| Miccichè, caso Mastella: "MI VERGOGNO E MI SPAVENTO DI ESSERE ITALIANO" |
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| 16/01/2008 | |
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17 gen.- di Gianfranco Miccichè -
Non è facile spiegare il motivo della mia posizione e non è facile
spiegarlo soprattutto ai così detti giustizialisti (che a volte hanno
pure le loro ragioni, sempre create da quelli che esagerano) ma sento
il dovere di provarci anche se mi converrebbe il contrario, sia per
motivi politici che sull’altare della popolarità che si conquista
sempre facilmente sparando a zero sulla politica maneggiona.
I Padri costituenti per evitare che potessero nascere conflitti tra i due forti poteri dello Stato, a garanzia della tenuta della democrazia, costruirono lo strumento dell’immunità parlamentare da un lato e quello del CSM (chiamato parlamentino della magistratura) dall’altra. In modo si garantiva che ogni potere non potesse essere aggredito dall’altro. Con l’avvento di “tangentopoli” la classe politica italiana, che aveva esagerato, ritenne di autoridurre le proprie garanzie, lasciando invece immutate quelle della magistratura. Sperando di essere stato chiaro continuo: qualche anno dopo venne modificato l’impianto delle regole politiche dando molto più spazio alle scelte popolari rispetto a quando i vertici istituzionali venivano scelti all’interno delle Assemblee: mentre prima era possibile togliere un Sindaco, un Governatore o un Presidente del Consiglio con una semplice seduta d’aula oggi ciò non è più possibile. Tenuto conto di ciò, diminuzione delle garanzie politiche e impossibilità di cambiare una scelta popolare se non attraverso interventi traumatici, provo a fare comprendere il mio pensiero attraverso due esempi: uno di qualche anno fa e poi quello di oggi. Un giorno di dicembre del 1995 fu arrestato Francesco Musotto, Presidente della Provincia di Palermo, con la grave accusa di concorso esterno alla mafia. Quel giorno un pubblico ministero ed un GIP determinarono traumaticamente l’annullamento di una scelta popolare: Musotto non doveva sedere in quella poltrona! si andò a nuove elezioni e, come previsto in questi casi, la gente si determinò a votare per il candidato della coalizione opposta che governò la Provincia per gli anni successivi. A parte il costo per le nuove elezioni (si parla sempre di milioni di €.) avvenne che qualche anno dopo Musotto fu dichiarato totalmente estraneo ai fatti e, quindi, assolto. Ci si chiede allora: perchè Musotto fu arrestato? non era forse meglio un avviso di garanzia che permettesse il regolare svolgimento delle indagini senza provocare un trauma istituzionale? Quali erano le certezze di reato che convinsero i magistrati all’arresto visto che poi le tesi della procura si sono rivelate assolutamente infondate e tali riconosciute dalla stessa magistratura? E tutto ciò senza tenere in considerazione il dramma personale, umano e familiare sopportato dal Presidente Musotto. Perchè Musotto fu arrestato? questa è la domanda che tiene in piedi il mio ragionamento, perchè il trauma istituzionale e non la semplice richiesta di processo? Questa stessa domanda faccio ancora oggi. La sig.ra Lonardo è Presidente dell’Assemblea Regionale della Campania, il suo arresto crea ancora una volta un trauma istituzionale. Perchè l’arresto non l’avviso di garanzia e la richiesta di un regolare processo? anche in questa occasione la magistratura ha preferito mostrare i muscoli e sapete perchè? perchè tanto se si scoprirà che ha sbagliato non paga pegno. Quel che voglio fare capire è che oggi è saltato l’equilibrio fa i poteri dello Stato e questo è pericolosissimo! Sono queste le condizioni in cui nascono i colpi di Stato, sono queste le condizioni in cui saltano le garanzie democratiche di cui nessun Paese può fare a meno. Nel 1995 un deputato regionale dei DS annunziò in anticipo, in aula, che Musotto sarebbe stato arrestato, oggi la Presidente Lonardo ha ricevuto la comunicazione del suo arresto dalla stampa!!!!!!!! Non può essere considerato civile un Paese in queste condizioni. Ed è forte la mia accusa ai partiti di sinistra che hanno favorito, con il prosciutto negli occhi, questo stato di cose. Ed allora, per concludere, io non voglio neanche entrare nel merito delle accuse ma le dichiarazioni del Ministro Mastella oggi in Parlamento mi creano uno stato di angoscia e di spavento. Riascoltatele attentamente e dopo ditemi se oggi occuparsi della cosa pubblica non rappresenta un rischio. Io voglio continuare a lavorare per la Sicilia e per l’Italia intera ma pretendo di lavorare senza la minaccia continua di un potere dello Stato che non rispetta le regole ed è troppo potente per le mie forze! Gianfranco Miccichè
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