| Le 237 motivazioni profonde e non del perchè facciamo sesso |
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| 14/11/2007 | |
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15 nov. - La ricerca americana ci ha dato da scegliere tra 237
motivi (molti dei quali sono proprio pessimi motivi), ma, al di là
delle ragioni più banali e scontate, possono esserci - e spesso ci sono
- motivazioni profonde di cui siamo poco consapevoli e altre ancora che
non possiamo controllare.
Entrano in gioco il GENERE - maschio/femmina -, la CULTURA, l'EDUCAZIONE, l'ATTIMO e la STORIA... Tutto ok, ma, alla fin fine, perché lo facciamo? Ecco quattro domande per capirci di più.
Le "top 5" che
abbiamo rigorosamente estrapolato dal lavoro pubblicato da David Buss e Cindy Meston tracciano un quadro piuttosto spigoloso del rapporto "moderno" tra i due sessi.
Vi riconoscete in qualcuno di quei primi cinque motivi? Quale è la vostra motivazione più forte?
Il testosterone.
I maschi tendono a "entrare in azione" spinti da cause fisiche, mentre le donne sono culturalmente abituate a fare i conti col fatto che la sessualità è legata alla riproduzione e, di conseguenza, alla possibilità di instaurare una relazione stabile e duratura.
In meno di un secolo.
Se per gli uomini il sesso come pura ricerca di soddisfazione fisica è sempre stato accettato, per le donne il piacere del sesso è una scoperta storicamente recente con cui i maschi hanno dovuto confrontarsi.
Un confronto difficile.
Le donne, che rispetto al passato cambiano più partner, hanno più possibilità di fare confronti. E molti maschi, non preparati a questo cambiamento, ne soffrono.
Al di là delle motivazioni più o meno insolite per cui decidiamo di andare a letto con qualcuno, che cosa spinge gli esseri umani a fare sesso quando non è la procreazione il fine ultimo? In altre parole, qual è il "motore" del desiderio sessuale? «Spesso, dietro una motivazione anche banale o sconcertante», spiega Stefano Clerici, psicologo e psicosessuologo presso l'Ospedale San Raffaele Turro di Milano, «c'è un cumulo di ragioni profonde che difficilmente sono alla consapevolezza del soggetto stesso, o se lo sono difficilmente vengono dichiarate.»
Ogni momento... non è quello giusto.
Non c'è da stupirsi quindi che il desiderio sessuale, anche nello stesso individuo, possa variare nell'arco degli anni. «Il desiderio è una componente variabile che segue il ciclo della vita e della relazione di coppia. Le sue variazioni sono a volte ampie, ma sono auspicabili e rappresentano il lato umano della sessualità», spiega Stefano Clerici. «Ci sono momenti come la gravidanza o l'allattamento, o altri periodi stressanti, che possono condizionare pesantemente il desiderio sessuale. L'errore in questo caso è quello di ritenere che il partner non sia più uno stimolo sessuale adeguato. Spesso è proprio il partner che, constatato il calo del desiderio dell'altro, entra in crisi generando un cortocircuito all'interno della coppia. E più si cerca di stimolare il desiderio sessuale più questo tende a spegnersi del tutto.»
Perché i nostri nonni facevano sesso.
Se molte delle 237 motivazioni che i ricercatori hanno individuato sono comprensibili a chi è "di questo mondo", è però vero che nel corso della storia le ragioni che spingono uomini e donne a fare l'amore sono cambiate notevolmente. Nel secolo scorso, ad esempio, la sessualità era strettamente legata alla riproduzione: le famiglie erano numerose perché la cultura prevalentemente agricola richiedeva "braccia" (maschili) per il lavoro. Se già con il secondo dopoguerra il maggior benessere ha comportato una diminuzione della natalità, il vero cambiamento è avvenuto però con la seconda metà degli anni '60 grazie a due eventi: l'avvento del femminismo e della pillola anticoncezionale. Che, insieme, hanno contribuito a liberare la sessualità dalla procreazione affermando il lato relazionale, romantico, affettivo e di piacere. Se dunque per gli uomini il sesso come pura ricerca di soddisfazione fisica è sempre stato accettato (non per nulla la prostituzione femminile è sempre indicata come il "mestiere più antico del mondo"), per le donne il piacere del sesso è una scoperta storicamente recente con cui i maschi hanno dovuto confrontarsi.
Un confronto non semplice.
«Le donne», afferma Clerici, «hanno fisiologicamente tempi e modi diversi da quelli maschili. Molti uomini hanno imparato a rispettare il desiderio della propria partner e le prerogative fisiche e psichiche femminili senza perdere per strada la propria modalità. Altri invece si sono persi in questo percorso attanagliati dalle ansie e dal senso di inadeguatezza.» Non stupisce quindi che negli ultimi anni sempre più maschi si rivolgano all'andrologo o al sessuologo in preda ad ansie - spesso ingiustificate - che sono espressione del loro senso di inadeguatezza. Talvolta l'ansia da prestazione «si concretizza nella necessità di essere "il più bravo"», afferma Marinella Cozzolino, «e di sostenere il confronto con precedenti partner». Anche questo aspetto è legato alla maggiore emancipazione femminile: le donne, che rispetto a un tempo cambiano più partner, hanno più possibilità di fare confronti. E molti maschi, non preparati a questi cambiamenti, ne soffrono.
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