| LODO SCHIFANI: PROSEGUE LA POLEMICA DI PIETRO/PD- INTERVENGONO SORO E FINOCCHIARO |
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| 25/06/2008 | |
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25 giu. - Sembrano sempre più ampi gli spiragli di
trattativa per l´approvazione in tempi rapidi di un nuovo "Lodo
Schifani" che metterebbe al riparo dagli interventi della magistratura
le più alte cariche dello Stato. Una possibilità di dialogo che se da
una parte troverebbe spazio nelle caute aperture del Pd, «non
pregiudizialmente contrario» stando alle parole del presidente dei
senatori del Partito Democratico Anna Finocchiaro, dall'altra agita le
acque del centrosinistra.
Dove Antonio Di Pietro, irremovibile sulla linea della contrarietà, ha posto con fermezza quello che ha tutto l´aspetto di un "ultimatum".
Casus belli il voto contrario della giunta delle elezioni del Senato (a larghissima maggioranza, Pd compreso, Idv astenuto) alla richiesta di arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo, il senatore del Pdl per cui il gip di Roma Luisanna Figliolia aveva avanzato una richiesta di misure cautelari per falso in atto pubblico e attentato contro i diritti politici dei cittadini nell´ambito dell´inchiesta su presunte irregolarità nel voto all´estero.
Una decisione (la parola passa adesso all´Aula) che ha mandato su tutte le furie il leader dell´Idv: «Si pone un problema gravissimo di alleanze - ha spiegato infatti Di Pietro - Ci dicano se vogliono fare la ruota di scorta a Berlusconi. Noi abbiamo chiesto agli elettori di votarci per essere alternativi a Berlusconi, se il Pd ha deciso di fargli da supporto non possiamo essere alleati».
Chiaro a tutti, infatti, che più della decisione su Di Girolamo per l´ex pm è dirimente la posizione del Partito Democratico sulla possibilità di un nuovo Lodo Schifani. Da non osteggiare, magari "in cambio" di uno stralcio dal decreto sicurezza degli emendamenti blocca processi.
«È incredibile - ha infatti attaccato Di Pietro - che al Senato sia stata negata l´autorizzazione ad arrestare una persona che è diventata parlamentare dando false generalità grazie anche ai compagni del Pd che hanno detto che l´immunità va negata per reati più gravi».
Ma per Di Pietro è «ancora più grave dire che sono d´accordo a fare una legge sull´immunità, anzi l´impunità, per Berlusconi». Parole che sono sembrate una risposta a stretto giro alle aperture di Anna Finocchiaro che in mattinata, parlando della possibilità di un nuovo Lodo Schifani, aveva detto di non avere «nessuna pregiudiziale di principio.
Nel senso che un sistema di immunità per le alte cariche esiste anche in altri Paesi europei». «Il problema - aveva però precisato il presidente dei senatori del Pd - è che qui lo propone il presidente del Consiglio in carica per un procedimento a proprio carico. Diciamo che c´è una ineleganza, una inopportunità che io non fatico a vedere. Mi chiedo se altri fatichino a vederla».
Troppo pesanti le accuse di Di Pietro per non suscitare la reazione del Partito Democratico, che attraverso il capogruppo alla Camera Antonello Soro ha giudicato «inaccettabili» le parole dell´ex magistrato. «È lui - ha proseguito Soro - che fa regali alla maggioranza ogni volta che indossa abiti massimalisti e regola sul tono di voce la profondità degli argomenti. Noi non abbiamo nessuna intenzione di fare regali al Pdl, non so chi gli abbia dato la patente per giudicare la qualità dell´opposizione del Pd». Passano pochi minuti e il leader dell´Idv rincara la dose: «Soro guarda il dito invece di guardare la luna. Invece di dire che Di Pietro ha alzato la voce, dica al suo Pd di non abbassare la guardia e di chiarire la sua posizione».
''Un sistema di protezione per le
piu' alte cariche dello Stato dovrebbe essere introdotto con
legge costituzionale, utilizzabile per un solo mandato, che
interrompa la prescrizione e che, soprattutto, entri in
vigore dalla prossima legislatura''. E' quanto dice
sull'ipotesi di un lodo Schifani Anna Finocchiaro, presidente
del gruppo del Pd al Senato, intervistata oggi da
Repubblica.
''Noi non abbiamo pregiudiziali di principio su un sistema
di protezione che vige anche in altri Paesi europei -
sottolinea Anna Finocchiaro - Qui pero' abbiamo un premier
che vuole subito questa norma e la vuole per se' e per il
proprio processo. Non credo che in queste condizioni ci
possano essere aperture''.
Sull'eventualita' di uno
''scambio'' ventilato da qualcuno, l'introduzione
dell'immunita' ma via il blocca processi, la presidente del
gruppo del Pd al Senato risponde: ''Mi sembrano aperture
funzionali al tentativo di disinnecsare almeno uno dei due
mali. Perche' la sospensione dei processi e' un dramma vero
non solo, ad esempio, per gli imputati innocenti o per le
parti civili ma anche per l'intera organizzazione degli
uffici giudiziari''.
Anna Finocchiaro non ritiene che il governo possa tuttavia
ritirare l'emendamento alla Camera. ''Credo poprio di no -
dice - Ed e' ovvio perche' i due provvedimenti sono
strettamente legati: si sospendono i processi per avere il
tempo di approvare l'immunita'''.
Sulla distanza tra Pd e
Italia dei Valori ventilata da Di Pietro, la presidente dei
senatori democratici dice: ''Diciamo cose diverse io e lui?
Non mi pare proprio. Mi pare che sia a lui a voler montare la
questione perche' ha necessita' di differenziarsi dal Pd''.
Dunque il dialogo con la maggioranza e' chiuso? '' Quando
ho letto la lettera che il premier ha inviato al presidente
del Senato ho pensato che, a queste condizioni, il dialogo
non ci sarebbe potuto essere. I paletti sono due: si legifera
per l'interesse generale e si rispetta la Costituzione. Certo
si puo' andare avanti, ma devono cambiare tempi e modi. Ora
davanti a noi ci sono sempre gli stessi comportamenti di
Berlusconi. Non abbiamo creduto mai troppo alla possibilita'
di dialogo, pero' c'e' stata l'ansia e l'ambizione che in un
momento difficile per il Paese potesse prevalere la saggezza
da parte di Berlusconi, che volesse comportarsi da statista,
lavorando per l'interesse generale per la chiusura definitiva
della transizione italian, per un bipolarismo maturo. E
invece mi pare proprio che non sia cambiato nulla''.
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