| PARLA D'ALEMA, NE HA PER TUTTI: BERLUSCONI, FINI, DI PIETRO, IL DIALOGO... |
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| 04/07/2008 | |
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4 lug. - ''In poche settimane Berlusconi ha demolito l'immagine nuova di un uomo di Stato e ha riproposto il profilo noto di un uomo di potere dominato dai suoi problemi e che concepisce il potere politico come funzionale prima di tutto a risolvere i suoi problemi''.
Sul forfait dato alla trasmissione Matrix, ''Berlusconi - ha continuato D'Alema - ha fatto, a quanto sembra, una mezza marcia indietro non tanto per la decisione di non andare in tv ma, se verra' confermato, rinunciando a procedere attraverso un decreto su una questione che per sua natura non puo' essere affrontata per decreto''. E sulla materia delle intercettazioni afferma: ''Il decreto e' una forzatura inaccettabile e gravissima perche' non e' una urgenza del Paese e per l'urgenza di una persona non sono previsti decreti''. Quindi, conclude l'ex ministro, ''se sara' confermata la marcia indietro di Berlusconi e' segno di saggezza''. ''Berlusconi e' il leader che rappresenta la maggioranza degli italiani da molti anni e non e' il problema ma il sintomo del problema, ma una grande forza democratica come il Pd non puo' non dialogare con la meta' piu' uno del Paese''. Massimo D'Alema risponde cosi' al direttore dell'Unita', Antonio Padellaro, che, durante la Festa dell'Unita' gli chiede se la ricerca del dialogo con la maggioranza non fosse azzardata sin dall'inizio. ''E' assolutamente necessario - evidenzia D'Alema - e' tratto identitario del Pd discutere sulle regole democratiche e la questione non e' che Berlusconi e' un grande leader ma la ricerca di regole condivise''. L'ex ministro degli Esteri invita cosi' la sinistra a superare ''la sindrome minoritaria di una maggioranza buona in un paese cattivo che ha portato alle sconfitte''. A suo avviso il Pd "ora deve mettere radici e costruirsi come un grande partito popolare e io che per anni sono stati abituato alla tessera e ora ho ancora un attestato, aspetto trepidante la tessera del Pd'' e poi ha aggiunto che il profilo del Pd si e' dimostrato forte ma per ora e' ancora largamente un progetto. Ne approfitta anche per spiegare il senso della battuta: 'sono un simpatizzante del Pd': "non avevo la tessera - confessa - ed e' per questo che non vedo l'ora di farla e sono per la rapida solidificazione del partito''. L'ex ministro ha difeso l'attivita' della sua fondazione Italianieuropei e dell'associazione 'Red': ''E' un'opportunita' per il Pd - afferma D'Alema - ed infatti in questi giorni tra chi aderisce a 'Red' almeno la meta' non e' iscritta al Pd e penso che magari mai si iscrivera' ed e' per questo che la nostra iniziativa e' utile perche' e' un contributo al Pd''. ''Dietro - aggiunge D'Alema - c'e' quello che c'e' davanti, ovvero un contributo che deve essere considerato una grande opportunita'. Basta con i sospetti stupidi su un'attivita' alla luce del sole utile alla politica oltre che al Pd''. Dice la sua anche sulla manifestazione dell'8 luglio: ''Io penso - sostiene - che una grande manifestazione dell'opposizione vada fatta con al centro i grandi problemi sociali del Paese. Non mi sembra un gioco intelligente farmi attirare da Berlusconi in una rissa sulla giustizia per poi farmi dire da lui che non sono quelli i problemi dell'Italia'': motiva cosi' il 'no' del Pd alla manifestazione convocata per l'8 luglio dai Girotondi e da Di Pietro. ''Veltroni aveva annunciato - racconta D'Alema - una grande manifestazione per ottobre poi dopo qualche giorno siamo stati convocati e non vedo perche' dovremmo esserlo e comunque al centro di una grande manifestazione ci vogliono i problemi sociali del Paese perche' una grande manifestazione serve non sfogare gli umori dei nostri elettori ma se il giorno dopo anche un solo un italiano in piu' e' d'accordo con noi''. E rivolgendosi a Di Pietro, l'ex ministro evidenzia che i problemi dell'opposizione si risolvono ''se si tolgono tanti voti a Berlusconi e non pochi a noi''. ''Fini faccia il presidente della Camera anziche' continuare a fare il leader della maggioranza''. E' l'invito che Massimo D'Alema rivolge al presidente della Camera. ''Deve impratichirsi un po' - sostiene l'ex ministro - nel nuovo ruolo che e' tutelare le prerogative del Parlamento''. |
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Massimo D'Alema, partecipando al dibattito alla Festa dell'Unità di Roma, evidenzia cosi' l'aspetto politico emerso nel comportamento del premier in materia di giustizia. ''In pochi giorni - evidenzia D'Alema - ha dato un colpo durissimo a un'immagine nuova e questo ha creato difficolta' nel suo schieramento ed e' evidente il rischio di un conflitto istituzionale non solo con la magistratura ma anche con Napolitano che ha tenuto un profilo di equilibrio e fermezza anche nell'orientamento al Csm di rimanere nei suoi compiti''.
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