| NUCLEARE: C’E’ SINTONIA FRA BERLUSCONI E LA MERKEL |
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| 23/05/2008 | |
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23 Mag. - L'intenzione dell'Italia di tornare a produrre energia nucleare ha vasta eco sui media tedeschi, anche perche' coincide con la notizia di aspre divergenze tra la cancelliera democristiana Angela Merkel e il suo ministro dell'Ambiente, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, sui tempi di chiusura della centrale atomica di Neckarwestheim nella regione di Stoccarda, sud del paese. "Il
record del prezzo del petrolio spinge l'Italia a tornare all'energia
atomica", e' il titolo a tutta pagina pubblicato oggi dal Die Welt.
"Il ministro Claudio Scajola, uno dei piu' stretti collaboratori di Silvio
Berlusconi, ha annunciato la costruzione di cinque nuove centrali nucleari in
Italia nell'arco dei prossimi cinque anni - scrive il quotidiano berlinese -.
L'Italia era uscita dal nucleare vent'anni fa dopo la catastrofe di Chernobyl e
copre il suo fabbisogno energetico prevalentemente con importazioni di gas e di
petrolio". La svolta in Italia prefigura uno sviluppo analogo in Germania
se Angela Merkel riuscisse a formare un governo solo con i liberali dell'Fdp
dopo le prossime elezioni politiche in calendario nel settembre del 2009.
Fin da ora, tuttavia, il provvedimento annunciato dal ministro Scajola fa trasparire una sintonia fra Silvio Berlusconi e Angela Merkel sull'opportunita' di rimettere in discussione la rinuncia alla produzione nazionale di energia atomica. La centrale di Neckarwestheim e' uno dei diciassette impianti tedeschi da chiudere entro il 2023 in base alla legge per l'uscita dal nucleare deliberata dal governo rosso-verde di Gerhard Schröder e Joschka Fischer nel 1999 quando il barile di petrolio costava dieci dollari. La disattivazione delle centrali di Neckarwestheim e di Brunsbüttel e' prevista per il 2009. Il decreto del ministro Gabriel sarebbe ormai pronto per la firma, ma la delibera e' ostacolata dalla richiesta della cancelliera di prolungare l'attivita' della centrale per altri otto anni. L'iniziativa della Merkel e' appoggiata dal ministro dell'Economia, il cristiano-sociale Michael Glos e, per dirla con Die Welt, rivela "il profondo dissenso all'interno del governo federale sul ruolo futuro dell'energia nucleare in Germania". (Velino) |
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