| PAPA RATZINGER PREGA A GROUND ZERO |
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| 20/04/2008 | |
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20 apr. - Sotto un cielo grigio che avvolge Manhattan come una
cappa, Benedetto XVI è sceso con la papamobile nel cratere delle Twin
Tower, ferita ancora aperta nel cuore di New York.
La vettura lo ha portato a metà della rampa e ha poi percorso a piedi l’ultimo tratto fino alla piccola fontana quadrata che ricorda i 2.749 caduti dell’11 settembre 2001.
Era accompagnato dal cardinal Edward Egan e ad accoglierlo, nel ’Bed Rock’ di Ground Zero, ha trovato, con il sindaco di New York Michael Bloomberg e i governatori di New York David A. Paterson e del New Jersey John Corzine, 24 persone in rappresentanza dei feriti e dei parenti delle vittime dell’attentato dell’11 settembre 2001 con alcuni dei soccorritori: Vigili del Fuoco, Polizia, Protezione Civile.
P
rima ancora di salutarli, è andato a inginocchiarsi davanti al piccolo specchio d’acqua dove era stato posto un inginocchiatoio.
Un violoncellista che fino ad allora suonava note tristi è rimasto anche lui in silenzio.
Evidentemente commosso, Papa Ratzinger si è alzato e ha acceso un cero e poi dopo che gli hanno portato il microfono ha pronunciato la preghiera da lui stesso composta.
«O Dio dell’amore, della compassione e della riconciliazione - ha invocato - rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse, che siamo riuniti oggi in questo luogo, scenario di incredibile violenza e dolore. Ti chiediamo nella Tua bontà di concedere luce e pace eterna a tutti coloro che sono morti in questo luogo, i primi eroici soccorritori, i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia, addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto, insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti, vittime di questa tragedia solo perchè il loro lavoro e il loro servizio li ha portati qui l’11 settembre 2001».
«Ti chiediamo, nella Tua compassione - ha continuato - di portare la guarigione a coloro i quali, a causa della loro presenza qui in quel giorno, soffrono per le lesioni e la malattia. E per la perdita delle persone care. Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.
Ricordiamo anche coloro che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania».
«I nostri cuori - ha aggiunto il Pontefice - si uniscono ai loro mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza. Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le Nazioni della terra.
Papa Ratzinger ha poi benedetto con l’aspersorio il cratere in tutte le direzioni. (LaStampa)
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