| PD/IDV E' SCONTRO PER LE VICEPRESIDENZA. VELTRONI "DISPENSA CARICHE" |
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| 03/05/2008 | |
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3 Mag. - Intervenendo al congresso delle Acli, Walter Veltroni difende la strategia del Pd, rivendica il taglio netto con la sinistra radicale e rinvia la questione "alleanze", ritenuta impellente dagli antagonisti interni.
E il segretario democratico prende a sua volta distanza dall'"altra opposizione", derubrica a rapporto "corretto" il dialogo privilegiato con i centristi caldeggiato da Massimo D'Alema e conferma quella "vocazione maggioritaria" che tante critiche gli ha attirato in casa sua. L'idea di "salire le montagne" non lo spaventa dunque, pur pressato dalle correnti, Veltroni non arretra. Difende la strategia, rivendica il taglio netto con la sinistra radicale e rinvia la questione alleanze, ritenuta impellente dagli antagonisti interni: "Solo se il Pd continuerà sulla strada di forte innovazione riformista e vocazione maggioritaria potrà costruire scenari anche intensi con altre forze". Pierluigi bersani ha chiesto a Veltroni di ammettere fino in fondo la sconfitta, ma anche qui il leader del pd non cede. Scherza sulle spiegazioni "frettolose, superficiali e fatte di insopportabili luoghi comuni" che sono assai peggio del'insuccesso stesso, promette una grande discussione ma difende il suo 33%, tantopiù ora che "i labouristi inglesi sono scesi al 24". D'Alema e Marini -il quale non vede "coltelli alla mano" nel Pd- non vogliono il congresso anticipato, ma Veltroni non lo archivia. Fa sapere che ne parlerà con i segretari regionali e disegna un partito aperto e radicato sul territorio, dove conteranno più i sindaci che i "caminetti" con capicorrente. E poiché Casini promette una "opposizione repubblicana e non accecata dai pregiudizi" e si mostra molto più attratto da Berlusconi che non da Veltroni, il segretario del Pd si guarda bene dall'evocare un coordinamento delle opposizioni. Offre a Buttiglione la vicepresidenza della camera e il leader dell'Udc ringrazia, a sua volta piuttosto freddo: "Un passo obligato perché siamo entrambi all'opposizione". L'incarico piaceva a Di Pietro, al quale Veltroni propone in compenso la vicepresidenza del Senato. E con l'IdV è scontro. Massimo Donadi si scaglia contro il ruolo "irrituale" di un Veltroni "dispensacariche", dice che Di Pietro non cerca poltrone e avvisa che l'IdV non accetterà "compensazioni". (M.Gu:) |
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