| MOZZARELLA: LA BOLLA MEDIATICA FA PERDERE AI PRODUTTORI 30MLN DI EURO |
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| 26/03/2008 | |
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26 mar. - Non c'é nessun "bando" da parte dei Paesi asiatici, e
neanche dalla Corea del Sud, rispetto all'import di mozzarella di
bufala campana: "e non ci risulta che quantitativi di mozzarella siano
fermi alla dogana in Giappone". Lo ha affermato il comandante dei Nas,
Saverio Cotticelli, al termine del vertice svoltosi al ministero della
Salute. Secondo Cotticelli si tratta infatti di una "bolla mediatica" e
di un "allarme esagerato", ma nel frattempo sono già stati persi trenta milioni di euro
A TOKYO NESSUN ALLARME,
Nessun 'allarme mozzarella' in Giappone né alcun tipo di bando formale delle importazioni, ma solo un fermo cautelativo della merce presente nelle dogane in attesa dei risultati delle analisi sulla presunta contaminazione da diossina del noto prodotto made in Italy: lo riferiscono oggi fonti dell'ambasciata d'Italia a Tokyo, secondo cui al momento sono da escludere provvedimenti di sequestro da parte delle autorità sanitarie nipponiche.
La decisione, che interessa tutta la merce giunta in Giappone da venerdì scorso, è scattata sulla scia del blocco delle importazioni appena decretato dalla vicina Corea del Sud, che negli scorsi giorni ha proibito l'importazione di mozzarelle di bufala italiane dopo aver registrato, nell'analisi di alcuni campioni, una contaminazione da diossina.
Il fermo precauzionale riguarda indistintamente tutti i prodotti ancora da sdoganare nei due principali aeroporti del Giappone, Narita a Tokyo e Kansai a Osaka.
Secondo le prime stime, la merce attualmente ferma presso le dogane nipponiche ammonta a oltre quattro tonnellate di mozzarella fresca sia di bufala sia di mucca, prodotta da 23 aziende italiane e arrivata esclusivamente per via aerea.
Anche il ministero della Salute di Tokyo, ha confermato che il fermo delle mozzarelle alla dogana è stato deciso in via esclusivamente cautelativa, in attesa di conoscere i risultati delle analisi attualmente in corso in Italia.
La mossa delle autorità sanitarie nipponiche, che al contrario di quelle sudcoreane non hanno disposto un bando ufficiale né l'avvio di analisi in proprio, è da ritenersi una scelta di estrema cautela nei confronti dei consumatori del Sol Levante, ancora scossi dal recente scandalo alimentare dei 'ravioli avvelenati' cinesi: tra dicembre e gennaio, infatti, dieci persone erano rimaste intossicate dopo aver consumato ravioli congelati prodotti in Cina, che successive analisi condotte in Giappone avevano rivelato contenere una quantità di pesticida 10.000 volte superiore a quella prevista dalla legge.
Il governo di Seul ha proibito l'importazione di mozzarelle di bufala italiane nel fine settimana, promettendo di togliere il bando non appena i riscontri, tuttora in corso, permetteranno di confermare o meno l'eventuale contaminazione e identificare il produttore responsabile.
La Corea del Sud importa ogni anno circa 10 tonnellate di mozzarella di bufala.
Nei negozi della capitale nipponica, intanto, la situazione rimane tranquilla e non pare esistere il rischio di un 'allarme mozzarella': la merce è presente come di consueto sugli scaffali e continua ad essere acquistata dai consumatori. Nel 2005 in Giappone è stato esportato l'1% della produzione totale di mozzarella e il 6% della quantità destinata all'estero. Il tipico formaggio italiano è molto apprezzato sul mercato nipponico, dove viene utilizzato in grandi quantità dai numerosi ristoranti italiani soprattutto per la preparazione di pizza e insalate.
ALLARME VENDITE: PERDITE PER 30 MILIONI DI EURO E' allarme vendite per la mozzarella di bufala campana. Nei mesi di gennaio e febbraio 2008 si è registrata una contrazione del 30%, rispetto allo stesso periodo del 2007, tra mercato interno ed export, per un valore stimato dal Consorzio di Tutela in 30 milioni di euro.
Le ragioni del calo risiedono nella diffusione di notizie che si sono susseguite negli ultimi mesi relative all'emergenza rifiuti in Campania, alle quali si aggiungono in questi giorni quelle sugli allevamenti posti sotto sequestro per contaminazione da diossina.
I danni di questo secondo allarme, secondo il Consorzio, si vedranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, "il nostro auspicio è che la situazione si risolva al più presto, poiché i mesi primaverili ed estivi, coincidono normalmente con un aumento della domanda di mozzarella di bufala, alla quale si accompagna, trattandosi di un prodotto fresco, anche un aumento di produzione".
Il settore della mozzarella di bufala campana Dop ha un fatturato annuo che si aggira intorno ai 300 milioni di euro, al Consorzio di Tutela aderiscono 131 caseifici, "per i quali non esistono allarmi - fa sapere il Consorzio - poiché tutti i valori relativi ai nostri aderenti, sono entro la norma".
D'ALEMA, ALLARME ECCESSIVO E IMMOTIVATO
"E' un allarme del tutto eccessivo ed immotivato", perché sono stati finora effettuati controlli su 132 produttori caseari e sono state rilevate "tracce di diossina solamente in nove casi".
Così il vice premier e ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, a margine di un convegno alla Luiss, commenta le reazioni e l'allarme diossina nella produzione di mozzarelle di bufala e prodotti caseari campani.
Il responsabile della Farnesina ha tenuto a sottolineare come, d'altra parte, questo sia un problema "non specificatamente campano, la cui "pericolosità per le persone é molto limitata" ed ha lanciato un appello a "non strumentalizzare il tema in chiave elettoralistica".
(ANSA)
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