Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 08.09.2008 ore 19:22
Le 2 banche non diventano 1, La Popolare di Milano verso lo “stand alone” Stampa E-mail
25/10/2007

di Francesco Fusco
La Popolare di Milano verso lo “stand alone” Mazzotta batte gli “straccioni” e si becca un elegante V…a! da Salvatori. Con un comunicato che “interpreta” la decisione del Comitato strategico ne vanifica la stessa esistenza, e riesce nell’intento di rompere con Unipol.

roberto_mazzotta.jpgNon ha usato la stessa invettiva utilizzata da Beppe Grillo, ma il contenuto della lettera che l’A.D. di Unipol Carlo Salvatori, da Washington - dove si trovava per la riunione del Fondo Monetario - ha inviato al presidente della Banca Popolare di Milano, Roberto Mazzotta, pur con l’eleganza della sua formulazione, aveva lo stesso significato della esclamazione reiterata dal comico genovese nella sua fatidica giornata dedicata ai politici.Trascurando cosi il parere di chi lo consigliava di non rispondere alla missiva inviatagli da quest’ultimo subito dopo la riunione del comitato strategico che aveva rimandato qualsiasi decisione a dopo che un incontro informale con i vertici di Unipol avesse chiarito i termini dell’alleanza fra le due istituzioni.

La riunione aveva avuto inizio con l’audizione dell’advisor Lehman Brothers il quale si era presentato con ancora tre candidati per una eventuale aggregazione, e cioè con Credit Mutuel, BPER e Unipol. La proposta di Credit Mutuel, condensata in trenta pagine che non entravano però nel merito della questione se non genericamente, quella di BPER che ricalcava la tesi di una fusione delle attività bancarie senza aggiungere nulla al progetto già bocciato, e infine la possibilità di aggregazione con Unipol, la quale aveva chiesto con una lettera – che doveva rimanere riservata e invece Mazzotta aveva fatto trapelare sui media – nella quale si parlava di una trattativa in esclusiva.

Il comitato strategico liquidava l’advisor, decidendo di chiedere , anche con un incontro informale con i vertici di Unipol, di avere illustrato il progetto industriale e di aggregazione. Questa mancanza di capacità decisionale dei componenti del comitato strategico, i quali peraltro conoscevano già da tempo e si erano trovati d’accordo nell’approvare il piano di Unipol, era l’occasione che Mazzotta attendeva per sparigliare le carte. Faceva subito emettere un comunicato stampa che vestendo con panni diversi la decisione presa in quella sede, tendeva a sparigliare le carte, mettendo il comitato strategico di fronte a un fait accomplì.

“In ordine alla richiesta di trattativa in esclusiva comunicata da Unipol Gruppo Finanziario, in relazione ad eventuali ipotesi di aggregazione - di cui è stata data notizia anche tramite stampa - la Banca Popolare di Milano precisa che allo stato attuale non esistono le condizioni per assumere un impegno in esclusiva con nessun potenziale candidato”. Appena quattro righe, alle quali faceva subito seguito una lettera dello stesso tenore indirizzata a Carlo Salvatori, ma dall’effetto dirompente, visto che riusciva a suscitarne la reazione di cui abbiamo parlato in apertura. A nulla sono valsi i tentativi di calmarne la reazione da parte dei suoi consulenti milanesi che hanno passato ore al telefono con Washington nella speranza di vanificare i propositi di rottura che comunicato e lettera di Mazzotta si prefiggevano. La risposta di Salvatori a chi gli proponeva di “lasciar perdere, di non rispondere alla provocazione” dapprima era stata possibilista: “ci penserò su”. Dopo un paio d’ore aveva invece dettato la risposta che suona come un V…a!, anche se in termini assolutamente eleganti.

Il tutto quando sembrava che ormai la strada fosse spianata verso Unipol, la diffidenza di Mazzotta che a tutto ha anteposto il suo futuro nella banca, sembrava fosse stata sedata non solo dalle rassicurazioni ricevute sia i sindacati interni – delle quali non si fidava - ma anche dal suo amico Enzo Carra, che era venuto apposta lunedì da Roma per dare un ulteriore imprimatur in quella direzione. Poi la debolezza del Comitato strategico che non ha saputo imporre il proprio punto di vista, abdicando alle sue stesse funzioni e l’abilità di navigatore di lungo corso di Mazzotta hanno fatto il resto. Lui per ora vuole lo “stand alone”, rimanere ancora un anno e mezzo nella sua posizione. Poi si vedrà. Qualcuno in banca – viso come sono andate le cose - adesso si chiede se il presidente della BPM non avesse ragione quando indicava i suoi antagonisti come “elegantoni a capo di una banda di straccioni”. Solo che adesso in Piazza Meda si aprirà la stagione dei “lunghi coltelli”. Francesco Fusco

 

Commenti (0) >>
Scrivi commento

busy
<-> Hai ritenuto interessante questo articolo? Condividilo in rete
 
< Prec.   Pros. >

Economia, altre notizie

BRUCIATI 173 MILIARDI NELLE BORSE EUROPEE - PESANO BCE E WALL STREET 04/09/2008
ALITALIA: 3.250 ESUBERI, MA POTREBBERO AUMENTARE04/09/2008
ALITALIA: DEPOSITATA INSOLVENZA - FANTOZZI: ENTRO IL MESE PARTNER INTERNAZIONALE05/09/2008
AUMENTI D'AUTUNNO: +600 EURO TRA LUCE, GAS, ALIMENTI E SCUOLA 04/09/2008
LAVORO -0,3% GRANDI IMPRESE OCCUPAZIONE IN CALO- +4,3% AUMENTO RETRIBUZIONI 01/09/2008
ALLARME MUTUI: BANKITALIA A LUGLIO TAEG OLTRE IL 6%02/09/2008
PETROLIO: A NEW YORK QUOTATO 105,46 - LONDRA A 104,1402/09/2008
ISTAT - STIPENDI: RETRIBUZIONI + 4,3%. MAI COSI' ALTE DA 11 ANNI02/09/2008
OCSE: A LUGLIO INFLAZIONE SALE A 4,8%, IN ITALIA +4,1% 02/09/2008
FEDERCONSUMATORI - SALDI: PER FAMIGLIE UN QUADRO DRAMMATICO30/08/2008

Studi e Ricerche

Fai tu la notizia

Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

SEGNALACI UNA NOTIZIA

Vetrina

opinion.jpg

tg5.png

vr.jpg

logo la destra news

radioradicale.png




 

 

serverstudio web marketing e design