| PD: CRESCE FRONTE DEL SI' AL CONGRESSO. ANCHE COFFERATI IN CAMPO |
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| 22/08/2008 | |
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22 ago. - Si allarga il fronte dei
favorevoli a un congresso ancipato del Pd. Dopo Massimo Cacciari,
anche Sergio Cofferati scende in campo e chiede che si metta
l'appuntamento in agenda al piu' presto. La leadership di Walter
Veltroni, spiega il sindaco di Bologna, ''non e' in discussione, ma un
congresso e' necessario per costruire la struttura del partito''.
Arrivare senza alle prossime scadenze elettorali, avverte il primo
cittadino, sarebbe ''un guaio''. Parole accolte con favore dagli
ulivisti, tra i piu' tenaci a chiedere l'indizione delle assise dei
Democratici. A volerlo ''non sono piu' solo gli ulivisti impenitenti e
impertinenti'', rimarca Franco Monaco, che esprime anche la posizione
di Arturo Parisi, tra le voci piu' critiche della gestione del
partito.
''Due tra i piu' autorevoli e convinti sostenitori di Veltroni
alle primarie, Cacciari e Cofferati -sottolinea il deputato prodiano-
si associano alla richiesta del congresso''. E si aprono spiragli
anche dalle parti della segreteria. Giorgio Tonini, vicino a Veltroni,
ammette che sarebbe ''utile'' un congresso ''prima delle elezioni
europee''. Il senatore non rinuncia pero' a lanciare una stilettata ai
'parisiani': ''Francamente, non ho capito qual e' la proposta
alternativa che viene da questi amici'', fa notare il senatore che
dice no a ogni tentazione di tornare all'Unione di centrosinistra.
Dunque il congresso, perche' li' chi oggi esprime disagio dovra'
passare alla fase propositiva, insiste Tonini.
Provocazione subito colta da Monaco che mette sul piatto
''quattro questioni decisive per definire identita' e missione del Pd
dopo una sconfitta strategica''. Romano Prodi interviene per fugare
ogni dubbio di polemica nella sua assenza alla festa del Pd. ''Quando
uno volta pagina, volta pagina'', si chiama fuori il Professore che
garantisce di non essere il 'regista' delle critiche di Parisi al
leader del Pd. Resta alta la tensione dovuta ai conflitti locali che
agitano l'estate dei democratici. Cacciari insiste: il Pd non esiste
al Nord e nemmeno al Sud, ''siamo fermi''. ''Non si puo' -puntualizza
il sindaco di Venezia- avere un Re Sole a Roma e i satelliti in giro.
Bisogna convocare una congresso vero, con mozioni chiare e definite e
tutto cio' deve avvenire il piu' presto possibile".
E' proprio sui tempi che mettono l'accento i
dalemiani. In ambienti vicini all'ex ministro degli Esteri
sottolineano che le questioni locali devono essere regolate a livello
locale, mentre c'e' un problema che riguarda il governo generale del
partito che andrebbe affrontato e risolto nelle forme piu' adeguate e
con grande tempestivita'. Senza aspettare il congresso, rimarcano.
Anche perche', sulla strada verso l'appuntamento congressuale non
mancano i problemi organizzativi.
''Il problema -spiega Tonini- e' pratico: per fare un congresso
ci vogliono gli iscritti e noi abbiamo appena cominciato la campagna
del tesseramento. E, sulla base dello statuto, la procedura
congressuale prevede una doppia fase: prima un dibattito interno tra
gli iscritti e poi la proposta alla piu' vasta area dei nostri
elettori, con un meccannismo simile a quello delle primarie, di piu'
candidature e piu' posizioni politiche che devono essere pero' prima
elaborate tra gli iscritti. Finche' non ci sono gli iscritti, e'
difficile far partire il processo congressuale. E gli iscritti si
-afferma- potranno avere soltanto nel giro di qualche mese, alla fine
dell'anno o al massimo all'inizio del prossimo''.
''Tutta la discussione e' se fare il congresso nei primi mesi
del 2009 o nell'autunno del 2009. Sono sempre stato dell'idea che
prima si fa e meglio e'. Se e' organizzativamente possibile, sarei
favorevole a tenere il congresso prima delle elezioni europee'',
ammette il senatore del Pd. Cofferati insiste sulla necessita' di
strutturarsi in modo piu' forte: ''Il Pd -rimarca- non puo' pensare di
essere un partito di massa senza un punto di partenza che sia il
partito di modello novecentesco. Quello e' il punto piu' antico ma
indispensabile. Poi -sottolinea l'ex leader della Cgil- ci sono altri
livelli piu' flessibili dove dibattere, Internet, la tv, la stampa. Io
vado in sezione e discuto con gli altri. Poi i militanti si
confrontano con chi la pensa come loro, o anche no, attraverso gli
altri strumenti. Ciascuno dei quali non e' risolutivo in se', vanno
usati insieme''.
''Una struttura -avverte Cofferati- la si
costruisce solo con un congresso. Perche' e' in quella occasione che
si contano gli iscritti, si definisce un programma fondamentale, la
Magna Charta che e' poi la ragion d'essere per la quale si sta
insieme. Il congresso poi stabilisce cosa fare in coerenza col
programma e a quel punto possono nascere opzioni diverse perche'
condividiamo gli stessi valori ma pensiamo a un modo diverso per
attuarli. Le mozioni danno origine alle correnti in un percorso
trasparente e limpido''.
Monaco indica quattro punti sui quali il partito deve
confrontarsi e decidere: ''Modello francese o modello tedesco, cioe'
bipolarismo o multipartitismo con maggioranze che si formano dopo il
voto; vocazione maggioritaria e alleanze; dialogo privilegiato o
alternativita' a Berlusconi; forma-partito e investitura larga e
diretta della leadership (una terza via tra leaderismo e correntismo).
Quattro punti cruciali sui quali, dall'impostazione della campagna
elettorale, sembra trascorso un secolo. Come si puo' pensare -chiede
il prodiano- di stare un anno senza misurarsi con tali nodi,
assistendo inerti al progressivo logoramento del Pd e,
conseguentemente, dell'opposizione democratica, in attesa delle
elezioni europee quale improprio surrogato di un congresso
democratico?''.
Chi invece continua a dire no al congresso e' Giorgio Merlo:
''Agitare la bandiera del congresso anticipato come elemento salvifico
per rilanciare l'iniziativa politica e rafforzare l'immagine del
Partito democratico e' una pia illusione oltreche' un fatto dannoso e
politicamente improduttivo. E questo al di la' della autorevolezza o
meno di chi avanza la richiesta''. ''Semmai -spiega l'esponente Pd-
resta aperto il tema della costruzione e del radicamento territoriale
del Pd. Il tutto senza continuare ad evocare lo spettro del 'partito
del nord' che ritorna ora a campeggiare riproposto da alcuni
sindaci''.
''Semmai -continua Merlo- se c'e' un elemento da
chiarire resta il rapporto tra il cosiddetto 'partito degli eletti' e
gli organismi del partito indicati con le primarie. Non basta esaltare
sindaci e governatori, che restano tuttavia tasselli importanti per la
credibilita' e l'autorevolezza di un partito a livello locale''.
Cofferati pero' non ci pensa proprio a fare marcia indietro sul
cosiddetto partito del nord: ''Ci sono degli elementi che identificano
dei confini socio-economici. Il Nord, compresa l'Emilia Romagna, hanno
le stesse dinamiche di rapporti economici e sociali che andrebbero
riconosciuti. Non per creare un altro partito e il suo leader, idea
che non mi ha mai sfiorato, ma per orientare delle scelte che servano
a un determinato territorio''.
Il sindaco di Bologna, parlando del caso Chiamparino, rivendica
anche l'autonomia degli amministratori locali rispetto agli apparati
di partito. ''Il problema del rapporto che i livelli istituzionali,
come i sindaci, devono avere col partito e' vecchio come il mondo. Chi
esercita un ruolo istituzionale -spiega- credo debba avere e
utilizzare la necessaria autonomia. Il che non vuol dire essere in
disaccordo col proprio partito, ma che le decisioni a livello locale
hanno sedi proprie''.
Beppe Fioroni avverte: ''Basta giocare allo sfascio. Il
confronto va bene se l'obiettivo e' il radicamento del Pd. Va male se
invece si vogliono ritagliare piccole satrapie per sottrarle al
partito''.
L'ex ministro del governo Prodi appoggia la ricandidatura
di Renato Soru in Sardegna (''sarebbe demenziale non ripresentarlo'')
e di Sergio Cofferati a Bologna (''se ha governato bene, perche' non
riconfermarlo?'').
Il quotidiano 'Europa', invece, invita Veltroni a
''lavare i panni sporchi in famiglia''. ''Un leader che ha avuto
un'investitura senza precedenti -sottolinea il quotidiano di area
dielle- deve essere in grado di sciogliere d'autorita', con giustizia
e acume, nodi altrimenti inestricabili". (Adnkronos).
scritto da Elvi, agosto 23, 2008 Ormai il pd è allo sfascio scritto da Gab, agosto 22, 2008 Silurate la mozzarella in carrozza per favore |
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