| LO SPOT DEL PARTITO SOCIALISTA FA PARLARE LA POLITICA |
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| 22/03/2008 | |
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22 Mar. – Immediate le reazioni dl mondo politico allo spot televisivo che i socialisti hanno confezionato con Gesù come testimonial della loro causa. Trenta secondi di immagini commentate da una voce fuori campo che recita: «E’ Lui il primo socialista della storia. E’ lui
il simbolo di speranza dell’ umanità». Il filmato termina con la frase: «Chiudi
il cerchio, ora vota socialista». E Gesù sul monte Sinai traccia un cerchio
attorno a sé per parlare direttamente con Dio Padre.
Dallo staff assicurano che la massa
in onda è stata rimandata a dopo Pasqua, per rispetto dei credenti, ma a
maggior ragione gli uomini di Boselli rivendicano le radici storiche che
darebbero legittimità a tale scelta.
In effetti nei documenti storici del socialismo italiano l’immagine di Gesù è presente ancor prima che il movimento si costituisse come partito nel 1892. Sarebbe quindi solo la riproposizione di una vecchia tradizione socialista, così Correr rigetta anche l accusa di cedimento allo storico nemico clericale: «Noi siamo per tradizione ferocemente mangiapreti, ma tra i nostri iscritti ci sono tantissimi credenti. La distinzione che cerchiamo di fare è tra la gerarchia cattolica e l’uso per esempio che questa fa dell’8 per mille per mantenere i suoi apparati, ma nulla a che vedere con l’intervento nel sociale della Chiesa per cui abbiamo il massimo rispetto». Maurizio Gasparri, dell'ufficio politico di An, attacca: "altro che recupero delle radici cattoliche, altro che cristianesimo delle origini. Lo spot dei socialisti altro non e' se non ostentazione di laicismo in salsa pubblicitaria per fini elettorali. E per giunta farcita di una ipocrisia sinistra, visto che si parla di rispetto della religione. Sappiamo tutti da tempo come la pensano Boselli e i suoi compari. Lanciare uno spot utilizzando l'immagine di Cristo sotto Pasqua e in campagna elettorale non fa che confermare il vecchio motto secondo il quale il lupo perde il pelo ma non il vizio. Gli italiani sanno scegliere. Non si lasciano ingannare da uno spot: non voterranno certo socialista. La sinistra dice di essere cambiata. Ma la verita' e' che gli unici cambiamenti che e' riuscita a fare sono quelli che la hanno addirittura peggiorata". Immediata la risposta dei socialisti. "Lo spot del Partito socialista e' molto rispettoso, e andrebbe visto prima di poterlo giudicare" afferma Albero Nigra, responsabile politico della comunicazione della campagna elettorale del Partito socialista. "Lo spot - prosegue Nigra - raccoglie quella tradizione popolare che ha sempre visto nella figura di Gesu' Cristo quella del primo socialista, del primo uomo cioe' che si e' battuto per la giustizia e per l'uguaglianza di altri uomini. "Improprio, sacrilego e di dubbio gusto l'uso dell'immagine di Cristo per pubblicità elettorale". Lo afferma il segretario nazionale de La Rosa per l'Italia e candidato sindaco di Roma, Mario Baccini. "Il partito di Boselli, così come certa sinistra in Italia - attacca Baccini - è da sempre i portatore di un laicismo sovente esasperato. Arrivare addirittura ad utilizzare Gesù per uno spot pubblicitario è una offesa agli italiani e alla loro intelligenza. A Roma mi batterò perché questa ondata di neo paganesimo, incarnata dal candidato Grillini venga sconfitta. In nome della tolleranza, delle radici e dei valori che appartengono alla nostra storia". "Il tasso di ingerenza della gerarchia vaticana, e delle sue emanazioni politiche 'gasparriane', 'bacciniane' etc, sulla politica italiana e' talmente forte da arrivare a mettere in discussione persino uno spot elettorale". Lo dice Marco Rizzo, del Pdci. "Si puo' essere d'accordo o meno sul fatto che Cristo fosse o non fosse il figlio di Dio o un rivoluzionario, certamente era piu' vicino all'ideologia socialista il Cristo dei Vangeli rispetto a quello di Avignone che portava sotto la scritta INRI la sacca piena d'oro", aggiunge. "Certamente era piu' vicino al popolo il Cristo che guariva in giorno di sabato e criticava l'ipocrisia dei farisei e che diceva piu'semplice per il cammello passare per la cruna di un ago che per il ricco entrare nel regno dei cieli. Sono troppo rispettoso della religione per giudicare. Sono troppo rispettoso della Politica per accettare che tali ingerenze passino sotto silenzio. Bene lo spot di Boselli, allora. Gli sono solidale. Non la penso come lui su tanti temi, a partire da quelli economici, ma certamente ha sollevato in modo indiretto un problema pesante che da troppo tempo ci affligge. E'tempo di tornare a Cavour. Libera chiesa in libero Stato", conclude Rizzo. (mps) |
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