| NAPOLITANO: L'UE NON SIA UN ALIBI PER I GOVERNI |
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| 06/09/2008 | |
06 sett. - ''Le istituzioni europee
non possono essere un alibi per i Governi dei Paesi membri.
Tutte le scelte fatte sono fatte con la concorrenza dei Governi
dei Paesi membri e del Parlamento europeo''. Lo ha detto il
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando in
teleconferenza al workshop Ambrosetti a Cernobbio a proposito
dell'euroscetticismo registrato tra i Paesi membri dell'Ue.
Il capo dello Stato ha ribadito piu' volte che ''l'Europa non
puo' essere vista come un alibi''.
UE: NAPOLITANO, GUARDO CON APPRENSIONE A ELEZIONI
- ''Guardo anch'io alle
elezioni europee con apprensione perche' nei nostri Paesi si e'
diffuso un certo euroscetticismo''. Lo ha detto il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, collegato in video
conferenza con il workshop Ambrosetti a Cernobbio.
'Non c'e' dubbio - ha spiegato Napolitano - che c'e' il
maggiore o minore scetticismo e' legato alle risposte che
l'unione sa dare''.
Napolitano ha quindi
spiegato che sullo scetticismo rispetto all'Europa ''c'e' una
risposta semplice o semplicistica''.
Per il capo dello Stato
molto spesso lo scetticismo deriva dal fatto che: ''l'Unione
Europea non dimostra capacita' di risposta alle esigenze dei
cittadini. Questa pero' e' una risposta troppo facile perche'
by-passa il nodo di responsabilita' politica che i dirigenti e
la classe politica dei paesi membri devono avere. E' necessario
che parlino ai cittadini per spiegare cosa e' stata e quali sono
le potenzialita' dell'Europa''.
Secondo il capo dello Stato l'euroscetticismo e' dovuto anche
al particolare momento economico: ''ci sono stati tempi - ha
spiegato - che i cittadini hanno visto una risposta alle loro
aspettative da parte dell'Europa. Oggi in un momento di crisi e'
necessario fare da parte della classe politica un discorso di
verita' ai cittadini''.
NAPOLITANO, COSTRUIRE POLITICA ESTERA E SICUREZZA COMUNE - Nell'attuale momento
storico, tratteggiato da crisi economiche e geopolitiche,
''l'accento non puo' non cadere sulla assoluta e impellente
necessita' di un effettivo protagonismo europeo sul piano
internazionale, di una decisa accelerazione verso una politica
estera e di sicurezza davvero comune dell'Unione Europea''. E'
quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, nel suo messaggio all'apertura dei lavori odierni al
workshop Ambrosetti.
Riferendosi alle crisi in corso nell'est europeo, Napolitano
ha osservato che ''un segnale positivo dinnanzi alla crisi
georgiana, che molto ci preoccupa, e' venuto nei giorni scorsi
dal consiglio europeo'' all'interno del quale, ha proseguito il
presidente della Repubblica, ''si e' riusciti, non diro'
miracolosamente, ma al di la' di meno rosee e realistiche
previsioni ad esprimere una posizione unanime'', anche se ''le
tensioni non sono mancate e restano abbastanza visibili''
Riferendosi alle tensioni,
Napolitano ha poi sottolineato quello ''in particolare, sul tema
di un costruttivo equilibrio fra critica e pressione per il
rispetto, da parte della Federazione Russa, di principi ed
impegni irrinunciabili e, nello stesso tempo, conferma,
arricchimento, rilancio della cooperazione tra Unione Europea e
Russia, cosi' come tra Nato e Russia a fini di sicurezza comune
su scala paneuropea e Europe-Atlantic''.
A tale riguardo, secondo Napolitano, quindi, ''non ci si puo'
affidare ad una accorta mediazione in sede di consiglio europeo
quando scoppia una crisi acuta. Si deve costruire, questo e' il
termine appropriato, via via una politica estera e di sicurezza
comune sotto la guida, come prevede il Trattato di Lisbona, di
un solo responsabile in seno all'Unione e, grazie all'apporto di
strutture di sostegno per l'analisi, l'evoluzione e la messa in
atto di scelte meglio ponderate e concrete''.
NAPOLITANO, INTERROGARSI SU INTEGRAZIONE DIFFERENZIATA - ''Si puo' prospettare
un'integrazione differenziata pensando ad un cooperazione
rafforzata tra paesi che possono avere un passo piu' spedito''.
Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, parlando in teleconferenza al workshop Ambrosetti
dei temi legati all'integrazione europea.
Napolitano, che e' partito nel suo discorso a parlare della
bocciatura irlandese del Trattato di Lisbona, ha commentato:
''Puo' essere forte l'Unione Europea se il dissenso anche di un
solo Stato membro suscita il timore di una paralisi?'', e ha
aggiunto, oltre a prospettare la possibilita' di un'integrazione
differenziata: ''si puo' mettere in discussione la regola
dell'unanimita' anche in campi in cui e' un tabu' come quelli
sui trattati? Questi sono interrogativi tutt'altro che nuovi,
sempre elusi ma che testardamente i problemi li risollevano''.
Il capo dello Stato ha
affermato che e' necessario ''approvare il Trattato di Lisbona''
e ha descritto la situazione dopo la bocciatura del Trattato da
parte irlandese con un referendum popolare: ''Al clamore e
all'allarme per il risultato e' seguita una fase di attesa piu'
distaccata per cercare di superare quell'imprevisto. Si confida
da parte della presidenza francese che venga proposta dalle
stesse autorita' irlandesi una via d'uscita dall'empasse che si
e' delineato''.
Il capo dello Stato proprio su questo punto si
e' chiesto: ''e' possibile che il dissenso di uno Stato anche
piccolo possa bloccare e rallentare il programma di
integrazione? E' necessario anche attraverso un nuovo referendum
popolare ratificare il Trattato di Lisbona''.
''Non possiamo negare - ha proseguito Napolitano - il danno
di immagine sia per la costituzione di istituzioni da tempo
decise che per la credibilita' nell'Unione Europea nella
capacita' di decidere, cambiare se stessa e sviluppare in futuro
il suo ruolo''.
Nonostante questa situazione, ''hanno ragione
quanti contestano ogni generale pessimismo''.
Secondo Napolitano
''il processo di integrazione, che ha quasi sessant'anni, ha
radici profonde da poter essere giudicato irreversibile ma non
si possono sottovalutare punti deboli e nodi che bisogna
sciogliere''.
Il presidente della Repubblica, infine, delineando il ruolo
dell'Unione Europea nel quadro di sviluppo globale, ha ricordato
che i temi principali ''per i quali e' necessaria un'Europa
forte'' sono il clima e l'energia. (ANSA)
scritto da GIOSUE' LORENZO CAMPI, settembre 06, 2008 L'UE va PROPAGANDATA.Oggi il mondo senza l'UE (come ha asserito Frattini anche per la Geogia) non va da nessuna parte!Usa e Russia in primis! |
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