| NEW YORK TIMES: EURO TROPPO FORTE: UN GUAIO PER L'ITALIA |
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| 01/05/2008 | |
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01 mag. - Euro troppo forte, guai per i Paesi che lo usano e
soprattutto per l'Italia: lo scrive oggi il New York Times. Secondo
"molti parametri la valuta unica è stata un successo", sì, perché è
l'alternativa al dollaro per le banche centrali e gli affaristi cinesi.
Però... In particolare il "Club Med", cioè Grecia, Portogallo, Italia e Spagna, sono in difficoltà per l'inflazione in crescita e il debito pubblico gonfiato.
Mentre migliorano le prestazioni della Germania e dei suoi vicini settentrionali.
nsomma l'euro spacca l'Europa in due: il nord che si preoccupa dell'inflazione ma cresce, e quindi preferisce gli alti tassi d'interesse e una valuta forte; e un sud preoccupato dalla stagnazione, che vorrebbe il denaro meno caro e la valuta più debole.
"Prendiamo l'Italia, forse l'economia più debole d'Europa: alti costi del lavoro, esportazioni in calo e un debito pubblico spalancato. Il vecchio rimedio sarebbe stato svalutare la lira. Adesso, incatenata al potente euro, non può. Probabilmente dovrà sopportare la recessione e l'aumento della disoccupazione", scrive il quotidiano newyorchese.
Prospettiva che non piacerebbe "a nessun politico e soprattutto non a uno appena eletto come Silvio Berlusconi".
Che vuole chiedere alla Bce misure anti inflazionistiche, cioè l'abbassamento dei tassi d'interesse che "probabilmente sgonfierebbe un po' l'euro e faciliterebbe all'Italia la vendita del suo vino e delle sue scarpe". Berlusconi ha trovato un alleato nel presidente francese Nicolas Sarkozy.
In Italia e in altri Paesi meridionali, scrive il Times, "secondo gli esperti, dato il disagio crescente, è sorprendente che non ci sia maggiore dissenso":.
E ricorda come nel 2005 Roberto Maroni avesse lanciato un appello al ritorno alla lira: "Fu tacitato anche dai membri del governo Berlusconi".
Così il Times cita Daniel Gros, il direttore del Center for European Policy Studies di Bruxelles: "Si parlerà molto in Italia e in Spagna di lasciare l'euro, ma i deboli non possono permetterselo".
Il Times nota però con una certa soddisfazione che "i rigori della vita con l'euro potrebbero comunque impedire al club di crescere. Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e altri paesi est europei una volta speravano di adottare la moneta unica in fretta dopo l'adesione. Adesso molti aspetteranno fino al 2012. L'Unione monetaria sarà anche durevole ma non è molto amata".(RaiNews24)
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