| L'ottimismo di Napolitano, l'ecumenica creatività |
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| 31/12/2007 | |
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31 dic. - Napolitano: "L'Italia non è in declino Allarme
per costo vita e morti bianche"
Il Presidente della Repubblica, nel tradizionale discorso di fine anno,
invita gli italiani a guardare con ottimismo al 2008. "Quello che vedo
è un Paese che si muove"
Un discorso a tutto tondo quello del Capo dello Stato,
che ha ricordato commosso le vittime della Thyssenkrupp, parlando degli
incidenti sul lavoro come una "strage inaudita". Riferimento anche al
costo della vita che va tenuto sotto controllo.
Non mancano anche
riferimenti alla situazione politica. Napolitano ribadisce che non
interverrà nel dibattito politico è che il clima di dialogo che si è
instaurato è positivo. Problemi e difficoltà non mancano
all'Italia ma non ci sono ragioni nè commenti 'malevoli' che
possano giustificare sfiducia e abbandono al cosiddetto
'declino'. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
parla al Paese per il messaggio di fine anno e fa un bilancio
schietto delle potenzialità e delle debolezze dell'Italia, ma
invita anche a una motivata e 'operativa' fiducia.
"Non c'è da abbandonarsi alla sfiducia - avverte Napolitano nel
suo secondo messaggio agli italiani da inquilino del Colle -, ma
da proporre, decidere, operare".
Secondo il Capo dello Stato "i
motivi di fiducia" non mancano e si possono vedere e constatare
conoscendo la realtà dell'Italia, ma " il problema sta nel come
valorizzare e incoraggiare dovunque nel paese questo dinamismo,
nel come trasmettere questi impulsi all'intero sistema Italia,
puntando sull'innovazione e sul merito, privilegiando fortemente
l'istruzione, così da giungere via via a un più alto tasso di
crescita, a una crescita più sostenuta e generale, in cui sia
pienamente coinvolto il Mezzogiorno". "Se questo è il problema -
osserva il presidente -, con esso deve misurarsi la politica,
governo e istituzioni rappresentative ad ogni livello, ma debbono
misurarsi nello stesso tempo tutte le forze sociali e culturali". (red)
scritto da Giulio, gennaio 01, 2008 Come il Papa che predica uguaglianza e la cessazione di tutte le guerre, utopia, anche Napolitano che non apprezzo quasi mai perchè ritengo fazioso come non dovrebbe essere, fa un discorso bonario e rassicurante. Non penso, anzi, sono sicuro che pochi siano stati ritemprati dalle sue parole cui cui esprimeva positività in prospettiva per l'Italia. E' stato un Natale più magro per tutti, basta chiedere a amici e parenti, all'orizzonte vedo soltanto la tenacia di Prodi che per orgoglio personale si batte per finire la legislatura, costi quel che costi agli italiani. Auguri a chi ama l'Italia. scritto da Monitor, gennaio 01, 2008 Vedo che sono il primo a commentare il discorso del Presidente. Ecco fatto: un discorso banale che vorrebbe infondere ottimismo. Mi ricorda il vecchio Napolitano che arringava gli operai negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Allora prometteva il paradiso in terra e portava come esempio di paradiso realizzato l'URSS. Anche allora era ottimista: la classe operaia avrebbe raggiunto quella meta. Ci è andata bene. L'URSS non c'è più, ma abbiamo un Napolitano presidente. |
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