| PECHINO 2008: PARLANO PETRUCCI, CAPEZZONE, MUSSOLINI, GASPARRI, LUXURIA |
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| 06/08/2008 | |
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06 ago. - A Pechino e' tutto pronto
per la cerimonia che venerdi' aprira' ufficialmente i Giochi olimpici:
ad annunciarlo, in conferenza stampa, e' stato Zhang Heping, direttore
del comitato organizzatore del dipartimento che si occupa delle
cerimonie di apertura e chiusura.
Il dirigente ha spiegato che, dopo
tre prove generali, gli organizzatori sono fiduciosi per la buona
riuscita di uno degli eventi piu' attesi delle Olimpiadi.
Heping ha spiegato che la cerimonia di venerdi' sara' suddivisa
in tre momenti: nel primo, quello piu' importante, ci sara' il via
ufficiale, a cui fara' seguito una seconda parte che durera' poco meno
di un'ora e che vedra' la partecipazione attiva del pubblico. "Ognuna
delle persone presenti sugli spalti -ha spiegato Heping- ricevera' un
pacchetto contenente accessori utili alla coreografia, che potra'
essere usato nel corso della cerimonia".
Il momento clou dell'apertura dei Giochi sara' quello in cui
elementi spettacolari si alterneranno alla parata degli atleti, al
discorso ufficiale, all'arrivo della torcia e all'accensione della
fiamma olimpica.
Le canzoni dedicate alle Olimpiadi, che saranno
eseguite per la prima volta in occasione della cerimonia d'apertura,
saranno cantate dalla cantante pop cinese Liu Huan e dalla cantante
inglese Sarah Brightman. "Sarah e' gia' arrivata a Pechino -ha detto
Zhang- e sta provando con Liu: non hanno avuto modo di provare molto,
ma sono sicuro che andra' tutto bene". CIAO.
"Perche' nessuno ha mai
chiesto agli industriali di non andare a investire in Cina?":
e' la domanda che si pone il presidente del Coni, Gianni
Petrucci, rispondendo, a mente fredda, alle ipotesi di
boicottaggio formulate ieri da alcuni esponenti del Pdl. "Il
Comitato olimpico italiano - ha sottolineato Petrucci in
conferenza stampa a Casa Italia - e' stato il primo a dirsi
contrario al boicottaggio e a dire ai nostri atleti di non
boicottare. Ma gli azzurri hanno la liberta' di esprimere il
proprio pensiero, tenendo conto che quando si va ad
un'Olimpiade ci sono regole da rispettare". Petrucci ha poi
ricordato che "il presidente della Repubblica Napolitano ha
dato ad Antonio Rossi il tricolore ed e' dovere suo, e della
delegazione, farlo sfilare".
''Della questione drammatica dei
diritti umani in Cina e della necessaria espansione del processo
democratico in quel Paese bisogna parlare (e agire) tutto
l'anno, e non solo nelle due settimane delle Olimpiadi come
vorrebbe qualcuno a sinistra''.
Lo dichiara in una nota Daniele
Capezzone, portavoce di Forza Italia, riferendosi alla polemica
nata ieri dopo l'invito di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl
al Senato agli atleti italiani di disertare la cerimonia
inaugurale delle Olimpiadi di Pechino.
''Ecco perche' - spiega Capezzone - sarebbe assurdo togliere
ad atleti che hanno fatto grandi sacrifici la possibilita' di
gareggiare e di cogliere le soddisfazioni di una vita''.
"Indipendentemente dai risultati
agonistici, mi auguro che la rappresentativa italiana possa
costituire un esempio di correttezza, di sportivita' e di
moralita' per i bambini di tutto il mondo che li osserveranno
con emozione e con spirito di emulazione".
Anche Alessandra
Mussolini affida una missione agli atleti italiani impegnati
nelle Olimpiadi.
Nel formulare loro "i migliori auspici", la presidente
della commissione Parlamentare per l'Infanzia, afferma che "gli
azzurri dovranno essere il faro per combattere il doping, per
ridurre il cinismo delle multinazionali e per rimettere al
centro degli interessi olimpici il coraggio e la lealta'
sportiva. Non sara' solo l'oro a dare il primato ma soprattutto
i comportamenti: sono certa - conclude - che i nostri atleti su
questo terreno saranno in grado di guadagnarsi la stima e il
rispetto di tutti".
"Fosse per me con la Cina che ci fa
concorrenza sleale non bisognerebbe fare neanche affari. Ma da qualche
millennio il business condiziona il mondo e non ho certo da solo la
forza di cambiare il corso della storia. Le responsabilita' gravano
certo sui politici, non sullo sport". Lo dichiara il capogruppo del
Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, in merito alla polemica sui giochi
olimpici di Pechino che si apriranno venerdi'.
"Molti campioni -spiega il senatore del Pdl- da Mennea a tanti
altri, hanno fatto politica, come e' loro diritto. Il che rende loro
difficile chiamarsi fuori dal dibattito. Rilanciamo l'appello di
Havel, di Brockmann e di altre personalita' internazionali per il
ripristino dei diritti umani in Cina. Sono poi certo che l'amico
Frattini avra' come me letto che il presidente Bush si e' impegnato a
parlare a Pechino degli studenti religiosi perseguitati in Cina. Anche
il Santo Padre ha fatto sentire la sua voce. Si possono, quindi,
difendere i diritti umani e la liberta'. L'ipocrisia non mi
appartiene. La Cina comunista e' responsabile di comportamenti
inauditi e cio' va detto affinche' la politica non usi le Olimpiadi
come avviene dai tempi di Hitler a quelli del Politic Bureau di
Pechino. Io parlero' chiaro nei modesti limiti delle mie forze. Agli
altri le gioie della real politic".
"L'obiettivo -conclude Gasparri- e' stato raggiunto: centrare
l'attenzione sui temi dei diritti umani calpestati dalla Cina
all'interno dei propri confini, nel Tibet e altrove. Non devo fare
marcia indietro, ma basta leggere cio' che ho dichiarato ieri e da
molto tempo per capire che mi auguro gesti simbolici, non boicottaggi.
Carlos e Smith nel '68 ebbero coraggio e ancora oggi li ricordiamo.
Non me la prendo con gli atleti, ma elogio quelli che hanno parlano
chiaro. Capisco poi altri, costantemente richiamati dal Coni. E
ringrazio il membro della giunta del Coni, Claudio Barbaro, che
auspica gesti simbolici per la liberta'. Sono certo che chi
rappresenta il governo italiano in Cina in questa occasione
richiamera' un tema ineludibile: la liberta' negata dal comunismo,
richiamato dai ritratti di Mao che ancora oggi capeggiano su piazza
Tien An Men".
''Faccio appello agli atleti italiani
che parteciperanno alle Olimpiadi di Pechino di denunciare con
qualsiasi mezzo il dramma della condizione di gay, lesbiche e
trans in Cina''. Lo ha detto Vladimir Luxuria.
''Ho visitato Pechino e conosco la clandestinita' a cui si
e' costretti. La vivibilita' omo-transessuale rientra a pieno
titolo tra i diritti umani da difendere'', ha concluso Luxuria.
scritto da bg, agosto 07, 2008 Capezzoni quanto di paga berlusconi per dire tutte quelle stronzate ? scritto da Il suonatore di bonghi, agosto 06, 2008 Minkia!!! Parlano i più ridicoli del mondo!!! |
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