| PENA DI MORTE: in 51 nazioni è ancora applicata |
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| 18/12/2007 | |
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19 dic. -Le esecuzioni capitali sono in vigore ufficialmente, almeno in linea di principio in 51 nazioni, 11 dei quali appartengono al sistema delle democrazie liberali.
In 27 di questi l’anno scorso i boia hanno lavorato. E anche alacremente: nel 2006, secondo la puntuale contabilità di Nessuno tocchi Caino, sono state eseguite almeno 5.628 condanne a morte.
In testa alla poco commendevole graduatoria giganteggia la Cina, con 5.000 esecuzioni «ufficiali», l’89% del totale nel mondo.
Una cifra enorme e tuttavia ampiamente sottostimata, secondo Nessuno tocchi Caino, Amnesty e altre organizzazioni umanitarie che, in base alle testimonianze raccolte, la alzano di almeno tremila unità.
Ottomila, dunque, anche se la verità è difficile da dimostrare, dal momento che nella Repubblica Popolare le condanne a morte non sono catalogate alla voce diritti dell’individuo ma come «segreto di Stato».
Un numero che persino a Pechino, in versione preolimpica e quindi buonista, è sembrato poco glamour sul piano internazionale, spingendo il governo a promettere di «restringere attentamente la pratica attraverso la legislazione e il sistema legale».
Nessuna abolizione, per carità, le condizioni non sono ancora «mature», ma, almeno, la concessione minima di un secondo grado di giudizio: le condanne dovranno essere confermate dalla Corte Suprema e non basterà più il via libera delle corti provinciali.
Per il resto, subito dopo la Cina, e con l’avvertenza che quasi sempre si tratta di numeri lontani dalla realtà perché mancano dati ufficiali, c’è l’Iran, con 215 esecuzioni, il Pakistan, 82; l’Iraq, almeno 65; il Sudan, almeno 65; gli Stati Uniti, 53; l’Arabia Saudita, 39; lo Yemen, 30; il Vietnam, almeno 14; il Kuwait, almeno 11; la Somalia, almeno 7, Singapore, almeno 5; l’ Egitto, la Giordania, il Bangladesh, il Giappone e la Malaysia, con almeno 4 esecuzioni, la Corea del Nord, il Bahrein, la Bielorussia, l’Indonesia, la Mongolia, 3; la Siria e l’Uganda, 2; il Botswana, 1; gli Emirati Arabi Uniti e la Guinea Equatoriale, 1.
In quanto alle modalità dell’esecuzione, vige la più grande varietà, dalla decapitazione, alla lapidazione, all’impiccagione, alla sedia elettrica, per tacere di torture, amputazioni degli arti e fustigazioni, praticate in alcuni Paesi dove vige la sharia islamica. La pena capitale non risparmia, in Iran, ad esempio, i minori. (LaStampa)
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