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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
NAPOLITANO: L'UE NON SIA UN ALIBI PER I GOVERNI Stampa E-mail
06/09/2008
06 sett. - ''Le istituzioni europee non possono essere un alibi per i Governi dei Paesi membri. Tutte le scelte fatte sono fatte con la concorrenza dei Governi dei Paesi membri e del Parlamento europeo''. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando in teleconferenza al workshop Ambrosetti a Cernobbio a proposito dell'euroscetticismo registrato tra i Paesi membri dell'Ue. Il capo dello Stato ha ribadito piu' volte che ''l'Europa non puo' essere vista come un alibi''.
napolitano_04_280x200.jpgUE: NAPOLITANO, GUARDO CON APPRENSIONE A ELEZIONI - ''Guardo anch'io alle elezioni europee con apprensione perche' nei nostri Paesi si e' diffuso un certo euroscetticismo''. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, collegato in video conferenza con il workshop Ambrosetti a Cernobbio.
'Non c'e' dubbio - ha spiegato Napolitano - che c'e' il maggiore o minore scetticismo e' legato alle risposte che l'unione sa dare''. Napolitano ha quindi spiegato che sullo scetticismo rispetto all'Europa ''c'e' una risposta semplice o semplicistica''.
Per il capo dello Stato molto spesso lo scetticismo deriva dal fatto che: ''l'Unione Europea non dimostra capacita' di risposta alle esigenze dei cittadini. Questa pero' e' una risposta troppo facile perche' by-passa il nodo di responsabilita' politica che i dirigenti e la classe politica dei paesi membri devono avere. E' necessario che parlino ai cittadini per spiegare cosa e' stata e quali sono le potenzialita' dell'Europa''.
Secondo il capo dello Stato l'euroscetticismo e' dovuto anche al particolare momento economico: ''ci sono stati tempi - ha spiegato - che i cittadini hanno visto una risposta alle loro aspettative da parte dell'Europa. Oggi in un momento di crisi e' necessario fare da parte della classe politica un discorso di verita' ai cittadini''.
NAPOLITANO, COSTRUIRE POLITICA ESTERA E SICUREZZA COMUNE - Nell'attuale momento storico, tratteggiato da crisi economiche e geopolitiche, ''l'accento non puo' non cadere sulla assoluta e impellente necessita' di un effettivo protagonismo europeo sul piano internazionale, di una decisa accelerazione verso una politica estera e di sicurezza davvero comune dell'Unione Europea''. E' quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo messaggio all'apertura dei lavori odierni al workshop Ambrosetti.
Riferendosi alle crisi in corso nell'est europeo, Napolitano ha osservato che ''un segnale positivo dinnanzi alla crisi georgiana, che molto ci preoccupa, e' venuto nei giorni scorsi dal consiglio europeo'' all'interno del quale, ha proseguito il presidente della Repubblica, ''si e' riusciti, non diro' miracolosamente, ma al di la' di meno rosee e realistiche previsioni ad esprimere una posizione unanime'', anche se ''le tensioni non sono mancate e restano abbastanza visibili'' Riferendosi alle tensioni, Napolitano ha poi sottolineato quello ''in particolare, sul tema di un costruttivo equilibrio fra critica e pressione per il rispetto, da parte della Federazione Russa, di principi ed impegni irrinunciabili e, nello stesso tempo, conferma, arricchimento, rilancio della cooperazione tra Unione Europea e Russia, cosi' come tra Nato e Russia a fini di sicurezza comune su scala paneuropea e Europe-Atlantic''.
A tale riguardo, secondo Napolitano, quindi, ''non ci si puo' affidare ad una accorta mediazione in sede di consiglio europeo quando scoppia una crisi acuta. Si deve costruire, questo e' il termine appropriato, via via una politica estera e di sicurezza comune sotto la guida, come prevede il Trattato di Lisbona, di un solo responsabile in seno all'Unione e, grazie all'apporto di strutture di sostegno per l'analisi, l'evoluzione e la messa in atto di scelte meglio ponderate e concrete''.
NAPOLITANO, INTERROGARSI SU INTEGRAZIONE DIFFERENZIATA - ''Si puo' prospettare un'integrazione differenziata pensando ad un cooperazione rafforzata tra paesi che possono avere un passo piu' spedito''. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando in teleconferenza al workshop Ambrosetti dei temi legati all'integrazione europea.
Napolitano, che e' partito nel suo discorso a parlare della bocciatura irlandese del Trattato di Lisbona, ha commentato: ''Puo' essere forte l'Unione Europea se il dissenso anche di un solo Stato membro suscita il timore di una paralisi?'', e ha aggiunto, oltre a prospettare la possibilita' di un'integrazione differenziata: ''si puo' mettere in discussione la regola dell'unanimita' anche in campi in cui e' un tabu' come quelli sui trattati? Questi sono interrogativi tutt'altro che nuovi, sempre elusi ma che testardamente i problemi li risollevano''.
Il capo dello Stato ha affermato che e' necessario ''approvare il Trattato di Lisbona'' e ha descritto la situazione dopo la bocciatura del Trattato da parte irlandese con un referendum popolare: ''Al clamore e all'allarme per il risultato e' seguita una fase di attesa piu' distaccata per cercare di superare quell'imprevisto. Si confida da parte della presidenza francese che venga proposta dalle stesse autorita' irlandesi una via d'uscita dall'empasse che si e' delineato''.
Il capo dello Stato proprio su questo punto si e' chiesto: ''e' possibile che il dissenso di uno Stato anche piccolo possa bloccare e rallentare il programma di integrazione? E' necessario anche attraverso un nuovo referendum popolare ratificare il Trattato di Lisbona''.
''Non possiamo negare - ha proseguito Napolitano - il danno di immagine sia per la costituzione di istituzioni da tempo decise che per la credibilita' nell'Unione Europea nella capacita' di decidere, cambiare se stessa e sviluppare in futuro il suo ruolo''.
Nonostante questa situazione, ''hanno ragione quanti contestano ogni generale pessimismo''.
Secondo Napolitano ''il processo di integrazione, che ha quasi sessant'anni, ha radici profonde da poter essere giudicato irreversibile ma non si possono sottovalutare punti deboli e nodi che bisogna sciogliere''. Il presidente della Repubblica, infine, delineando il ruolo dell'Unione Europea nel quadro di sviluppo globale, ha ricordato che i temi principali ''per i quali e' necessaria un'Europa forte'' sono il clima e l'energia. (ANSA)

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