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22 gen. - di Giovanni Zambito. Ieri pomeriggio nella Sala Ruspali e Rucellai dello spazio
Etoile di via Fontanella Borghese di Roma è stata inaugurata la mostra "Ulivi di Puglia - Ambasciatori tra i popoli"
visitabile fino al 27 gennaio, organizzata da Regione Puglia, con il patrocinio
dei Ministeri della Cultura, dell'Ambiente, delle Politiche Agricole, Forestali
ed Alimentari e dal Comune di Roma.
L'esposizione dei
dipinti di Ada Melone e delle fotografie a cura di Luca De Napoli e delle
Edizioni L'Orbicolare è dedicata a un'iniziativa pregevole e lodevole
attuata dalla Regione Puglia: è stata istituita a livello normativo la tutela
degli ulivi monumentali con la legge regionale n.14/2007, un intervento
legislativo resosi necessario a causa della progressiva erosione di questo
patrimonio ambientale con espianti a fini ornamentali e crescente
urbanizzazione delle zone rurali.
All'inaugurazione era
presente proprio il Presidente della Regione, l'on. Nicki Vendola, orgoglioso
del lavoro che sta portando avanti in materia ecologica.
"La Puglia
- ha precisato - ospita oltre 50 milioni di alberi di ulivo, la metà dei quali
secolari. Sono invece circa 4 milioni gli alberi che superano i tre secoli di
vita e alcuni di questi, in base a studi storici e a complesse tecniche
scientifiche, sembrano databili a circa 2550-3000 anni di vita"
Che significato ha
questa iniziativa?
"Ha un significato violentemente politico: in un'epoca in
cui si rischia di smarrire i fondamenti della convivenza, gli ulivi, nodosi,
terrosi rappresentano un ritorno alle origini, un segno di consistenza contro
il commercio degli ulivi secolari, uno stillicidio. Sono una bellezza
metafisica, indicibile..."
In che senso?
"Basta attraversare il parco e le campagne del Salento per
ammirarne la bellezza: un patrimonio della biodiversità; le piante hanno retto
l'urto dei secoli"
Da qui l'esigenza di
una legge che li tutelasse...
"La prima operazione è stata quella di trasformarli in beni
monumentali nella normazione; come le pietre delle Murgie, gli ulivi pugliesi
hanno lo stesso valore di un'anfora etrusca, di una moneta dell'antica Roma, di
un vaso greco"
È cambiato oggi il
concetto del bello?
"Oggi hanno inventato un'altra bellezza puttanesca,
effimera, vuota, profondamente manipolatrice, fatta di cicisbei e veline.
Bisogna provare nostalgia per la vera bellezza che comunque può servire anche a
far quattrini. Sappiamo che adesso oltre al prodotto va venduto il suo contesto
e così la storia dell'olio è la storia del profumo aspro di una terra
difficile, dalla petrosità dura da scalfire, concimare, trasformare in una
fabbrica del cibo e del lavoro"
Una legge simile
potrebbe essere estesa ad altre regioni e nazioni del Mediterraneo?
"L'ulivo è dentro la nostra natura e il nostro paesaggio: è
la sintesi della nostra storia; non so in altre realtà. I profumi delle nostre
campagne non sono dissimili da quelle che si possono trovare in Marrakesh o a
Siviglia, ma noi abbiamo questa grande concentrazione che ci rende tra i maggiori
produttori di olio. Quindi, economia e cultura sono per noi le due gambe far
camminare questa suggestione che nasce innanzitutto da una legittima difesa per
un territorio invaso e depauperato a volte accompagnato come unico indizio di
indignazione dalla lamentela: io penso che il Sud che si lamenta ha un lungo
passato ma non ha nessun futuro. Deve reagire e buttare a mare i suoi complessi
di inferiorità recuperando e curando la sua bellezza"
Che ne pensa del
commento ironico della Poli Bortone che l'ha paragonata a Pinocchio'?
"Non ho mai detto una bugia in vita mia, ma provo simpatia
per il burattino di Collodi. Credo che l'onorevole Adriana Poli Bortone battezzata e promossa sul campo come mia
sfidante non possa paragonarsi alla fata turchina: dai suoi modi un po' grevi
ricorda piuttosto Crudelia De Mon"
Che pensa della crisi
di Governo di queste ore?
"Spero si tratti della solita crisi di Governo, quella che
da quando è nato ne accompagna la vicenda vivendo continuamente l'incubo del
proprio disfacimento visto i numeri al Senato. Penso che sarebbe un danno per
il Paese perché siamo di fronte a importanti risultati che si stanno
conseguendo; siamo all'indomani di un'importante firma per il contratto dei
metalmeccanici e di fronte abbiamo contemporaneamente davanti il vento cattivo
di una possibile recessione che dagli Usa può giungere in Europa. Penso che il
Paese non dovrebbe permettersi un salto nel buio"
Lei non è più
commissario straordinario per i rifiuti: com'è la situazione in Puglia?
"Ogni tanto qualche parlamentare del centro-destra
interviene in aula e parla di una crisi che non c'è ed esiste solo nei suoi
desideri, di una situazione campana della Puglia. Non abbiamo il degrado della
monnezza per strada, ma tutti gli impianti cantierizzati ed entro undici mesi
saranno inaugurati. Dalla parte pubblica del mio piano ho cancellato i
termovalorizzatori: in questo Paese di ignorantoni bisognerebbe spiegare che ci
sono quelli che piacciono a me, che bruciano il cdr, combustibile da rifiuti, e
altri che non mi piacciono perché rischiano di ammazzare il bambino
meraviglioso della raccolta differenziata passata dal 7% al 12% del 2007; alla
fine del 2008 contiamo di superare il 20% grazie a campagne culturali,
incentivi, i tre termovalorizzatori che riteniamo sufficienti". Giovanni Zambito
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