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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 19:56
MAGGIORANZA CAMBIA MANOVRA - EMENDAMENTI SU PRECARI E ASSEGNI - LE MODIFICHE Stampa E-mail
31/07/2008
31 lug. - La maggioranza cambia la manovra economica. Il blocco delle assunzioni per i precari sarà limitato solo ai giudizi in corso, mentre il taglio generalizzato degli assegni sociali è stato cancellato: il giro di vite varrà solo per gli immigrati e, in genere, per coloro che non potranno dimostrare di aver soggiornato in Italia per dieci anni di fila.
precari_02_280x200.jpgLe modifiche al decreto, che si accompagnano a quelle sulla flessibilità di bilancio chieste dal Quirinale, riscrivono quelle parti della manovra approvate alla chetichella alla Camera e "scoperti" solo con l'arrivo del provvedimento a Palazzo Madama. Dopo i tentennamenti iniziali, il governo ha deciso di non aspettare oltre e di intervenire sui punti caldi.
Ma l'opposizione giudica insufficienti le decisioni del governo e chiede la semplice cancellazione delle misure contestate. Il leader del Pd Walter Veltroni boccia i correttivi, da lui definiti "abborracciati", e chiede al governo di avere "un soprassalto di responsabilità"; altrimenti, aggiunge , la reazione del Pd sarà "negativa".
Veltroni allarga il discorso all'intera politica economica del governo, accusando Palazzo Chigi di "mettere le mani nelle tasche degli italiani".
Aver impostato la manovra economica basandosi su un'inflazione programmata del 1,7% vuol dire imporre una sorta di nuova imposta "che colpisce i poveri, i lavoratori e le famiglié. Bersaglio polemico di Veltroni anche la politica del governo per contrastare il caro benzina: "Il prezzo del petrolio in questi giorni è diminuito, ma quello della benzina no. Dov'é Robin Hood?".
Alle bordate di Veltroni risponde il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: "Non è vero che abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani. Aiutiamo chi è in difficoltà e confermiamo l'assegno sociale per gli italiani che ne hanno bisogno. Prodi li tassava".
Gli fa eco il suo vice Gaetano Quagliariello: "Da Veltroni arriva solo propaganda".
Il governo e la maggioranza cercano di parare i colpi dell'opposizione mentre preparano il tour de force parlamentare che dovrebbe portare al sì del Senato entro venerdì: scontata la fiducia, che sarà posta su un maxi-emendamento su cui il governo sta già lavorando e che recepirà le modifiche annunciate. Poi la manovra passerà alla Camera per il sì definitivo che dovrebbe arrivare, al più tardi, i primi giorni della prossima settimana.
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sostiene che non c'é stato alcun dietro-front del governo sui precari, anche perché la norma era frutto di un emendamento di singoli parlamentari e non dell'esecutivo. Comunque, è sempre Sacconi a parlare, la correzione apportata al Senato avrà come conseguenza una sorta di "sanatoria", in particolare per la valanga di ricorsi (44mila negli ultimi anni) avviati da precari delle Poste. Costoro si vedranno riconoscere un'indennità (fino a sei mesi di stipendio) ma non l'assunzione; per i nuovi ricorsi, invece, resta tutto come prima.
Nel frattempo cresce, il fronte degli scontenti dei tagli contenuti nella manovra. I rappresentanti sindacali delle Forze armate lanciano un "grido d'allarme" contro i tagli li colpiscono. Durante un'audizione informale del Cocer da parte delle commissioni Difesa dei due rami del Parlamento. Malumore anche tra magistrati e avvocati che, in un'inedita alleanza, protestano per la "sforbiciata" di quasi 900milioni di euro in tre anni per il settore giustizia. -
precari_03_280x200.jpgPRECARI E ASSEGNI SOCIALI, COME CAMBIA DECRETO - Nessun taglio indiscriminato agli assegni sociali, da cui saranno esclusi solo gli immigrati e non casalinghe e indigenti. E si attenua anche la norma anti-precari, che sarà circoscritta alle cause in corso e quindi solo ai contenziosi con le Poste e a pochi altri casi. Cambieranno così due dei nodi più discussi del decreto sulla manovra se, come probabile, questa sera la commissione Bilancio del Senato approverà gli emendamenti depositati oggi dal governo e dal relatore; presentate richieste di modifica al testo uscito dalla Camera anche in materia di flessibilità di bilancio e sui controlli alle cooperative. Intanto, si fa strada l'ipotesi che con un maxi-emendamento si corregga anche un errore presente nel testo del decreto, in base al quale non verrebbe punito il datore di lavoro che nega il riposo settimanale al proprio dipendente. Ecco come cambia il decreto della manovra.
ASSEGNI SOCIALI - Per beneficiarne bisognerà aver "soggiornato legalmente" per almeno 10 anni consecutivi nel territorio nazionale: in linea quindi con lo spirito della norma, nata in chiave anti-immigrati, continueranno invece a percepire l'assegno gli italiani indigenti, compresi coloro che, come le casalinghe, non hanno avuto contratti di lavoro e redditi corrispondenti. Nella versione uscita da Montecitorio, invece, oltre ad aver soggiornato in Italia bisognava dimostrare di aver percepito redditi per un valore almeno corrispondente all'importo dell'assegno sociale.
PRECARI - Il blocco delle assunzioni dei lavoratori precari vale solo per le cause in corso, mentre non cambia nulla rispetto alle regole attuali per il futuro: il datore di lavoro, specifica l'emendamento, è tenuto "unicamente a indennizzare" il lavoratore con un'indennità, e quindi non ad assumerlo a tempo indeterminato. La sanatoria, secondo il governo, risulta così limitata ai soli ricorsi presentati dai lavoratori delle Poste e a pochi altri casi. Resta confermata invece l'entità dell'indennizzo che va da un minimo di 2,5 a un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione.
FLESSIBILITA' BILANCIO - Accogliendo le osservazioni del Quirinale, le modifiche richieste dall'emendamento prevedono anche una serie di nuovi paletti. Oltre al fatto che la rimodulazione dei programmi delle dotazioni finanziarie di ciascuna "missione di spesa" dei vari ministeri sarà limitata solo al 2009, la rimodulazione dei bilanci ministeriali potrà essere sempre anticipata con semplice decreto ministeriale, ma con qualche limite in più rispetto al testo originario: non bisognerà infatti "pregiudicare il conseguimento delle finalità definite dalle norme sostanziali", non si potrà superare il tetto del 10% delle risorse finanziarie stanziate e sarà limitata all'esercizio finanziario 2009. Eliminato, infine, il potere del ministro dell'Economia di modificare le rimodulazioni con proprio decreto nei casi più urgenti.
COOPERATIVE - Torna infine l'obbligo di revisione per tutte le cooperative, senza distinzione tra piccole e grandi. Mentre la norma introdotta nel testo della Camera escludeva dai controlli le cooperative con un volume d'affari superiore ad un milione di euro, la modifica presentata in Senato ripristina la revisione dei controlli su tutte le cooperative, andando così incontro alle richieste di Lega Coop e Confcooperative.
Commenti (3) >>
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scritto da Claudio M '58, agosto 01, 2008

Carina questa.
Condivido.

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scritto da max68, luglio 31, 2008

Se qualcuno ha sbagliato a scrivere la legge perchè non lo licenziano visto che per i lavoratori dicono " Chi sbaglia deve pagare con il licenziamento!". Dovrebbe valere per tutti.............a cominciare da loro che sono i primi dipendenti pubblici

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scritto da Claudio M '58, luglio 31, 2008

Quanto puzza questo governo!!!!!!

Questo favore alle poste mmmmm........ chi era l'AD di poste? Corrado Passera? Ma non è anche l'AD di banca intesa? mmmmmmm......... e Alitalia? Ma!?
Poste spa è o verrà quotata a breve in borsa? mmmmmmm...........

Questi puzzano veramente tanto!!!!!!!!!!!!!

Claudio


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