| Nel 2007 il costo medio ponderato delle emissioni di obbligazioni statali ha raggiunto il 4,14% |
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| 08/01/2008 | |
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8 gen. -
Era dal 2001 che gli oneri del debito pubblico non era cosi' alti. E' quanto
rivela uno studio del dipartimento del Tesoro, che fa parte del Ministero
dell'Economia e delle Finanze.
Nelle "Linee guida della gestione del
debito pubblico" si svela infatti che nel 2007 il costo medio ponderato delle
emissioni di obbligazioni statali ha raggiunto il 4,14%, un dato in
crescita rispetto a quello del 2006 (3,34%).
Soltanto nel 2001 si
registro' una percentuale maggiore, e per la precisione il 4,33%.
Gli
esperti del dipartimento del Tesoro sottolineano che uno dei fattori che ha contribuito
a far salire a questo livello il costo delle emissioni e' "l'aumento generalizzato
dei tassi di interesse di mercato nei primi sette mesi dell'anno, periodo in
cui e' stato collocato oltre il 70% del programma annuale di
emissioni", si legge nel rapporto del ministero retto da Tommaso
Padoa-Schioppa.
Il documento mette anche in evidenza che i titoli del debito
italiano vanno sempre piu' nei portafogli degli investitori esteri, anche
dell'Asia. Ecco come viene spiegata l'evoluzione. "Nel corso del 2007 e'
proseguito l'obiettivo di penetrazione del debito pubblico italiano nei
portafogli degli investitori internazionali.
Come negli anni passati, nella
scelta sia degli strumenti di debito da offrire che delle modalita' di
collocamento, particolare attenzione e' stata posta all'esigenza di raggiungere
un numero ampio e diversificato di investitori, sia per tipologia che per collocazione
geografica. A fine 2006, si osserva infatti che
il 54% dello stock del debito in titoli di Stato era in possesso di non residenti, in lieve aumento rispetto al 2005 (53%); cio' e' avvenuto a scapito della quota posseduta dai residenti".
Crescono, inoltre, i possessori non italiani
dei nostri titoli di Stato: "Se si analizzano, inoltre, i flussi di
negoziazione riportati dagli specialisti in titoli di Stato nei primi nove mesi
del 2007, si rileva come la quota di scambi effettuata con clienti residenti al
di fuori dell'Europa, prevalentemente nell'area asiatica, sia arrivata al 4,68
per cento, dal 3,84 del 2006. Nel contempo va segnalato un incremento degli
scambi con clienti residenti in Italia (la cui quota e' passata dal 45 al 48% circa) ed una lieve riduzione di quella con clienti europei (la cui
quota e' passata dal 33 al 30 per cento)". (Velino)
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