| Montezemolo: 14,1 miliardi il costo delle P.A. per assenteismo |
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| 03/12/2007 | |
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4 dic. - L’assenteismo è l’emblema della inefficienza e del
cattivo funzionamento della Pubblica amministrazione, il fenomeno più
evidente e clamoroso. È il monito lanciato dal presidente di
Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo,
che nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico alla Luiss ha puntato l’indice contro le troppe assenze dei dipendenti della Pubblica amministrazione.
«Compresi i giorni di ferie - ha detto Montezemolo - l’assenteismo nel pubblico impiego è del 30% superiore rispetto alle grandi imprese industriali.
Azzerare le assenze diverse dalle ferie porterebbe a un risparmio di quasi un punto di Pil, 14,1 miliardi: 8,3 negli enti centrali e 5,9 in quelli locali». «Portare la quota di assenze totali, comprese le ferie, a livello di quelle nel settore privato - ha aggiunto - darebbe un risparmio di 11,1 miliardi».
Per incentivare i meritevoli anche nella Pubblica amministrazione, come nel settore privato, occorre «tornare a remunerare di più chi lavora di più», propone Montezemolo.
E nell’individuare una soluzione il presidente degli industriali ha proposto anche che si sanzioni «chi non produce pur essendo pagato per farlo. Nel pubblico impiego serve poi - ha detto - una verifica oggettiva dell’impegno. Basta con i premi di risultato uguali per tutti».
Secondo Montezemolo nella Pa «ci sono eccellenze che dobbiamo far emergere. Persone straordinarie il cui entusiasmo viene ogni giorno mortificato da un sistema che ha come obiettivo portare tutti alla velocità del più lento». «Questi - ha aggiunto Montezemolo - sono gli argomenti che dobbiamo affrontare nel dialogo con i sindacati se vogliamo far crescere di più il Paese e innalzare i salari dei lavoratori. «Maggiore produttività, più meritocrazia - ha spiegato Montezemolo - sono vitali per una società competitiva che vuole continuare a crescere. E sono fondamentali anche perché per i giovani possano esserci prospettive ed opportunità reali all’altezza delle loro aspettative e delle loro capacità».
Infine Montezemolo lancia una stoccata alla società italiana. Secondo Montezemolo, essa è caratterizzata da un eccesso di staticità perché troppo «incentrata sulle caste, dove la mobilità sociale è bassissima, dove i figli perpetuano il lavoro dei padri, dove c’è poco posto per i giovani nelle posizioni di vertice della politica e delle professioni».
È il monito del presidente di Confindustria che ha sottolineato come «tra le persone di età tra i 18 ei 37 anni sei figli di operai su dieci fanno gli operai, una quota che è addirittura in aumento rispetto alle generazioni precedenti.
Mentre - ha aggiunto Montezemolo - sette figli di professionisti, imprenditori, dirigenti fanno i professionisti, imprenditori e dirigenti. Qualche segnale di mobilità in più c’è nelle regioni del nord. Ma non nel resto del Paese». (LaStampa)
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