| OLIMPIADI 2008: ITALIA CI ALLINEEREMO CON LE SCELTE DELL'UE |
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| 12/06/2008 | |
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12 giu. - Il governo italiano sarebbe orientato a non partecipare
alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino prevista il
prossimo 8 agosto. Lo ha riferito in commissione Esteri della Camera il
sottosegretario Alfredo Mantica. "La partecipazione delle autorità
italiane alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici non è ancora
stata decisa, ma al momento non vede favorevole il governo", ha
affermato Mantica.
FRATTINI FRENA - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha dichiarato che "non è affatto esclusa" la partecipazione di una delegazione del governo italiano alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino.
"Se vi fosse un orientamento dell'Ue ci atterremmo, se non vi fosse
deciderà il governo italiano", ha spiegato il titolare della Farnesina a margine di un'audizione a Montecitorio.
Nell'interrogazione, i deputati del Pd chiedevano all'esecutivo di chiarire la posizione italiana sulla partecipazione o meno all'inaugurazione dei Giochi, dopo la segnalazione venuta dall'ambasciatore cinese Sun Yuxi, che il 30 aprile aveva detto: "Abbiamo mandato inviti alle massime autorità italiane, ma finora non abbiamo ricevuto una risposta precisa". Matteo Mecacci (radicale eletto nel Pd) ha invitato il governo a rompere "finalmente il silenzio che lo ha contraddistinto in queste settimane sul rispetto dei diritti umani in Cina, come peraltro abbiamo verificato anche martedì nell'incontro tra il ministro Frattini e il ministro degli Esteri cinese, quando quest'ultimo è tornato ad accusare il Dalai Lama di sostenere attività di tipo secessionista e violento".
GLI ALTRI NO - L'idea di boicottaggio della cerimonia inaugurale da parte delle autorità dei Paesi dell'Unione europea era stata lanciata lo scorso 25 marzo dal presidente francese Nicolas Sarkozy, nei giorni delle proteste in Tibet che causarono una sanguinosa repressione cinese.
Poi Sarkozy aveva precisato che il boicottaggio sarebbe stato evitato a tre condizioni: dialogo tra le autorità cinesi e il Dalai Lama, stop alle violenze contro la popolazione in Tibet e la liberazione dei prigionieri politici.
Altre autorità europee però avevano detto che sarebbero andate comunque a Pechino (come il presidente americano Bush): Estonia, Polonia e Rep. Ceca avevano annunciato la loro rinuncia, con il Belgio possibilista.
Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon aveva detto che non ci sarebbe andato.
Cipro e Danimarca invece avevano ribadito la loro presenza.
E il primo ministro britannico Gordon Brown ha detto che andrà a quella di chiusura per il passaggio delle consegne a Londra per i Giochi del 2012.
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