| MANOVRA: ANCHE SUI PRECARI IL GOVERNO FA DIETRO FRONT E CORREGGE LA ROTTA |
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| 31/07/2008 | |
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31 lug. - Il governo fa marcia indietro. Non
solo sugli assegni sociali, ma anche sui precari. Dopo la levata
di scudi generale, l'esecutivo decide di correggere le due norme
della manovra economica al centro da giorni di una tempesta di
critiche.
E lo fara' con l'emendamento che sta per presentare al
decreto al Senato. La decisione e' annunciata in serata dal
ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dal principio aveva
insistito per intervenire su entrambi gli articoli subito, a
Palazzo Madama.
Nata in chiave anti-immigrati, la prima norma rischiava di
togliere dall'oggi al domani gli assegni sociali a circa 800mila
anziani indigenti, in gran parte donne.
Dopo un'occhiata ai
titoli dei giornali della mattina, a Palazzo Chigi ci si rende
conto che l'errore compiuto alla Camera deve essere rapidamente
corretto.
E cosi' il ministro per i Rapporti con il Parlamento
Elio Vito annuncia che il governo presentera' un emendamento al
Senato per eliminare il rischio di un taglio indiscriminato
degli assegni. Si trattera', assicura Vito, dell'unica modifica
della manovra a Palazzo Madama oltre a quella, gia' annunciata,
che recepisce le osservazioni del Quirinale sui bilanci
ministeriali.
Ma la maggioranza, durante l'esame della manovra in
commissione al Senato, si lascia aperta la porta a una modifica
dell'altra norma che ha provocato mille proteste, il blocco
delle assunzioni dei precari che fanno causa all'azienda: se
intervenire o no, spiega il relatore Salvo Fleres, si decidera'
al termine di una verifica con il governo.
Alla fine Sacconi -
che ieri aveva annunciato cambiamenti alla norma anti-assunzioni
in un nuovo ddl e poi aveva garantito ai sindacati le correzioni
- annuncia il nuovo cambiamento di rotta: modifiche subito anche
sui precari.
Intanto, la Lega Nord aveva dato il suo ''nulla osta''
all'aggiustamento sugli assegni sociali: spiega infatti il
ministro Roberto Calderoli che ''e' giusto modificare la norma
se c'e' anche solo il dubbio che i tagli possano riguardare gli
italiani''. Tra l'altro e' venuto fuori che la paternita' della
stretta sugli assegni sociali non e' del Carroccio ma di due
deputati dell'opposizione, gli altoatesini della Svp Sigfried
Brugger e Karl Zeller.
La 'ratio' della misura, sottolinea il
capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, era di
''impedire a un immigrato che sta in Italia da un anno di
prendere una pensione sociale per tutta la vita''. Ora pero',
visti i ''danni collaterali'' prodotti, anche Gasparri da' il
suo via libera ai cambiamenti.
Resta invece duro il giudizio dell'opposizione: ''Con le
norme sugli assegni sociali e i precari - dice la capogruppo del
Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro - il governo dimostra che
considera i piu' deboli come vittime da sacrificare''.
Tuona
contro le norme sui precari e sugli assegni sociali anche il
leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: ''Sono sbagliate: un
conto e' la flessibilita' - sottolinea - un conto e' la
precarieta' permanente. E con i tagli agli assegni sociali,
perche' amplia gli spazi di poverta' e toglie una protezione
sociale minima''.
Per trovare la formulazione piu' corretta, governo e
maggioranza avevano deciso di prendersi il tempo necessario per
riflettere (e per evitare che il rimedio sia peggiore del male).
La commissione Bilancio del Senato ha accantonato infatti gli
articoli 20 e 21 del decreto, quelli che contengono il taglio
degli assegni sociali e la norma 'anti-precari'. Tra stasera e
domani mattina in commissione dovrebbe arrivare l'emendamento
sugli assegni sociali, mentre il governo non ha ancora deciso -
riferisce sempre Sacconi - se portare la sua proposta di
modifica sui precari in commissione o direttamente in aula, come
consente il regolamento del Senato.
E in aula, dove la manovra approdera' probabilmente giovedi'
mattina, e' piu' che probabile, come lascia capire il ministro
Vito, che il governo ricorrera' al voto di fiducia per
accelerare i tempi ed evitare di votare uno per uno circa 600
emendamenti presentati dall'opposizione.
Intanto, mentre la manovra si avvia verso il voto finale del
Senato, l'agenzia di rating Standard & Poor's la boccia
sostenendo che il suo impatto sulla spesa pubblica sara' solo
''lieve'': ''Il nuovo governo di centrodestra, guidato da Silvio
Berlusconi - sostiene l'agenzia - non propone alcuna riforma di
tipo strutturale che affronti seriamente i temi della spesa
pubblica''.(ANSA).
ASSEGNI SOCIALI: IL GOVERNO CI RIPENSA - "MODIFICHEREMO LA NORMA AL SENATO"scritto da Claudio M '58, luglio 31, 2008 RIDICOLI scritto da raff, luglio 30, 2008 non è carino che due con i seguenti nomi Sigfried Brugger e Karl Zeller , presentino un emendamento contro gli extracomunitari ? secondo me non è stata una svista. Volevano tagliare gli assegni proprio agli italiani . Capisco la preoccupazione dei comici di sinistra , con un parlamento così rischiano di rimanere disoccupati |
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