| OLIMPIADI '08: LA FIACCOLA A SAN FRANCISCO TRA I MANIFESTANTI MA SENZA INCIDENTI |
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| 09/04/2008 | |
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09 apr. - Si è svolta senza incidenti la fiaccolata organizzata a
San Francisco da diverse organizzazioni umanitarie in occasione
dell’arrivo della fiaccola olimpica nella sua unica tappa americana.
Tra i manifestanti anche l’attore Richard Gere, amico personale del
Dalai Lama, Daryl Hannah e l’arcivescovo anglicano sudafricano Desmond
Tuttu, che hanno marciato insieme ad alcune centinaia di persone in
segno di solidarietà con il Tibet e per protestare contro la
repressione dei diritti umani in Cina.
«Quanto sta facendo questa gente è fantastico» ha commentato Desmond Tutu, secondo il quale non sarebbe giusto boicottare le Olimpiadi di Pechino «proprio per ciò che le Olimpiadi rappresentano», ma a suo avviso i leader politici del mondo non dovrebbero partecipare alla cerimonia inaugurale dei Giochi.
La fiaccolata, partita da piazza Nazioni Unite, è giunta fino davanti alla sede del Consolato cinese.
La polizia, presente in forze, non è mai dovuta intervenire e tutto si è svolto in modo pacifico.
Altre manifestazioni sono previste per la tarda giornata di oggi, mercoledì, quando la fiaccola olimpica attraverserà la città lungo un percorso che è stato volutamente tenuto segreto per evitare il rischio di incidenti.
Per la giornata è stato predisposto un imponente servizio d’ordine. Numerosi gli appelli, tra cui anche quelli del sindaco di San Francisco, Gavin Newsom, e della Speaker della Camera, Nancy Pelosi, affinchè le manifestazioni si svolgano in modo pacifico.
Gansu, monaci inscenano protesta di fronte alla stampa straniera
Una quindicina di monaci di un importante monastero buddista nella Cina nord-occidentale ha eluso la sorveglianza della polizia e ha inscenato una protesta pro-Tibet davanti ai giornalisti stranieri.
È accaduto nel monastero di Labrang, nella provincia di Gansu, durante una delle «visite guidate» per la stampa estera organizzata dal governo cinese per mostrare i luoghi più suggestivi del Paese.
Come era già accaduto in Tibet, alcuni monaci si sono avvicinati ai giornalisti e hanno esposto striscioni e scandito slogan a sostegno del Dalai Lama e della regione himalayana, hanno riferito alcuni giornalisti presenti nella delegazione.
L’agenzia ufficiale Xinhua ha confermato che un gruppo di monaci ha «interrotto» il tour della stampa estera ma senza offrire altri dettagli.
(LaStampa)
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