| LIBIA: GHEDDAFI TIFA PER OBAMA - BUSH UNO SCELLERATO GUERRAFONDAIO |
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| 12/06/2008 | |
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12 giu. - La politica ''scellerata e
guerrafondaia'' di George W. Bush ha fomentato l'odio del mondo
arabo verso gli Usa e fatto aumentare vertiginosamente il prezzo
del petrolio; il candidato democratico alla Casa Bianca Barack
Obama rappresenta una speranza per l'Africa e il mondo arabo ma
non deve ostinarsi a difendere Israele come i suoi predecessori;
il futuro dello stato ebraico e' quello di convivere con il
popolo palestinese in un'unica nazione.
Parla a braccio per circa due ore il leader libico Muammar
Gheddafi in occasione del 38° anniversario della cacciata
degli americani da Fort Wheelys, una vecchia base aerea alla
periferia di Tripoli costruita dagli italiani nel 1923 e oggi
ribattezzata Mitiga, e inquadra nel mirino i nemici di sempre:
Stati Uniti e Israele.
Vestito in uniforme da colonnello e con un paio di occhiali
da sole scuri, Gheddafi ha arringato la folla composta in
maggioranza di giovani portati in pullman da autisti del governo
a celebrare sotto il sole la sua liturgia rivoluzionaria,
ripercorrendo le tappe della storia moderna della Libia e
elogiando l'operato della sua rivoluzione.
Facendo un paragone con la democrazia americana, Gheddafi si
e' rallegrato che in Libia ''non vi sono presidenti, ne' capi di
stato, ne' elezioni: tutto il potere e' nelle mani del popolo'',
ha detto il colonnello tenendosi a debita distanza dalla folla
circondato da un numero impressionante di guardie del corpo, le
uniche armate all'interno della base.
Gheddafi ha detto inoltre che la Libia e' ''un vero paese
libero'', perche' si e' affrancata dal colonialismo e
''dall'occupazione degli americani''.
''Chi e' stato occupato
dagli americani e' diventato schiavo, la Libia no'', ha detto,
in un tripudio di bandiere verdi e poster con la sua immagine
con meno marziali occhiali da vista.
Dopo la lunga introduzione storica, Gheddafi e' tornato al
presente attaccando la politica del presidente George W. Bush -
''possiamo insegnarli noi che cosa e' la democrazia'', ''basta
con i bombardamenti che affamano il popolo'' - sottolineando al
contempo che il ''popolo libico non ha niente contro quello
americano''.
Al punto che il colonnello ha fatto quasi un tifo
da stadio per la vittoria alle prossime presidenziali Usa di
Barack Obama.
''Tutta l'Africa sostiene Barack Obama, un giovane che tutta
l'Africa ed il mondo arabo sono pronti a sostenere e finanziare
affinche' aiuti i popoli oppressi'', ha detto Gheddafi, che ha
definito Obama ''musulmano'' nonostante il senatore democratico
sia stato costretto in campagna elettorale a smentire la
circostanza fino alla noia.
''Obama e' nero, africano, keniano e musulmano ma ha
sbagliato a difendere lo stato di Israele durante l'incontro con
la comunita' ebraica americana dei giorni scorsi'', ha detto il
colonnello.
Per quanto riguarda Israele, Gheddafi ha invitato il governo
di Tel Aviv a rassegnarsi ''a convivere con i palestinesi in un
unico stato''. Il colonnello ha anche riproposto 'Isratina' come
nome del nuovo, ipotetico stato: un suo vecchio pallino che alle
occasioni ufficiali tira fuori dalla naftalina.
L'ultima bordata il colonnello l'ha riservata alla politica
economica del presidente Bush che ''ha fatto crollare il dollaro
e di conseguenza aumentare il prezzo del greggio'', il cui
valore sui mercati internazionali viene calcolato appunto in
dollari. (ANSA).
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