| MAURITANIA: COLPO DI STATO MILITARE, ARRESTATO PRESIDENTE |
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| 06/08/2008 | |
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06 ago. - Le Forze armate in
Mauritania hanno preso il controllo del palazzo presidenziale
nella capitale Nouakchott, e unita' dell'esercito hanno
circondato i principali edifici pubblici, in quello che appare
essere il tentativo di un colpo di stato militare. Lo riferisce
l'emittente araba Al Jazeera.
Il capo dello Stato, primo presidente eletto democraticamente, nel marzo del 2007, dall'indipendenza del paese nel 1960, e' stato condotto in un luogo sconosciuto, mentre il capo del governo e' stato portato in una caserma vicino alla presidenza, secondo fonti della sicurezza. Radio e televisioni nazionali hanno cessato le trasmissioni. I militari sono entrati in azione dopo che il presidente Abdallah aveva deciso la sostituzione di diversi ufficiali di alto rango, compreso il capo delle guardie presidenziali, nell'ambito della grave crisi politica che sta attraversando il paese africano e che ha portato lunedi' alle dimissioni di 48 parlamentari del partito presidenziale, il PNDD. Secondo testimoni i militari hanno bloccato l'accesso alla presidenza, impedendo ai funzionari di accedervi. La situazione rimane peraltro calma nella capitale, dove non sono stati segnalati sbarramenti o focolai di violenza. La figlia del presidente mauritano, Amal Mint Cheikh Abdallah, confermando l'arresto del padre, ha denunciato ''un colpo di stato con le dovute forme'', in un intervento alla radio RFI. E ha detto che ''il presidente e' stato arrestato da un commando (di militari), che sono venuti a cercarlo nel palazzo, l'hanno preso e portato via''. Aggiungendo che la presidenza e' tuttora occupata da uomini armati. . E' il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, rimosso oggi dalle sue funzioni di capo di stato maggiore speciale dal presidente Abdallah, e che e' anche capo della guardia presidenziale, a guidare il colpo di stato in Mauritania. Lo ha detto all'Afp il portavoce del presidente, Abdoulaye Mahmadou Ba. I golpisti, secondo un comunicato del ministro delle comunicazioni, si sono organizzati in un sedicente 'consiglio di stato' diretto dal generale Aziz e hanno annullato le ultime nomine militari decise dal presidente. UNIONE AFRICANA CONDANNA - L'Unione Africana ha condannato il colpo di stato odierno in Mauritania e chiesto il ritorno al governo costituzionale. ''L'Unione Africana... condanna il colpo di stato e chiede il ripristino della legalita' costituzionale'', si afferma in un comunicato emanato dal quartier generale dell'Unione, nella capitale dell'Etiopia, Addis Abeba. COLPO DI STATO, POLIZIA CHIUDE SEDE PNDD - La polizia ha chiuso la sede del Patto nazionale per la democrazia e lo sviluppo (PNDD), partito del presidente della Mauritania Sidi Ould Cheikh Abdallah, rovesciato oggi da un colpo di stato militare. Lo ha annunciato un responsabile del movimento. ''La polizia e' venuta nella nostra sede, dandoci l'ordine di sgombrare. Abbiamo rifiutato, esigendo un provvedimento ufficiale. Ma non siamo stati ascoltati e ci hanno obbligati ad andar via'', ha detto all'Afp il segretario generale del partito, Ahmed Ould Khairou. Hanno lasciato i locali nei quali si trovavano i responsabili del partito e alcuni militanti UE CONDANNA E MINACCIA TAGLI AIUTI - La commissione Ue condanna duramente il colpo di Stato in Mauritania che potrebbe ''rimettere in causa la politica di cooperazione, nell'ambito della quale e' stato deciso recentemente un programma di aiuti per 156 milioni di euro per il periodo 2008-2013''. Lo afferma il commissario Ue allo sviluppo Louis Michel, in una nota diffusa a Bruxelles, nella quale si chiede il rispetto della democrazia e del quadro istituzionale in corso dal 2007. La Commissione Ue esprime ''viva preoccupazione'' sulla situazione in Mauritania ''che mette in pericolo l'esemplare avanzata democratica di questo paese dal colpo di Stato del 2005'', rileva Michel, ricordando che la transizione democratica, ''sostenuta politicamente e finanziariamente dalla Ue'', culminata con l'elezione del presidente Sidi Mohamed Cheikh Abdallah nel 2007, ''era stata salutata con favore dall'intera comunita' internazionale''. Michel rileva che la Commissione continuera' a seguire ''molto attentamente'' l'evoluzione della situazione ''e valutera' la situazione alla luce delle disposizioni applicabili dell'Accordo di Cotonou di cui la Mauritania e' firmataria''. ESPERTA, 'ESERCITO NON SI RASSEGNA A DEMOCRAZIA' - Una prova di forza dell'esercito per ricordare al presidente della Mauritania Sidi Ould Cheikh Abdallahi - arrestato oggi dalle proprie guardie del corpo - chi e' che comanda. Secondo Marianne Mounier - esperta di vicende della Mauritania e redattrice del settimanale francese Jeune Afrique - e' questa la spiegazione piu' plausibile del colpo di stato di oggi. Il quarto dal 1960, anno in cui il paese, ex colonia francese, ottenne l'indipendenza. ''Quando nel 2007, con le prime elezioni democratiche nella storia della Mauritania, e' stato eletto Cheikh Abdallahi - dice all'ANSA la Mounier - l'esercito non ha saputo rassegnarsi a giocare un ruolo marginale nella vita politica del paese''. COLPO DI STATO; CHIUSO AEROPORTO NOUAKCHOTT - L'aeroporto internazionale di Nouakchott e' stato chiuso oggi dopo il colpo di stato militare contro il presidente della Mauritania Sidi Ould Cheikh Abdallahi, primo capo di stato eletto democraticamente nel paese nel 2007. Lo si e' appreso da fonte della sicurezza. ''L'aeroporto e' fermo, il tempo per le nuove autorita' di organizzarsi. Le frontiere non sono state chiuse e le comunicazioni telefoniche nazionali e internazionali non sono state tagliate'', ha precisato la fonte. Nessuna violenza e' stata al momento segnalata in conseguenza del colpo di stato. COLPO STATO;POLIZIA CONTRO SOSTENITORI PRESIDENTE - La polizia della Mauritania ha lanciato gas lacrimogeni oggi per disperdere alcuni sostenitori del presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, deposto questa mattina da un colpo di stato militare. Lo ha constatato un testimone della Reuters. ''Siamo contro i militari e profondamente contro questo colpo di stato. Appoggeremo Sidi fino alla morte'', ha gridato Kory Ould Naina, uno degli almeno 50 sostenitori del presidente che si erano riuniti nel centro della capitale Nouakchott prima dell'intervento della polizi. (ANSA) |
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