| Messina, annullate le elezioni comunali 2005, Craxi:"sono costernato, certificato l'imbroglio" |
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| 04/10/2007 | |
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Sono state annullate dal Consiglio di
giustizia amministrativa della Sicilia le elezioni amministrative del
novembre 2005 di Messina. Nella città dello Stretto, dunque, si torna a votare.
Le comunali avevano sancito la vittoria di Francantonio Genovese, candidato alla guida del partito democratico in Sicilia, ma dopo la decisione del Cga decadono il primo cittadino e il Consiglio comunale.
Il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso presentato al tar dal nuovo Psi, escluso dalla competizione elettorale per una diatriba tra Bobo Craxi e Gianni De Michelis sul simbolo del partito. ![]() Il Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia nell'annullare l'elezione ha reso noto nelle 53 pagine di motivazione che "gli appelli incidentali presentati contro il ricorso della lista del Nuovo Psi sono inammissibili''. ''La lista del Nuovo Psi non doveva essere esclusa dal Tar di Catania che prima del tempo aveva accolto il ricorso di Bobo Craxi in linea con l'esigenza di assicurare che - si legge nelle motivazione - fino alla proclamazione degli eletti la volontà popolare si formi e si esprima senza inframmettenza alcuna e ciò è coerente con i principi costituzionali in tema di tutela giurisdizionale". Sempre secondo il Cga "il Tar etneo tra l'esigenza di immediata giustiziabilità e quella di rispettare la scadenza del procedimento, ha 'privilegiato' quest'ultima ma limitatamente a un profilo temporale in quanto, dopo la proclamazione degli eletti, può essere fatto valere dinanzi al giudice naturale anche qualsiasi vizio eventualmente incorso nella fase precedente". Tutto ciò perché, continua la sentenza, "i principi di democrazia posti a fondamento essenziale della Repubblica, sono prevalenti rispetto ad ogni altro interesse". Da parte sua Francantonio Genovese commenta così l'annullamento della sua elezione a sindaco: "Spero che questa sera nessuno festeggi, perché questa non è una sentenza contro il sindaco e l'amministrazione comunale, ma piuttosto contro gli interessi di tutta la città. Messina, infatti, vanterà da oggi il non invidiabile primato di due commissariamenti, seppur per motivi diversi, in appena 4 anni''. ''Si commenta da sé - continua - una sentenza che obbliga a ripetere le elezioni per l'esclusione di una lista di candidati napoletani al consiglio comunale di Messina, in un momento in cui è forte il dibattito sui costi della politica e delle istituzioni". Mentre Vittorio Craxi, leader nazionale del partito dei Socialisti italiani, precisa: ''La lista del 'Partito socialista-Nuovo Psi' che venne presentata nel novembre del 2005 alle elezioni comunali di Messina era vistosamente viziata da un misto di imbroglio e malafede". "Composta in larga maggioranza di candidati residenti nel napoletano, fu presentata a bella posta per creare un precedente che riconoscesse l'invalidità di un Congresso che si era concluso con una scissione: tutti i tribunali, per due anni, hanno accolto i nostri ricorsi contro di essa - ha aggiunto Craxi -. Il giudizio, inappellabile e supremo, del Cga siciliano, che rispettiamo, ha dell'incredibile, poiché costringe i messinesi a tornare al voto certificando uno dei tanti imbrogli della 'malapolitica': sono costernato''. (Adnkronos/Ign) |
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