| MARONI: PER PRIMA COSA C'E' IL FEDERALISMO. TAGLI ALLA SICUREZZA? FALSO! |
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| 18/07/2008 | |
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18 lug. - ''Le due Finanziarie del Governo
Prodi hanno tagliato ogni anno 800 milioni di euro alla
sicurezza, per questo Veltroni e Di Pietro che in piazza urlano
ai tagli e' una grande ipocrisia''. Lo ha detto il ministro
dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso del programma 'Viva
voce' su Radio 24.
''I tagli - ha spiegato Maroni - sono ridotti da due fondi
istituiti: uno da 450 milioni di euro ed il secondo finanziato
dai beni sequestrati alla criminalita' organizzata. Ci sono -
ha ricordato - migliaia di fondi infruttiferi che ammontano a
circa 1 miliardo di euro. Ora faremo una ricognizione in modo
che quando la Finanziaria entrera' in vigore avremo un miliardo
di euro in piu' per la sicurezza''.
Il ministro dell'Interno ha poi espresso tutta la solidarietà personale e istituzionale ''a quei poliziotti
che nei giorni del G8 le hanno prese di santa ragione e si sono
comportati compostamente, altro che black bloc''.
''La responsabilita' penale - ha ricordato il ministro - e'
sempre personale, se c'e' qualcuno che ha sbagliato deve essere
punito, ma generalizzare ed affermare il teorema per cui le
forze dell'ordine sono state peggio dei black bloc e' un
atteggiamento ideologico che noi vogliamo cambiare e che una
parte della magistratura vuole mantenere. Quando sento - ha
aggiunto - magistrati parlare di disobbedienza civile contro
leggi non condivise mi viene la pelle d'oca: il magistrato deve
applicare la legge, non decidere lui quale e' la legge giusta''.
Sulla questione delle impronte
''contro chi parla di xenofobia e razzismo ho gia' cominciato a
reagire per vie legali''; sarebbe bene, ha aggiunto il ministro, ''leggere i documenti
prima di fare critiche, quelli che parlano sono i professionisti
dell'antirazzismo''.
Sul lavoro e le discussioni in seno alla compagine governativa dichiara: "Il confronto in maggioranza e' un "happy
problem" e rappresenta una "discussione normale perche' abbiamo
tante cose da fare, siamo tutti d'accordo e stiamo decidendo
l'ordine delle cose da fare, cosa fare prima e dopo nell'ambito
della legislatura e la prima cosa e' il
federalismo perché e' un impegno preso nel
Dpef in cui c'e' scritto che federalismo fiscale e codice delle
autonomie saranno collegati alla Finanziaria e saranno quindi
approvati entro l'anno. Siamo tranquilli che gli impegni saranno
mantenuti". Insomma c'e' "intesa", c'e' un "accordo e- insiste
Maroni- pacta sunt servanda". Per la Lega "la prima cosa e' il
federalismo" e questa "e' la volta buona, ce la faremo". Lo dice
Roberto Maroni a Radio 24 parlando delle priorita' dell'agenda
politica del governo. Il ministro della Lega ricorda che e' gia'
indicato il modello lombardo: "Il riferimento e' alla legge della
regione Lombardia del 2007", quella per cui "l'80% solo dell'Iva
il 15% delle imposte dirette resta in regione".
Sull'opportunità di tornare all'immunita' parlamentare "Non
e' il caso, non e' utile", dice. Per il ministro
della Lega nord non c'e' motivo di tornare allo strumento abolito
nel 93. L'abolizione "allora forse fu un errore" perche' la
decisione avvenne sulla base "dell'onda emotiva di Tangentopoli",
ma visto che sono passati 15 anni e non c'e' stato "un
sovvertimento dell'ordine democratico" e ci sono solo "tensioni",
non e' "utile tornare all'immunita'". Adesso infatti c'e'
"l'insindacabilita'" e, chiude Maroni, "mi sembra funzioni".
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