| PER UN GRANDE PDL BERLUSCONI CORTEGGIA UDC. CASINI PER ORA TACE |
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| 25/08/2008 | |
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25 ago. - Un 'grande Pdl' che riunisca tutti i
moderati per portare definitivamente a compimento il tanto
sospirato bipolarismo. E' il progetto a cui sta lavorando il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ancora in Sardegna
per gli ultimi giorni di vacanza.
Il Cavaliere non e' ancora
sceso in campo in prima persona, ma attraverso i suoi
fedelissimi lancia 'a mezzo stampa' il suo messaggio di apertura
verso l'Udc, grande assente nella costruzione del futuro Pdl.
Pier Ferdinando Casini, per ora, sceglie la strategia del
silenzio, ma chi l'ha sentito in queste ore assicura che il
leader dell'Udc inizia a guardare con attenzione al
'corteggiamento' degli ultimi giorni.
Dopo che al pressing di
Rotondi si sono affiancati gli inviti espliciti di Denis Verdini
e Fabrizio Cicchitto, a via Due Macelli si inizia a credere che
qualcosa di vero ci sia, almeno nella testa e nei progetti di
Berlusconi. Ma al momento Casini, dicono nel suo entourage, non
si fa illusioni ne' intende abboccare alle esche lanciate dal
premier: il leader centrista e' sicuro che il prezzo che il
Cavaliere gli farebbe pagare sarebbe il replay dello scenario
pre-elezioni, insomma ''una Udc che torna a Canossa''.
Per il momento, come assicurano da una parte e dall'altra,
non ci sono stati contatti diretti. E il vero banco di prova per
misurare i margini di un riavvicinamento, ribadiscono sia gli
azzurri che i centristi, sara' la ripresa di settembre.
Solo davanti alle scelte che fara' l'Udc, non solo sulle
riforme, spiegano fonti vicine al premier, si capira' infatti se
nell'Udc c'e' una volonta' di riallacciare il dialogo. Sul
tavolo, infatti, non c'e' solo la giustizia o il federalismo
fiscale: il primo test arrivera' con il nodo irrisolto della
Vigilanza Rai. Una candidatura dell'Idv, e' il leit motiv in
casa degli azzurri, rimane irricevibile, ma in quell'occasione
il partito di Casini dimostrera' le sue vere intenzioni.
Stesso
discorso per le amministrative abruzzesi. Da parte del
centrodestra, e' il ragionamento di chi e' in contatto
quotidiano con il premier, l'apertura c'e', ma bisogna vedere
come si comportera' l'Udc quando si riaprira' il dibattito.
L
e manovre di avvicinamento a Casini sono guardate con
sospetto, pero' dagli alleati: aprire all'Udc, dice Carlo
Giovanardi, creerebbe solo confusione, tanto piu' che ''ormai i
loro elettori stanno con noi''. La ''rincorsa al partito di
Pezzotta, Tabacci e De Mita - taglia corto - non ha alcun
significato politico''. Di dibattito senza senso parla anche
Maurizio Gasparri, An, secondo il quale in questo modo ''si fa
solo pubblicita' a Casini. Come noi non lo inseguiamo - conclude
- lui non vuole essere inseguito''. Pure l'ipotesi di allargare
la squadra di governo non e' vista di buon occhio e lo dice a
chiare lettere Roberto Cota, capogruppo della Lega a
Montecitorio: ''Squadra che vince non si cambia'', dice, anche
se ''sui singoli provvedimenti e' possibile convergere''.
Parole che peraltro suonano molto simili a quelle
pronunciate qualche giorno fa da Berlusconi. Ma, se il premier
sosteneva anch'egli che ''squadra vincente non si cambia'',
aggiungeva pure che poteva essere ''rafforzata''. Una questione,
comunque, che uomini vicini al presidente ritengono ancora
''prematura''. (Ansa).
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