| PECHINO '08: LA POLIZIA BRUCIA I CORPI DELLE VITTIME DEGLI SCONTRI DI LHASA |
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| 02/05/2008 | |
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02 mag. - La polizia cinese brucerebbe in Tibet i corpi dei
tibetani morti durante i moti di Lhasa cominciati lo scorso 14 marzo.
Lo denuncia il governo tibetano in esilio in un comunicato apparso sul
loro sito web ufficiale. Secondo il comunicato, il 28 marzo circa 83
corpi sono stati bruciati nel crematorio elettrico nella città di
Dhongkar Yabdha, nel distretto di Toelung Dechen, che rientra sotto la
Municipalità di Lhasa.
Il motivo - viene denunciato nel documento -sarebbe stato quello di "pulire interamente dall'interno ogni prova relativa alle recenti proteste in Tibet". Il comunicato riferisce di testimoni che hanno visto diversi corpi di tibetani morti durante gli scontri caricati e portati in due camion dell'esercito nella parte orientale di Lhasa, dai quali si vedeva sangue che colava.
Altri testimoni hanno riferito di altri camion visti in diverse parti dei dintorni di Lhasa.
Il comunicato denuncia che molti tibetani rimasti feriti durante gli scontri, trasportati al Peoplés Hospital, sono morti e stanno ancora morendo senza cure.
La famiglia di un tassista scomparso durante le violenze di Lhasa, si è vista recapitare dalla polizia un sacchetto con il nome dell'uomo, contenente le ceneri del tassista.
Due emissari tibetani del Dalai Lama dovrebbero arrivare in Cina domani per incontri con responsabili cinesi sulla crisi in Tibet.
Lo ha annunciato oggi un portavoce del governo tibetano in esilio in India.
Lodi Gyaltsen Gyari e Envoy Kelsang Gyaltsen, sono i due inviati del Dalai Lama che domani a Pechino avranno "colloqui informali", con le autorità cinesi, come precisa un comunicato del governo tibetano in esilio.
Chhime R. Chhoekyapa, segretario del Dalai Lama, ha detto che gli inviati nella visita, che si annuncia breve, discuteranno della situazione corrente nelle aree tibetane. "Essi - riferisce Chooekyapa - esprimeranno la preoccupazione del Dalai circa la gestione da parte delle autorità cinesi della situazione in Tibet e forniranno dei suggerimenti per portare pace nella regione".
"I due inviati sono autorizzati a trovare una soluzione soddisfacente al problema tibetano, dal momento che la Cina, dice Chhoekyapa, "ha espresso sia pubblicamente che ai governi del mondo la sua posizione sulla continuazione del dialogo". (ANSA)
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