| LE RECRIMINAZIONI DI RUTELLI: IL PD MI HA LASCIATO SOLO |
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| 29/04/2008 | |
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29 Apr. - Quando sulla «sua» città è calato il buio e l’orda di giornalisti ha lasciato la sede del suo comitato elettorale, Francesco Rutelli esce da una stanza con il nodo della cravatta un po’ storto e il volto affaticato. Si avvia verso l’uscita posteriore dove stazionano le auto blindate
e si ferma un attimo a parlare con un amico che ha battuto i quartieri palmo a
palmo in questi giorni. «Francè tutti questi voti a Zingaretti mi ricordano il
teorema sul voto disgiunto di Andreotti che ha votato per te al Comune e
Antoniozzi alla Provincia». «Eh sì, però Andreotti lo ha dichiarato...».
Rutelli passa oltre e non dice altro, d’altronde poco prima davanti alle
telecamere aveva già detto abbastanza: «Analizzeremo i voti e cercheremo di
comprendere chi sono i 100 mila elettori del centrosinistra che si sono
astenuti al ballottaggio e tutti quelli che hanno votato Zingaretti e Alemanno.
Tutto questo andrà analizzato».
Ma a decrittare le sue parole ci pensano i suoi
uomini: abbiamo perso per un concorso di fattori, ma qualcosa non torna, non si
capisce come mai in molti municipi «rossi» ci sia stato un voto disgiunto così
massiccio. E citano gli esempi: alla Garbatella, Zingaretti che prende 100 voti
e Rutelli 3, al Prenestino idem e così via, solo a Tormarancia non è successo.
Insomma nel giorno più nero che fotografa la sconfitta di un leader fino ad
oggi molto potente nella capitale, un leader che si sfoga con i suoi dicendo
«mi hanno lasciato solo», si affaccia un fantasma nelle riflessioni di molti
rutelliani dentro il labirintico comitato elettorale al quartiere Ostiense:
l’ombra del complotto, del «trappolone», di una faida interna agli ex Ds mirata
ad affondare Rutelli per far fuori politicamente Veltroni e Bettini.
Un
fantasma che ha preso corpo man mano che arrivavano le telefonate dai seggi,
con Zingaretti che ovunque prendeva più consensi.
Ma a finire sul banco degli
imputati non sono gli elettori della sinistra, che potevano essere tentati di
far pagare a Veltroni la scelta di andare da solo e a Rutelli le sue posizioni
troppo centriste. Di fronte a tutti Francesco abbraccia perfino la rifondarola
Patrizia (Sentinelli), come a dirle voi non c’entrate niente. Anzi, la Sentinelli se la deve
vedere pure con Goffredo Bettini che arriva al comitato già parecchio nervoso e
trafelato e a un certo punto la aggredisce sul voto disgiunto, ricordandole che
era proprio quello che aveva teorizzato il «komunista» Marco Rizzo. «Ma cosa
dici? Noi non abbiamo il fegato di votare Alemanno».
Veleni, sospetti,
recriminazioni, ce n’è per tutti nel giorno della batosta, frasi a mezza bocca,
insinuazioni, in un clima da guerra civile dentro il Pd romano. Con Bettini,
quello che si era speso più di tutti per convincerlo a scendere in campo, il
saluto dietro le quinte dopo la conferenza stampa è freddino: «Ci parliamo
stasera». Stretta di mano e Bettini si chiude in una stanza per stendere una
dichiarazione che tra le righe fa capire che Rutelli ha pagato anche per le sue
posizioni politiche di leader di partito.
A dar manforte a Rutelli nel momento del bisogno, ci sono tutti i fedelissimi (Gentiloni, Giachetti, il portavoce Anzaldi, Lanzillotta, Zanda, Lusetti, Realacci, i teodem Bobba e Binetti, il tesoriere Lusi, molti ex assessori della sua giunta) e molti girano per i corridoi con le lacrime agli occhi. Ma non si vede un big dei Ds, né degli ex Ppi che fanno capo a Marini, Fioroni, Franceschini. «Basta vedere chi c’è e chi non c’è», fa notare uno dello staff, per capire che aria tira. Rutelli non lo dice in chiaro, ma in questi giorni con diversi interlocutori non ha nascosto che a pesare sulla sua campagna elettorale è stato l’aver ereditato lo scontento dei romani per quella che i suoi uomini definiscono «una città devastata dai problemi», rifiuti, sporcizia, caos dei parcheggi, traffico. Non ha potuto segnare quella «discontinuità netta» di cui c’era bisogno con la giunta Veltroni, perché - dicono i rutelliani - «come si fa ad attaccare il leader del tuo partito?». E poi il fattore più determinante, la sicurezza, il tasto su cui ha battuto per giorni Alemanno «strumentalizzando questo tema», sul quale Rutelli però fa una chiamata di correo: «Occorre riflettere molto seriamente sui limiti del centrosinistra in materia di sicurezza». Cosa succederà da domani? In mezzo a queste macerie, partirà la resa dei conti e si vedrà se a Rutelli verrà ancora offerta la carica di capogruppo al Senato o di vicepresidente di Palazzo Madama: «Vediamo prima chi resterà in piedi e poi si deciderà con chi fare squadra», sospirano i suoi. (La Stampa) scritto da Claudio M '58, aprile 29, 2008 Ola Beppe, non ho capito una mazza di quello che hai scritto. Prova a spiegarti meglio. Claudio scritto da Claudio M '58, aprile 29, 2008 Perchè all'interno del PD non c'è democrazia, intesa come confronto paritario, ma solo giochi di potere. Questo è uno dei motivi fondamentali per cui io sto a sinistra (PRC) ed è anche il motivo per cui loro hanno abiurato il comunismo. Claudio (felicemente comunista) scritto da Beppe Stilo, aprile 29, 2008 Cè da poco da inventarsi.La Sinistra Arcobalno comincia a presentare i conti a modo suo.Vota se il candidato non è espressione del tandem Rutelli-Veltroni ed è rimasto defilato.Vota un candidato della sinistra alternativo a quello del PD,vedi Pucci a Massa che ha massacrato Neri del PD.Non vota e se ne lava le mani.Comincia sempre più a farsi strada come sostiene Mannahimer l'elettore che vota senza farsi più condizionare da sentimenti di appartenenza ma guardando a punti programmatici forti nei quali più si riconosce.Sappiamo quanto sia sentita la sicurezza sulla quale sfugge ancora a molti la gravità ed in parte misure preventive che potrebbero essere adottate in maniera coordinata dalle Prefetture e Questure ed invece si continua a non presndere in esame.Si pensi per esempio alle Guardie Particolari Giurate se sotto il controllo più rigido ed organizzato delle Autortà non solo in maniera burocratica.ma organizzata. Altro aspetto è che ormai pochi leader ,tra questi senz'altro Berlusconi e Bossi,hanno una forte presa sul loro elettorato.Veltroni,Rutelli,D'Alema e la Sinistra-Sinistra hanno ormai truppe in "libera uscita" difficilmente interecttabili nel futuro.Il voto ideologicco ormai ha avuto il suo "certificato di morte".Amen scritto da Caterina, aprile 29, 2008 Concordo con Claudio: ho votato PD luttuosamente, ma non avrei votato anche Rutelli. Solo mi chiedo: perché candidare proprio lui? Non capisco. scritto da Claudio M '58, aprile 29, 2008 La bufala del PD sta venendo a galla. L'impresentabilità di Rutelli ha determinato questo risultato, non sono di roma, ma conosco la Garbatella e alcuni compagni del quartiere, ed è per questo che capisco come mai Rutelli abbia preso solo tre voti, forse qualche estroverso ha votato Alemanno, ma i compagni tuttalpiù si sono astenuti e qualcuno non è andato a votare, perchè turasi il naso va bene anche se è dura, ma prenderlo anche in quel posto dopo che ci siamo turati il naso per anni e sentirsi dire che è sempre colpa nostra ........ e basta, facciamola finita con personaggi che, come Bettini, ancora vorrebbero scaricare le colpe sulla vera sinistra. A Massa ha vinto il candidato della Sinistra Arcobaleno Pucci con il 54,26% sul candidato del PD e di questo non ne parla nessuno. Il PD è ormai il colpo di coda della vecchia DC morente davanti all'arrivismo galoppinante della nuova destra. Claudio |
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