, Correggio, Parmigianino, Tanzio da Varallo, Procaccini, Morazzone, i grandi Maestri ferraresi, i grandi registi in un lungo e esaltante percorso. Idee, progetti ignorati e oggi, con la mia espulsione, cancellati dalla Moratti. Il mio impegno politico in prima persona, dopo lo 'scippo' dei miei voti ha consentito alla Moratti di diventare sindaco, sara' anche per impedirle il secondo mandato verso l'Expo, con il proposito di indicare al centrodestra un candidato piu' consapevole della dignita' di una citta' che non puo' essere ostaggio di speculatori senza controllo in nome di una falsa modernizzazione. I pochissimi finanziamenti garantiti dal sindaco alla cultura, come ha chiarito bene Massimo Vitta Zelman in una polemica recente sulle grandi mostre milanesi ignorate e minimizzate dal sindaco per un atteggiamento competitivo nei miei confronti, sono il segnale di un limite profondo di visione che e' stato contrabbandato nel modo piu' ingiusto e irriconoscente come una mia mancanza di rispetto verso la giunta comunale e addirittura 'nei confronti dei cittadini'. Niente di piu' falso. Devo riconoscere che la Moratti ha avuto coraggio a scegliersi me come nemico dopo due anni di collaborazione piena e convinta. Ha voluto riprodurre la situazione di conflitto che si era creata con il ministro Urbani. Faticando a sopportare il confronto. Sappia allora che io politicamente e umanamente non sono disponibile a essere accusato di cio' che non ho fatto e defraudato del riconoscimento per il lavoro e l'impegno che ho messo nel ruolo di assessore" scritto da Ameglio Ernest, maggio 12, 2008 Non conosco il signor Sgarbi come critico d'arte, ma come critico d'altri avvenimenti. Per esempio quando, durante un pattugliamento per convogliare o riconoscere i clandestini albanesi, una barca, per sfuggire il controllo, operando manovre spericolate aveva occasionato una collisione con una nostra, credo corvetta militare, affondando. Il signor Sgarbi aveva, all'occasione, accusato di omicidio i nostri marinai," che con le loro navi armati cannoni, affondavano barche inermi di povera gente (sic Sgarbi quotidiani) Come uomo e italiano, lo considero un essere spregevole. |
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