| MUSSI: LA GELMINI E' L'APOCALISSE. SERVE UNA RIVOLTA |
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| 20/07/2008 | |
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20 lug. - "Sta succedendo l'apocalisse. Ci vuole una
rivolta". Fabio Mussi non apprezza l'operato del ministro
Mariastella Gelmini al dicastero che lui stesso ha diretto fino
ad aprile.
In primo luogo Mussi accusa il ministro in carica di
"millantato credito".
"Sono molto arrabbiato- dice a margine di
una riunione di Sinistra democratica- perche' Gelmini dice di
aver fatto cose che ho fatto io. Ad esempio, lo stanziamento di
40 milioni di euro per i ricercatori, fondi che erano nella
finanziaria Prodi. Lo stesso vale per i bandi Prin: li ho fatti
io. Si assume dei meriti per le cose che ha fatto il suo
predecessore. Cioe' io", ribadisce ancora una volta Mussi.
L'ex titolare dell'Universita' attacca poi sui tagli. "Io
almeno- ricorda Mussi- ho combattuto per stabilizzare le risorse
partendo dal fatto che l'Italia e' 32ma nel mondo per
investimenti in universita' e ricerca e che la priorita' per il
paese sono queste cose e non la caccia agli zingari come credono
questi sciamannati. In ogni caso: la coppia Gelmini-Tremonti
taglia laddove l'Europa incrementa dappertutto. All'Ocse sono
sbalorditi".
Fabio Mussi sferza poi Mariastella Gelmini
sui tagli al personale universitario. "Ha bloccato il turn over
dei ricercatori, stabilendo che solo 1 su 5 verra' sostituito.
Cosi' condanna un'intera generazione di ricercatori ad un futuro
precario".
Infine il capitolo 'fondazioni'. "Sono la premessa per
la privatizzazione dell'universita'- spiega- un'idea sbagliata
che parte dal presupposto che in Italia c'e' una quantita' di
mecenati pronti a investire sulla cultura. Mi dispiace per lei ma
nel nostro paese non ci sono Rockefeller e Guggheneim. I nostri
ricchi hanno invece una certa predilezione a sputtanarsi i soldi
in case, auto e girls".
Il combinato disposto di queste misure, dice l'ex ministro,
"produrra' un aumento esponenziale delle tasse universitarie a
carico delle famiglie. E' un'apocalisse- conclude- ci vuole una
rivolta". (Dire).
scritto da Gimmy I., luglio 20, 2008 La scuola italiana fa così cagare che qualsiasi decisione presa non può che migliorarla, anche la reintroduzione del grembiule. scritto da extramuros, luglio 20, 2008 La Gelmini sta solo facendo il suo lavoro. Quello di favorire ad oltranza il trasferimento di risorse e studenti dalla scuola pubblica a quella privata. È uno degli accordi passati tra Vaticano e nuovo governo ed è una attività a cui la signora si sta applicando con grande solerzia. scritto da AAA, luglio 20, 2008 Mussi,secondo me,ha problemi abbastanza seri... scritto da Jack, luglio 20, 2008 SIT- IN DI PROTESTA DEGLI INSEGNANTI PRECARI MERCOLEDÌ 23 LUGLIO 2008 IN PIAZZA MONTECITORIO PER: Difesa della scuola pubblica statale Ritiro degli articoli che riguardano la scuola nel dl 112 e DDL: No ai massicci tagli agli organici previsti dal governo (tagli di 150.000 insegnanti, per una manovra di ca. 8 miliardi di euro, corrispondenti a 1/3 dell'intera manovra economica! L'effetto di questi tagli ricade nell'immediato sul precariato, ma ha devastanti effetti sulla scuola nel suo complesso) Mantenimento delle graduatorie ad esaurimento come unico canale di reclutamento dei docenti nella scuola No alla chiamata diretta dei docenti da parte dei Dirigenti scolastici (il che non garantisce il merito, ma favorisce clientelismo e nepotismo, ostacolando, di fatto, la libertà di insegnamento) No a qualsiasi progetto di legge o normativa che leda i diritti acquisiti dagli insegnanti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento Immissione in ruolo dei docenti su tutti i posti disponibili No all'aumento degli alunni per classe (addirittura 33! anche contro la L 626) No ai tagli sul sostegno, che compromettono l'integrazione scolastica dei diversamente abili Basta ai finanziamenti indiretti alle scuole private e riconversione degli stessi alla scuola statale No ad ogni tentativo di privatizzazione della scuola pubblica Riconoscimento per i docenti precari degli stessi diritti economici e di carriera dei docenti di ruolo RETE DOCENTI PRECARI Comunicato stampa La rete nazionale degli insegnanti precari, in seguito all'assemblea nazionale indetta dal C.I.P. L'11 luglio scorso, ha organizzato un sit-in davanti al Parlamento in Piazza Montecitorio per il giorno mercoledì 23 luglio 2008, dalle ore 11.00 alle ore 17.00 in difesa della scuola pubblica statale e contro i massicci tagli agli organici previsti dal governo. Diciamo NO al piano previsto dal dl 112, che modifica l'attuale sistema di reclutamento dei docenti, ledendo i diritti acquisiti di centinaia di migliaia di insegnanti precari e minando alla base il sistema dell'istruzione pubblica, basato sulla libertà di insegnamento. RETE DOCENTI PRECARI |
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