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Ultimo aggiornamento: 12.10.2008 ore 11:48
Lo scrittore Federico Moccia dirige il suo primo film e ne parla a ClandestinoWeb Stampa E-mail
21/01/2008

21 gen. - di Giovanni Zambito. È stato presentato oggi nell'Aula Magna del Liceo Classico "Giulio Cesare" di Roma il film "Scusa ma ti chiamo amore", nelle sale cinematografiche italiane dal 25 gennaio, diretto dallo scrittore Federico Moccia e tratto dal suo omonimo best seller edito da Rizzoli.

federicomoccia280x200.jpgNato dalla collaborazione con Vittorio Cecchi Gori, detentore dei diritti del libro, il film è prodotto da Rita Rusic per New Fair Film e distribuito in cinquecento copie da Medusa.
Ne sono protagonisti Raoul Bova e l'esordiente Michela Quattrociocche, che interpretano rispettivamente il ruolo del 37enne Alex, appena mollato dalla sua fidanzata storica, e la maturanda diciassettenne Niki, che dopo uno scontro iniziale, s'innamorano perdutamente l'uno dell'altra, con tutte le complicanze che la grossa differenza d'età fra i due (vent'anni) può portare con sé. Altri interpreti: Luca Angeletti, Francesco Apolloni, Cecilia Dazzi, Cristiano Lucarelli, Veronika Logan, Ignazio Oliva, Pino Quartullo, Riccardo Rossi, Riccardo Sardonè, Luca Ward.

Per Federico Moccia si tratta della prima regia in assoluto: "È stato difficile e faticoso - dichiara - girare il film ma bellissimo. Vedere le pagine del romanzo che improvvisamente prendevano corpo sulla pellicola è stata una sensazione unica. Ho immaginato i lettori che avrebbero rivisto quella storia romantica sbocciata tra le pagine di "Scusa ma ti chiamo amore" nella nuova realtà cinematografica, nel ritrovare queste parole nella forza interpretativa di Raoul e Michela".
Che cosa spinge uno scrittore a tentare la strada della regia?

"A me piacciono le sfide e mi stuzzicava l'idea di provare a raccontare il mio stesso libro, di mettere in scena un racconto narrato da una voce che sottolinea e scandisce i tempi dell'amore"

Qual è la principale differenza rispetto al momento della scrittura?

"È una dimensione diversa dalla scrittura che avviene per conto tuo, nel silenzio. Qui mi è piaciuto poter scegliere la luce e l'atmosfera da dare ad ogni pagina che ho scelto di raccontare di nuovo ma sul grande schermo. Quando poi vedi il film finito è un attimo. Vedi scorrere davanti a te quelle notti passate a scrivere, ma hanno un'altra luce, altre musiche, altri sapori. Una realtà diversa che appartiene alla stessa storia

La maggiore difficoltà incontrata?

"La cosa più difficile è tentare di rappresentare al meglio ricordi ed esperienze che hai vissuto che quando leggi vai a rintracciare nelle tue vicende personali e poi raccontare l'esperienza magica dell'amore. Ti accorgi che girando un film hai giorno dopo giorno tante cose da raccontare e poi da mettere insieme in un altro momento"

Come ne viene fuori l'universo giovanile?

"Molti mi chiedono che cosa ne sappia del mondo giovanile. Io non conosco tutta la realtà dei giovani: mi limito a raccontarli e aldilà di come vengono catalogati rappresentano l'esperienza in continuo movimento. Mi sono soffermato principalmente sull'amore e la delusione più grande a cui si va incontro e per cui non si è mai preparati"

E il mondo dei grandi?

"Ho voluto proprio rappresentare anche il mondo dei 37enni e delle difficoltà che incontrano a coltivare e consolidare un rapporto di coppia che duri nel tempo, la loro inquietudine di fondo e gli sforzi che fanno per trovare un equilibrio personale"

È così frequente che un uomo maturo s'innamori di una minorenne?

"Se si visita il blog di www.scusamatichiamoamore.it, si possono leggere i messaggi di tante ragazze che raccontano questo tipo di esperienza. A volte uno crede di portare delle novità ed essere originale per poi scoprire invece che è la realtà stessa a sorprenderti e a spiazzarti. Comunque, non dà fastidio la differenza d'età: è bella la costruzione di una storia d'amore credibile. Ognuno di noi pensa di vivere una vita unica mentre siamo sufficientemente persone comuni che solo l'amore può rendere straordinarie: solo l'amore ci rende capaci di fare cose che non avremo mai pensato di fare"

Principali film d'amore di riferimento?

"Sono tanti i film che ho amato: a cominciare da "La signora della porta accanto", come in generale le pellicole di Claude Lelouch e François Truffaut. Mi viene in mente il bellissimo finale di "Tutta una vita" quando si trova la persona che ti accompagnerà per sempre"

Com'è stato lavorare praticamente coi giovani?

"Sul set mi è piaciuto cercare di sentire qual era il loro vero linguaggio e il modo di calarsi nella loro parte e che l'interpretazione non fosse così distante dalla loro vita, a prescindere dalle battute e dai particolari. Vedevo che piano piano entravano nel personaggio ed erano autentici anche nelle espressioni"

Una scena realizzata così come immaginata già nel libro?

"La scena d'amore con i gelsomini"

Giovanni Zambito

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