| LAVORO: occupazione delle donne al 46,3. L'Italia penultima in Europa |
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| 12/02/2008 | |
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12 Feb. - L'Europa chiede all'Italia un tasso di occupazione femminile del 60% entro il 2010 ma siamo fermi al 46,3%, e secondo questo dato, rilevato nel 2006, siamo penultimi in Europa. Emerge dalla Nota aggiuntiva di Lisbona di cui si parla al convegno su "Lavoro femminile e welfare: come competere in Europa" aperto a Catania dal ministro delle Politiche europee, Emma Bonino. Ai lavori partecipano anche i ministri della Famiglia,
Rosy Bindi, e delle Pari Opportunita' Barbara Pollastrini.
Dal report emerge
che in Italia ci sono 7 milioni di donne in età lavorativa, ma fuori dal
mercato del lavoro. Ma anche qui c'e' un'Italia a due velocita'. Nel
Mezzogiorno il tasso d'occupazione delle donne di eta' tra i 25 e i 34 anni e'
del 34,7% contro il 74,3% del Nord.
I fenomeni di scoraggiamento al Sud sono
sempre piu' diffusi: 110.000 donne inattive in piu' solo nel primo semestre del
2007 e le donne del Sud hanno rinunciato a cercare lavoro. Nella fascia over 45
anni il tasso di occupazione femminile delle regioni piu' sviluppate d'Italia crolla
di quasi 20 punti percentuali rispetto alla media Ue e la fine della carriera
coincide con esigenze di maternita'.
Le donne italiane lavorano in media 7 ore
e 26 minuti al giorno, di cui 5 ore e 20 minuti in famiglia. Gli uomini
italiani dedicano alla cura domestica solo 1 ora e 35 minuti al giorno.
In Svezia le donne lavorano complessivamente meno: 6 ore e 54 minuti, di cui 3 ore e 42 dedicate alla famiglia e il resto al lavoro retribuito. Le donne, secondo la ricerca, sono discriminate nell'arrivo ai vertici societari. Nel 63,1% delle aziende quotate, escluse banche e assicurazioni, non figura alcuna donna nel consiglio di amministrazione. Considerando il numero totale dei componenti dei Cda, su 2.217 consiglieri, solo 110 sono donne, pari al 5%. Nel settore pubblico va un po' meglio, ma i vertici politici restano "maschili": ministre e sottosegretarie sono solo il 20%, le deputate sono solo il 17%. Le donne italiane sono in media pagate il 9% in meno degli uomini, a parita' di lavoro. La differenza di salario tra uomini e donne con ruoli dirigenziali sale al 26,3%. Anche quando arrivano "in alto" le donne sono tuttavia discriminate. La poverta', in Italia, e' soprattutto femminile. La vulnerabilita' delle famiglie e dei bambini aumenta se il capofamiglia e' donna. (AGI) |
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