| Onu - GEO-4, per 390 esperti, Alle future generazioni un pianeta privo di risorse |
|
|
||
| 26/10/2007 | |
|
Onu. Secondo le previsioni dell’Agenzia delle
Nazioni Unite sull'ambiente (Unep), contenute nelle 570 pagine del IV
rapporto sulle prospettive globali della terra, documento denominato 'GEO-4', tracciano un futuro tinte fosche per il nostro pianeta e per le generazioni future.
La commissione incaricata di
stilare il documento, commissione composta da 390 esperti che hanno
utilizzato dati raccolti negli ultimi 20 anni, ha certificato come
l’umanità stia cambiando il clima così rapidamente, con un consumo di
risorse della terra così rapido da lasciare alle future generazioni un
pianeta i condizioni di salute precarie e privo di risorse.
Il passaggio più drammatico del documento è quello in cui gli esperti
ipotizzano che dopo le cinque estinzioni di massa verificatesi negli
ultimi 450 milioni di anni, di cui l'ultima 65 milioni di anni fa, la
sesta sia “in corso e questa volta causata dall'uomo”, dal momento che
il clima sta cambiando più velocemente ora che negli ultimi 500.000
anni, con un innalzamento della temperatura media che nel secolo scorso
è stato di 0,74 gradi, ma che aumenterà invece da 1,8 a 4 gradi entro
il 2100, basti pensare come dal 1850 undici degli anni più caldi si
sono registrati negli ultimi 12 anni.
Il documento evidenzia inoltre come il consumo di pesce sia più che
triplicato negli ultimi 40 anni, a fronte, tuttavia, di una quantità di
pescato in caduta libera. Nonostante questa realtà, negli oceani, la
pesca supera del 250% quanto sarebbe sostenibile, questo anche a causa
dei contributi statali. Brutte notizie anche per quanto riguarda la
biodiversità, uno dei patrimoni più importanti e meno conosciuti
dell’umanità.
I cambiamenti climatici e la distruzione degli habitat stanno infatti
mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza del 30% delle specie
anfibie, del 23% dei mammiferi e del 12% degli uccelli.
Appare ovvio come la responsabilità di questa situazione drammatica sia
da attribuire agli oltre sei miliardi di abitanti del pianeta, davvero
troppi rispetto alle risorse disponibili, situazione questa che
peggiorerà progressivamente ed inesorabilmente sino al 2050, epoca in
cui si stima che si raggiungerà un ‘picco demografico’ tra gli 8 ed i
9,7 miliardi di abitanti.
A quel punto si presume che il 60%
dell'ecosistema sarà compromesso o sfruttato a livelli insostenibili,
con ricadute serie su tutti, soprattutto per quelli che già oggi sono
gli ‘ultimi’, con l’aumento dei territori desertificati, soprattutto in
Africa. Ad oggi gli africani che vivono sotto la linea della povertà
sono aumentati, passando dal 47,6% del 1985 al 59% del 2000.
A fronte di notizie così drammatiche l’agenzia Unep ha sottolineato
alcune vittorie nella lotta all'inquinamento, come ad esempio
l'eliminazione del 95% dei Cfc (clorofuorocarburi), principale causa
del buco dell'ozono.
Dato comunque non sufficiente dal momento che per
tamponare i danni complessivi sarebbe necessario un taglio tra il 60 e
l'80% di tutti i gas serra.
Il rapporto si chiude con una ennesima constatazione amara, con la
rilevazione di come “alcuni dei progressi ottenuti nella riduzione
dell'inquinamento nei Paesi più ricchi siano stati possibili solo a
spese dei più poveri dove sono state spostate le produzioni industriali
e il loro impatto ”. (agenzia radicale)
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Ambiente, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito





Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








67 visitatori online
.jpg)



