| Mutui, Adusbef; per il 2007 incremento del 19% dei pignoramenti. |
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| 14/10/2007 | |
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3,6 milioni le famiglie italiane in difficoltà per il caro-casa'. Mutui, pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in crescita. Le stime dell'Adusbef per il 2007 prevedono un incremento del 19%
a causa dell'insostenibilità delle rate cresciute con il rialzo dei tassi.
E'
quanto stima l'Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari, finanziari,
postali ed assicurativi). Dito puntato contro le banche ''che non rinegoziano
gratuitamente i mutui, né applicano il decreto Bersani su
portabilità''. ''La crisi dei mutui sub-prime americani - si legge in un comunicato Adusbef - (...) non ha messo in ginocchio soli i consumatori americani ma anche gli europei, specie se utenti italiani molto più esposti ai rialzi dei tassi, a causa della rapacità del sistema bancario e della cattiva, interessata consulenza agli sportelli''. ''In Italia non ci sono statistiche dettagliate, ma per alcuni Istituti di ricerca come Nomisma, sarebbero ben 3,6 milioni le famiglie italiane in difficoltà per il caro-casa, 1,7 milioni hanno problemi con l'affitto, mentre 1,9 milioni faticano a pagare la rata del mutuo, per l'eccessiva onerosità delle rate''.
Adusbef rammenta inoltre ''che negli altri Paesi europei, con
banche più portate ad offrire buona consulenza, il 50% dei mutui sono stati
erogati a tasso fisso contro il 9% dell'Italia''. In particolare Adusbef
accusa ''le banche di aver costretto milioni di consumatori, ad accendere mutui
a tasso variabile quando, specie nel 2004, i tassi di interesse erano ai minimi
storici e non si doveva consigliare o imporre (molte banche non erogavano
proprio i tassi fissi) agli utenti bancari, di essere gravati di pesanti
prestiti di lungo periodo (30-40 anni) a costi apparentemente più bassi che
però, con il rincaro del costo del denaro, solo due anni dopo diventavano sempre
più insostenibili''. ''In Italia non esistono statistiche precise sulle
insolvenze relative ai mutui, né dati aggiornati sulle procedure esecutive
immobiliari o pignoramenti, che secondo alcune stime sarebbero pari al 3,5% del
totale dei mutui, quindi a circa 120.000 su 3,5 milioni del totale, perché la
maggior parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei
tassi Bce, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai
minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un loro aumento''. (Fonte:AdnKronos) |
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