| PADOA SCHIOPPA: Nessun buco da 7 Miliardi. Ma che fine ha fatto il "Tesoretto"? |
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| 12/02/2008 | |
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12 feb. - «Non esiste alcun buco» nei conti del 2008, dice il
ministero dell'Economia. Riferendosi alla stima del «Sole-24 Ore» di
domenica, che indicava un rischio di 7 miliardi di maggior spesa
rispetto al previsto, il dicastero rivendica la copertura «piena e
certificata» di tutti i pagamenti iscritti in Bilancio e Finanziaria.
«Come sempre – riconosce però l'Economia – vi sono nuove spese non
ancora prescritte dalla legislazione vigente, e dunque non iscritte a
bilancio, che è prevedibile si rendano necessarie nell'anno o
successivamente». «Tra queste, quelle derivanti dal rinnovo dei
contratti pubblici per il periodo che inizia nel 2008».
È ben questo che ricordava il «Sole–24 Ore»: che, appunto, pagamenti indicati dal Dpef di giugno come impegni presi o prassi consolidate e in buona parte inevitabili (21,3 miliardi l'ipotesi massima, 11,3 quella più concreta), potrebbero cadere sul 2008.
Alcuni sono stati onorati in Finanziaria o anticipati con altre misure.
Altri esborsi, per Ferrovie (2 miliardi), contratti pubblici (ancora 2 miliardi come stima ultraprudenziale) e per una norma triennale di risparmio che già nel 2007 ebbe parziale efficacia e richiese un'integrazione da 1,8 miliardi, minacciano ancora i conti 2008.
A questi rischi si deve aggiungere il costo delle elezioni (verso i 600 milioni) e alcuni arretrati, come i 600 milioni per la spazzatura in Campania.
Non si tiene conto del "ciclo elettorale", spese clientelari decise all'ultimo momento, né del rallentamento economico, quest'ultimo nocivo per le entrate.
Si stimava così 7 miliardi, 0,4 punti di Pil, di possibile aumento della spesa e di peggioramento del deficit, dal 2,2 al 2,6 per cento.
Una pausa nel risanamento se il 2007 chiuderà, come anticipato dal Governo, con un deficit sul 2 per cento.
Pausa che un Paese gravato dal terzo debito pubblico del mondo, dopo Usa e Giappone, dovrebbe forse evitare.
Che siano queste o altre, le «nuove spese», riprende la nota ministeriale, «verranno considerate, stimate, ove necessario concordate nelle sedi contrattuali e istituzionali e, se ritenute necessarie dal Governo della Repubblica, iscritte nel bilancio con coperture adeguate che rispettino pienamente l'art. 81 della Costituzione e i nostri impegni internazionali».
«L'anno scorso, innovando una prassi in vigore da anni, di queste possibili ulteriori spese il Dpef – conferma l'Economia – fornì prime stime», in attesa che la Finanziaria le prendesse in considerazione per il 2008.
«Quest'anno è intenzione del ministero dell'Economia iniziare una valutazione di tali spese già nella Relazione unifica», ex Relazione di cassa, che sarà pubblicata entro il 14 marzo, a conferma di un «anticipo dei tempi di pubblicazione inaugurato» nel 2007.
Più secca la precisazione del viceministro Vincenzo Visco, secondo cui la stima dei 7 miliardi di extraspese è «tecnicamente sbagliata».
«Per il 2008 non ci sono problemi», in particolare non ve ne saranno sulle entrate. «Non c'è alcun motivo di cambiare le aspettative sui risultati finali». Tuttavia, «se ci sarà meno crescita, ci saranno meno entrate: è quel che si chiama stabilizzatore automatico», conclude il viceministro.
Anche il ministro della famiglia Rosy Bindi non è «per nulla convinta» che non ci sia più il "tesoretto".
Bindi è sicura che un «extragettito» 2008 coprirà le spese «che sappiamo esserci».
Non spiega però quanti soldi rimangano, in tal caso, a costituire la riserva da spendere.
Cui guarda fiducioso anche Gennaro Migliore, Rifondazione, che avverte: «Giù le mani dal "tesoretto"», di cui si vorrebbe la restituzione ai contribuenti emendando il Dl Milleproroghe.
Si mira a uno sconto fiscale da 6 miliardi che ora diventa più difficile, anche per l'irrigidirsi del Centro-destra che è parso, a momenti, cautamente disponibile.
Silvio Berlusconi, in un'intervista al settimanale "Tempi", attacca il governo Prodi per il «buco di 7 miliardi denunciato dal Sole-24 Ore».
E Giuseppe Vegas, Fi, viceministro all'Economia con la Cdl, condivide la stima di una maggior spesa da 7 miliardi, parla di rallentamento economico e di pagamenti non contabilizzati «soprattutto per i contratti pubblici».(IlSole24Ore)
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