| PD: PERDE RUTELLI MA "PAGA" VELTRONI |
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| 28/04/2008 | |
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28 Apr. - Dopo quello che ha investito la sinistra radicale alle elezioni politiche, estromettendola dal Parlamento, dal Campidoglio è arrivato anche per il Pd di Walter Veltroni un clamoroso quanto imprevedibile tsunami elettorale. Una sconfitta elettorale
storica, quella subita da Francesco Rutelli e da tutto il
centrosinistra nella Capitale, che potrebbe avere ricadute immediate
sugli assetti parlamentari e sugli equilibri interni del Loft.
Per
quanto riguarda entrambi i punti, la posizione di Veltroni e' ora
decisamente piu' debole rispetto alle componenti che nella fase
costituente hanno manifestato dei malumori per l'esercizio della
leadership da parte dell'ex segretario diessino.
Se all'indomani delle
Politiche la tesi proposta da quest'ultimo al partito, secondo la quale
si compiva, nonostante la sconfitta, il consolidamento di una forza
riformista nuova aveva retto, ora il rovescio romano impone una
sostanziale correzione dell'analisi del voto di due settimane fa. Che
potrebbe fare irruzione gia' nelle consultazioni "telefoniche" sui nomi
dei nuovi capigruppo alla Camera e al Senato, che l'ufficio politico
del Pd ha disposto stamani. Come e' noto, Veltroni ha avanzato la
richiesta di riconferma di Antonello Soro e Anna Finocchiaro,
capigruppo uscenti rispettivamente alla Camera e al Senato.
Una volonta' che al momento si scontra con la determinazione di Massimo D'Alema a piazzare alla presidenza del gruppo della Camera il ministro uscente per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, il quale, oltre a essersi gia' detto disponibile, ha manifestato alcune perplessita' per l'esito della riunione di stamani. Il rebus si complica se si considera anche Palazzo Madama: qui Anna Finocchiaro amerebbe essere confermata, ma l'eventuale nomina di Bersani imporrebbe un ex diellino al suo posto. Che potrebbe essere il vicepresidente uscente Luigi Zanda, ma che a questo punto potrebbe essere lo stesso Rutelli, eletto in Senato e senza incarichi. I rumors di Palazzo vedono in queste ultime ore in crescita questa ipotesi. Un dato di cui Veltroni dovra' tenere conto, anche in virtu' del fronte che, dopo la sconfitta di oggi, si apre nel partito. C'e' da fissare la data della prossima Assemblea nazionale, nella quale, all'ordine del giorno, c'e' la delicata questione della sostituzione del dimissionario Romano Prodi alla presidenza. Un'occasione che gli eletti piu' vicini al premier uscente vedono come un momento di dibattito serio sulla leadership, e non come una mera applicazione delle norme statutarie.
Stesso discorso vale per i Teodem di Luigi
Bobba e di Paola Binetti, e soprattutto per gli ex ppi di Giuseppe
Fioroni e Pierluigi Castagnetti, che hanno criticato a piu' riprese la
strategia veltroniana delle alleanze (peraltro smentita dalla decisione
di Idv di non confluire nel "gruppone" col Pd).
Ma alla prossima
assemblea nazionale si parlera' anche di congresso, e le componenti
appena citate, alla luce di quanto accaduto oggi, potrebbero prendere
coraggio per avanzare la proposta di una data certa, che non cada a
ridosso o subito dopo le elezioni europee del 2009, ma prima di tale
scadenza. Un quadro, insomma, non rassicurante per Veltroni, che solo
due anni fa era stato rieletto sindaco della Capitale con oltre il 60
per cento dei voti. (Velino)
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