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Ultimo aggiornamento: 16.10.2008 ore 06:30
NOMISMA: i rifiuti utilizzati come combustibile produrrebbero un risparmio di 650Mln Stampa E-mail
09/01/2008

9 gen. - L'utilizzo dei rifiuti come combustibile da usare nelle centrali già esistenti comporterebbe benefici per 650 milioni di euro all'anno. È la stima di Nomisma Energia secondo cui "dal 1995 al 2007 la produzione di rifiuti urbani in Italia è cresciuta del 27%, 7 milioni di tonnellate in più, ad un nuovo record di 33 milioni di tonnellate.

termovalorizzatori280x200.jpg L'Italia è fra i paesi più arretrati in quanto destina ancora gran parte dei propri rifiuti, oltre il 60%, a discarica, contro un valore medio europeo del 38%. In Italia Š ancora poco diffuso il riciclaggio e il recupero energetico dei termovalorizzatori".

Il problema dei rifiuti, obbliga all'adozione di una pluralità di politiche di carattere territoriale, ambientale, energetico ed economico: il combustibile da rifiuti di qualità (Cdr-q), secondo Nomisma, "è uno strumento sul quale far convergere queste politiche integrate. Il Cdr-q è un prodotto che utilizza come materia prima i rifiuti urbani appositamente trattati e provenienti da processi di raccolta differenziata a monte".

"Il vantaggio del Cdr-q riguarda il suo contenuto di biomassa, circa il 50%, che in tutti i paesi industrializzati è riconosciuta essere una fonte rinnovabile e deve essere impiegato nella co-combustione in centrale elettriche o nei cementifici e ciò evita la realizzazione di nuovi impianti di combustione e, allo stesso tempo, l'uso di combustibili fossili per circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all'anno".

"In Italia le potenzialità di suo consumo sono di 3,7 milioni di tonnellate che permetterebbero l'impiego di circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani.

Complessivamente, la valutazione economica di tali benefici indica una cifra di 650 milioni di euro all'anno, mentre l'analisi della catena del valore porta ad una stima di 307 euro/tonnellata di combustibili da rifiuti di qualità nelle centrali elettriche e di 59 euro nei cementifici". (Apcom)

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